Editore: Einaudi
In commercio dal: 27 giugno 2017
  • EAN: 9788806232719
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Recensioni dei clienti

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    Isa

    18/02/2018 16:07:28

    "....E' proprio vero che l'assenza fa breccia nel cuore, - pensò Jude. - Sopratutto se il cuore e' inconsapevole."

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    Umberto75

    14/12/2017 19:05:27

    Anche se da buon lettore seriale di gialli/thriller avevo intuito già a metà libro come sarebbe andata a finire la storia, devo dire che il libro è molto ben scritto, con i giusti colpi di scena ed un bel finale. Consigliato

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    Alberto

    25/11/2017 10:32:31

    Fiona Barton ha il pregio di costruire le storie con maestria, riesce a creare personaggi e situazioni tenendo il lettore avvinto alle pagine, senza pause, per arrivare all'ultima e scoprire l'epilogo. Anche i dialoghi sono vivi, a volte improntati ad ironia e humor, l'alternanza dei punti soggettivi del racconto aiutano lo scorrere della lettura, che è comunque fluida. Consigliato.

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    elisabetta

    04/09/2017 09:36:55

    un bel libro che tiene in sospeso fino alla fine. più avvincente della Vedova.

Vedi tutte le 4 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Il computer ammicca con l'aria di chi la sa lunga. Mi siedo alla scrivania, tocco un tasto ed ecco apparire sullo schermo una foto di Paul. È quella che gli ho scattato durante il viaggio di nozze: lui seduto al tavolino di un bar di Campo de' Fiori, che mi guarda con occhi pieni d'amore. Vorrei rispondere al suo sorriso, ma quando mi sporgo in avanti intravedo la mia immagine riflessa sul monitor e mi passa la voglia. Detesto vedermi senza preavviso. A volte non mi riconosco nemmeno. Credi di sapere che faccia hai, poi di colpo ti torvi davanti questa estranea che ti guarda. Mi spavento persino, a volte. Oggi, invece, mi soffermo a osservarla. Capelli castani tirati su alla bell'e meglio in un frenetico chignon da lavoro, niente trucco, ombre e rughe che si irradiano dagli occhi come crepe nel cemento. - Cristo, che faccia, - dico alla tizia del monitor. Il movimento delle sue labbra mi incanta: la faccio parlare ancora. - Su, Emma, mettiti al lavoro, - sussurra. Sorride debolmente, e le restituisco il sorriso. - Ti comporti come una matta, - dice lei con la mia voce, e allora smetto. «Fortuna che Paul non mi vede», penso. Poi stasera lui torna a casa stanco e un po' scorbutico, dopo un'intera giornata in compagnia di quelle teste dure dei suoi studenti e l'ennesima lite con il direttore di dipartimento riguardo all'orario delle lezioni.