Il bambino con il pigiama a righe

John Boyne

Traduttore: Patrizia Rossi
Editore: Rizzoli libri
Formato: PDF con DRM
Testo in italiano
Cloud: Scopri di più
Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 416,65 KB
  • Pagine della versione a stampa: 211 p.
    • EAN: 9788858647196
    pagabile con 18App pagabile con Carta del Docente

    Articolo acquistabile con 18App e Carta del Docente

    Disponibile anche in altri formati:

    € 7,99

    Venduto e spedito da IBS

    8 punti Premium

    Scaricabile subito

    Aggiungi al carrello Regala

    non è possibile acquistare ebook su dispositivi Apple. Puoi comunque aggiungerli alla wishlist

    Descrizione
    Caro lettore, sebbene di solito ci riserviamo questo spazio per raccontarti una trama o descriverti dei personaggi, per una volta ci prenderemo la libertà di non farlo.Non solo perché il libro che hai fra le mani è molto difficile da definire, ma anche perché siamo convinti che qualunque nostra parola ti priverebbe del sapore della scoperta.Se comincerai a leggere questo libro, infatti, farai un viaggio.Un viaggio con un bambino di nove anni che si chiama Bruno. (Ma questo non è un libro per bambini di nove anni.) E presto o tardi ar riverai con lui in un luogo circondato da un recinto.Di luoghi così al mondo ne esistono molti, ma speriamo che tu non ne conosca mai uno.

    Recensioni dei clienti

    Ordina per
    • User Icon

      Davide

      23/09/2018 10:00:47

      Una storia forte, profonda ed emozionante. In un contesto storico drammatico l’amicizia tra 2 bambini e l’innocenza di quest’ultimi riesce a sconfiggere ogni pregiudizio e ogni tipo di razzismo, ho letto le ultime pagine di questo libro senza quasi accorgermene, l’ho letto e riletto più volte e ogni volta riesce ad emozionarmi

    • User Icon

      Commuovente

      21/09/2018 10:23:40

      Un libro che racconta una storia davvero commuovente, che ti strappa sempre qualche lacrima, scritto in un modo che non ti fa mai stancare,leggero! Questo libro ha una lettura scorrevole che toccherà il cuore delle persone più sensibili! Letto in un fiato, niente di paragonabile al film, i libri sono sempre più belli! Leggetelo non ve ne pentirete!

    • User Icon

      teresa maria

      22/06/2018 22:18:24

      Bello, triste ma interessane. Lettura consigliata a chi è preparato sulla trama e conosce un po' l'argomento.

    • User Icon

      Marco d'Aviano

      18/03/2018 15:07:47

      Perché uno scrittore irlandese nato nel 1971 scrive una storia su Aushwitz? Aveva davvero qualcosa di nuovo e di interessante da aggiungere alle tante testimonianze su quei tragici fatti? Se non si ha niente da dire bisognerebbe tacere o per lo meno non scrivere. Soprattutto su una tragedia come quella, il pudore dovrebbe trattenere dallo scrivere una storiella pur che sia. Ma ormai il libro è stato scritto, leggiamolo per quello che offre. Sorvoliamo sul fatto che questa Aushwitz ha ben poco di reale: ogni scrittore è libero di inventare il suo mondo, perciò accettiamo – a malincuore – che questo Boyne abbia inventato una favola dentro un mondo che ricorda vagamente Aushwitz. Il nocciolo narrativo del romanzo consiste nel vedere una realtà terribile con gli occhi di un bambino di nove anni. L’idea potrebbe essere interessante, ma lo scrittore non sa far fronte all’impegno assunto. La rappresentazione del mondo interiore di Bruno non è né realistica né fantastica, è solo banale: non ragiona come un bambino, non si fa le domande che un bambino si farebbe. Il difetto principale è che Bruno e Shmuel, in un anno di amicizia, non riescono a dirsi niente; Bruno non capisce nulla del campo oltre la rete e Shmuel non è in grado di dirgli nulla. La loro amicizia, in realtà, è fatta di nulla. Si può obiettare che solo l’ignoranza da parte di Bruno della realtà del campo consente il finale del libro. È vero, ma per salvare il finale e nello stesso tempo la logica del racconto, Bruno avrebbe dovuto passare la rete 100 pagine prima e il libro avrebbe dovuto essere lungo la metà.

    • User Icon

      Lady Hime

      13/06/2017 16:01:51

      Davvero intenso e commovente; questo libro mostra come i bambini siano infinitamente più saggi degli adulti, ma nonostante ciò finiscano spesso per essere vittime delle guerre e della mentalità di questi ultimi.

    • User Icon

      Alessandro Arnoldi

      15/09/2015 08:30:41

      E' la storia dell'amicizia tra due bambini: Bruno e Shmuel. Il primo tedesco, figlio di un Comandante che aveva il compito di dirigere il campo di concentramento di Auschwitz (o Auscit come diceva Bruno), l'altro un ebreo, prigioniero di quello stesso campo. Ho letto volentieri questo libro anche se alla fine dà molta tristezza nel vedere come dei bambini innocenti pagano per colpa delle guerre tra adulti. Lo consiglio a tutti i ragazzi. BELLISSIMO. VOTO: 5/5

    • User Icon

      Valentina

      29/08/2014 17:56:22

      Il film può essere carino, ma il libro proprio no. Metà libro sembra parlare dei capricci di un bambino che vuole tornare a casa. Lo scrittore è molte volte ripetitivo e i dialoghi sono noiosi. Trovo che questo libro non esprima per niente i valori che invece si possono vedere nel film. Inoltre Bruno sembra privo di intelligenza in confronto all'alro bambino. Davvero una delusione.

    • User Icon

      Monica

      14/07/2013 13:20:12

      Cosa potrei dire di questo libro? Se leggete il libro e guardate il film sono due cose diverse ma solo per poche differenze. Quando lo letto per la prima volta non avevo capito subito come era strutturato ma poi quando lo letto per la seconda volta lo capito, perché ci sono 20 capitoli: fino al capitolo 11 si capisce subito come è strutturato, nel capitolo 12 ritorna indietro di mesi e fa un flash back, dal 13 al 20 ritorna alla storia che si era fermato nel capitolo 11. Ritornando alla domanda che avevo fatto prima il libro è scorrevole e alla fine fa piangere. Ve lo consiglio di leggere, in un giorno al massimo due giorni si riesce a leggere.

    Vedi tutte le 8 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione