Il bambino con il pigiama a righe - Patrizia Rossi,John Boyne - ebook

Il bambino con il pigiama a righe

John Boyne

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Traduttore: Patrizia Rossi
Editore: Rizzoli
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 402,06 KB
Pagine della versione a stampa: 211 p.
  • EAN: 9788858651247
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Leggere questo libro significa fare un viaggio. Prendere per mano, o meglio farsi prendere per mano da Bruno, un bambino di nove anni, e cominciare a camminare. Presto o tardi si arriverà davanti a un recinto. Uno di quei recinti che esistono in tutto il mondo, uno di quelli che ci si augura di non dover mai varcare. Siamo nel 1942 e il padre di Bruno è il comandante di un campo di sterminio. Non sarà dunque difficile comprendere che cosa sia questo recinto di rete metallica, oltre il quale si vede una costruzione in mattoni rossi sormontata da un altissimo camino. Ma sarà amaro e doloroso, com'è doloroso e necessario accompagnare Bruno fino a quel recinto, fino alla sua amicizia con Shmuel, un bambino polacco che sta dall'altro lato della rete, nel recinto, prigioniero. John Boyne ci consegna una storia che dimostra meglio di qualsiasi spiegazione teorica come in una guerra tutti sono vittime, e tra loro quelli a cui viene sempre negata la parola sono proprio i bambini. Età di lettura: da 12 anni.
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    Mary

    17/05/2020 20:39:46

    Preso per mio figlio che adora il genere . Scritto molto bene , adatto alla sua età. (12 anni). È rimasto molto soddisfatto. Lo consiglio .

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    Elisa

    16/05/2020 20:15:12

    Ho letto questo libro dopo aver visto il film e devo dire che il libro è molto meglio. Storia tenera ma allo stesso tempo triste e commovente. Il racconto mostra attraverso gli occhi di un bambino le consegueze che possono scaturire da scelte adulte e poco sensate. Ottimo libro da far leggere anche agli adolescenti per non dimenticare quello che ha significato il periodo nazista.

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    sebi

    16/05/2020 09:16:40

    Un libro incredibile... Molto toccante e commuovente!

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    sebi

    16/05/2020 09:14:59

    Un libro incredibili... Molto toccante e commuovente!

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    greta

    15/05/2020 07:27:50

    Boyne è riuscito nell'impresa di mostrarci l'orrore dei campi di concentramento e del razzismo mettendosi nei panni di un innocente bambino tedesco che fa amicizia con un suo coetaneo ebreo, al di là di una recinzione dove possiamo soltanto scorgere alcune delle brutalità di Auschwitz. Notevole la differenza che si denota tra il bambino tedesco e gli adulti che invece sanno quello che sta accadendo, come a volerci far ragionare su quanto fossero inconcepibili e innaturali quegli eventi, tanto da non essere compresi da un bambino di nove anni. Questo breve romanzo è un libro per ragazzi, quindi può essere letto da chiunque senza creare molta angoscia. Anzi, l'autore riesce ad ammorbidire qualcosa di terribile grazie a una narrazione che ci lascia immaginare cosa davvero è successo nell'era nazista. Comprendo che sia complicato che oggi possa ricapitare tutto questo allo stesso modo, ma ho paura che il nostro paese possa prendere una direzione che gli si possa anche soltanto avvicinare. Sento e vedo troppa gente che è convinta che il nuovo che avanza sia differente dal vecchio che non è mai cambiato.

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    tullio

    13/05/2020 17:32:36

    "Heil Hitler" disse Bruno. Convinto che fosse un altro modo per dire "Arrivederci e buon pomeriggio". Bruno è un bambino di nove anni che vive felice a Berlino con la sua famiglia. Quando il padre, un comandante nazista, ottiene una promozione, la famiglia si trasferisce in un posto lontano, che a Bruno appare molto brutto e terribilmente noioso. Lì vicino non ci sono altre case o famiglie, c'è solo un reticolato, al di la del quale vivono tantissime persone, ci sono delle baracche e, in fondo, un paio di costruzioni con il camino. I grandi chiamano quel posto Auscit. Si tratta di un libro che narra la tragedia dell’Olocausto attraverso l'amicizia di due bambini, uno tedesco e uno ebreo, con uno stile che rappresenta realisticamente l’orrore del nazismo. Il tedesco e l’ebreo rompono i confini dell’identità, non quelli del reticolato che li separa durante tutti i loro incontri, fino a quando il piccolo Bruno mantenendo fede alla promessa fatta incurante del pericolo, per raggiungere Shmuel, indosserà il pigiama a righe uguale a quello del suo amico e così, senza capelli, rasati precedentemente a causa dei pidocchi, passa dall’altro lato del reticolato per aiutarlo a cercare il papà che l’amico non trova più. Adesso sono veramente amici, fratelli, e si tengono per mano, per sempre.

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    cinziamamma

    12/05/2020 15:39:31

    Ho letto questo libro perché volevo vedere se era uguale al film, molto molto meglio, lettura molto scorrevole e sembra di essere veramente tra i protagonisti. Sicuramente non può essere vera come storia ma fa capire molte cose sui tedeschi che volevano sterminare per primi i bambini. Da leggere assolutamente

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    lualvi

    11/05/2020 12:57:31

    L'argomento è più che mai attuale, per non dimenticare. Ho trovato un'occasione in più per affrontarlo con i miei figli preadolescenti. Fa riflettere senza troppo giudicare. Fa vedere con gli occhi di un bambino le conseguenze che possono scaturire da azioni degli adulti, azioni non sempre responsabili, sensate, giuste.

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    ale

    10/12/2019 12:05:57

    Libro bellissimo... Non noioso

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    sofia

    17/11/2019 11:52:33

    Da leggere

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    Sabrina

    19/09/2019 13:47:25

    Profondo e struggente racconta la crudeltà della realtà bellica e della ferocia razzista con gli occhi ingenui dei bambini. Bellissimo davvero, mi ha emozionato dalla prima all'ultima pagina.

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    emiga

    19/09/2019 10:52:42

    assolutamente un libro da far leggere ai ragazzini/e ,direi dai 13 anni in su, cosi' che abbiano un'infarinatura storica per ben inquadrare il tutto. sicuramente leggere il libro è meno di impatto rispetto al film, ma cio ti permette non solo di partecipare alla storia, ma anche di farti prendere dall'angoscia e dal dolore in maniera più contenuta cosi da avere una lettura più lucida.

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    Anna

    07/03/2019 12:21:57

    Storia forte, profonda e terribile. Il dolore visto da un bimbo ma alleggerito dall'amicizia al di là del fil, la vita che toglie tutto ma regala momenti inaspettati. E la fine che no può portare nulla di diverso perchè la storia non si può cambiare. Da leggere e rileggere per non dimenticare

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    Davide

    23/09/2018 10:00:47

    Una storia forte, profonda ed emozionante. In un contesto storico drammatico l’amicizia tra 2 bambini e l’innocenza di quest’ultimi riesce a sconfiggere ogni pregiudizio e ogni tipo di razzismo, ho letto le ultime pagine di questo libro senza quasi accorgermene, l’ho letto e riletto più volte e ogni volta riesce ad emozionarmi

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    Commuovente

    21/09/2018 10:23:40

    Un libro che racconta una storia davvero commuovente, che ti strappa sempre qualche lacrima, scritto in un modo che non ti fa mai stancare,leggero! Questo libro ha una lettura scorrevole che toccherà il cuore delle persone più sensibili! Letto in un fiato, niente di paragonabile al film, i libri sono sempre più belli! Leggetelo non ve ne pentirete!

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    teresa maria

    22/06/2018 22:18:24

    Bello, triste ma interessane. Lettura consigliata a chi è preparato sulla trama e conosce un po' l'argomento.

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    Marco d'Aviano

    18/03/2018 15:07:47

    Perché uno scrittore irlandese nato nel 1971 scrive una storia su Aushwitz? Aveva davvero qualcosa di nuovo e di interessante da aggiungere alle tante testimonianze su quei tragici fatti? Se non si ha niente da dire bisognerebbe tacere o per lo meno non scrivere. Soprattutto su una tragedia come quella, il pudore dovrebbe trattenere dallo scrivere una storiella pur che sia. Ma ormai il libro è stato scritto, leggiamolo per quello che offre. Sorvoliamo sul fatto che questa Aushwitz ha ben poco di reale: ogni scrittore è libero di inventare il suo mondo, perciò accettiamo – a malincuore – che questo Boyne abbia inventato una favola dentro un mondo che ricorda vagamente Aushwitz. Il nocciolo narrativo del romanzo consiste nel vedere una realtà terribile con gli occhi di un bambino di nove anni. L’idea potrebbe essere interessante, ma lo scrittore non sa far fronte all’impegno assunto. La rappresentazione del mondo interiore di Bruno non è né realistica né fantastica, è solo banale: non ragiona come un bambino, non si fa le domande che un bambino si farebbe. Il difetto principale è che Bruno e Shmuel, in un anno di amicizia, non riescono a dirsi niente; Bruno non capisce nulla del campo oltre la rete e Shmuel non è in grado di dirgli nulla. La loro amicizia, in realtà, è fatta di nulla. Si può obiettare che solo l’ignoranza da parte di Bruno della realtà del campo consente il finale del libro. È vero, ma per salvare il finale e nello stesso tempo la logica del racconto, Bruno avrebbe dovuto passare la rete 100 pagine prima e il libro avrebbe dovuto essere lungo la metà.

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    Lady Hime

    13/06/2017 16:01:51

    Davvero intenso e commovente; questo libro mostra come i bambini siano infinitamente più saggi degli adulti, ma nonostante ciò finiscano spesso per essere vittime delle guerre e della mentalità di questi ultimi.

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    Alessandro Arnoldi

    15/09/2015 08:30:41

    E' la storia dell'amicizia tra due bambini: Bruno e Shmuel. Il primo tedesco, figlio di un Comandante che aveva il compito di dirigere il campo di concentramento di Auschwitz (o Auscit come diceva Bruno), l'altro un ebreo, prigioniero di quello stesso campo. Ho letto volentieri questo libro anche se alla fine dà molta tristezza nel vedere come dei bambini innocenti pagano per colpa delle guerre tra adulti. Lo consiglio a tutti i ragazzi. BELLISSIMO. VOTO: 5/5

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    Valentina

    29/08/2014 17:56:22

    Il film può essere carino, ma il libro proprio no. Metà libro sembra parlare dei capricci di un bambino che vuole tornare a casa. Lo scrittore è molte volte ripetitivo e i dialoghi sono noiosi. Trovo che questo libro non esprima per niente i valori che invece si possono vedere nel film. Inoltre Bruno sembra privo di intelligenza in confronto all'alro bambino. Davvero una delusione.

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  • John Boyne Cover

    John Boyne (Dublino, 1971) è autore di numerosi romanzi per adulti e ragazzi. Dal suo bestseller Il bambino con il pigiama a righe (2006) è stato tratto l'omonimo film, diretto da Mark Herman. Tra i suoi romanzi, pubblicati in Italia da Rizzoli, ricordiamo Il ragazzo del Bounty (2009), La sfida (2010), Non all'amore né alla notte (2011), Il bambino con il cuore di legno (2012), Che cosa è successo a Barnaby Brocket? (2012), Il palazzo degli incontri (2013), Resta dove sei e poi vai (2013), La casa dei fantasmi (2015), Il bambino in cima alla montagna (2015), Le invisibili furie del cuore (2018), Mio fratello si chiama Jessica (2019), Che cosa è successo a Barnaby Brocket? (2019). Approfondisci
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