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La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme

Hannah Arendt

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Traduttore: Piero Bernardini
Editore: Feltrinelli
Edizione: 30
Anno edizione: 2019
Formato: Tascabile
In commercio dal: 3 ottobre 2019
Pagine: 348 p., Brossura
  • EAN: 9788807892974

nella classifica Bestseller di IBS Libri Società, politica e comunicazione - Politica e governo - Controllo politico e libertà - Diritti umani

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Gaia la libraia

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«Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, né demoniaco né mostruoso.»

Otto Adolf Eichmann, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo in aereo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di quindici imputazioni, avendo commesso, "in concorso con altri", crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l'umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista, in particolare durante la Seconda guerra mondiale. Hannah Arendt va a Gerusalemme come inviata del "New Yorker". Assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il giornale sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro al caso Eichmann. Ne nasce un libro scomodo: pone le domande che non avremmo mai voluto porci, dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il Male che Eichmann incarna appare alla Arendt "banale", e perciò tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno la "grandezza" dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano.

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    giorgio g

    17/03/2021 09:44:57

    Hannah Arendt ci porta in un’aula di tribunale dove si sta celebrando il processo contro Eichmann. Il processo Eichmann, erano altri tempi! Una frase: “non so più se fu Stahlecker o se fui io a partorire l'idea: comunque, l'idea nacque. Si trovava lì proprio quando Heydrich fu assassinato”. Una frase che da l’idea dell’argomento trattato: “La prima era il problema dei mezzi ebrei, che i radicali volevano deportare assieme agli ebrei puri e che i moderati volevano invece sterilizzare - perché se si permetteva la loro uccisione si perdeva la metà tedesca del loro sangue.” Anche per l’Italia c’é una parola di apprezzamento: “in Italia fu il prodotto della generale, spontanea umanità di un popolo di antica civiltà.”

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    Bartek

    02/03/2021 16:51:22

    È una lettura che si deve leggere. Forte, pesante però molto importante, molto!

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    Giuseppe

    02/03/2021 14:06:00

    Un testo fondamentale. Da leggere e rileggere. Da studiare e approfondire. Una scoperta incredibile su un periodo storico drammatico per tutta l'umanità. La lettura di questo testo è fondamentale per tutti gli essere umani del dopoguerra

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    gianni

    22/01/2021 08:51:25

    Riletto dopo molti anni. Ancora più interessante e, purtroppo, attuale. Eichmann non fu quel che fu in quanto preda della propria stupidità, lo fu piuttosto perché "senza idee", retorico, lontano dalla realtà. "Egli non capì mai che cosa stava facendo" (p. 326). E dunque, vien subito da chiedersi: quanti potenziali Eichmann ci sono oggi in giro? E peggio ancora: quanto Eichmann potrebbe esserci in ognuno?

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    roberto

    05/01/2021 17:11:22

    Lettura ancora oggi fondamentale sui totalitarismi. Certo testo non facile, ma necessario.

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    Vik

    10/11/2020 20:15:05

    Non facile, piuttosto pesante. Ma pur sempre una lettura che si deve affrontare almeno una volta.

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    AriaGhia

    13/09/2020 09:07:00

    Intenso e meticoloso allo stesso tempo, scorrevole nonostante la tematica trattata richieda notevoli riflessioni - Non un libro per tutti, ma sicuramente per chi si domanda come si sia potuti arrivare ad un orrore simile.

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    n.d.

    23/08/2020 11:52:03

    Libro davvero interessante, consiglio vivamente.

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    Umberto75

    31/05/2020 09:05:57

    Primo Levi disse: E' successo, può succedere ancora. Questo libro vi spiega il perché...

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    Lollo

    16/05/2020 19:27:12

    Il libro costituisce una fonte importantissima di conoscenza per vicende tra le più drammatiche della storia contemporanea. Insieme a questo, l'autrice pone con forza all'attenzione del lettore una riflessione di fondo sulla natura apparentemente incompatibile di una scelta etica identificabile per quasi tutte le sensibilità come mostruosa e malvagia, e la coscienza personale mediocre, ma non intrisa di malvagità, di chi fa quella scelta.

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    Stefano

    15/05/2020 19:40:22

    Testo profondo, ma devo dire accessibile per chi è veramente interessato. Lettura imprescindibile per chi vuole approfondire questi argomenti così importanti.

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    Sonia

    15/05/2020 19:29:39

    Consiglio la lettura di questo saggio a tutti coloro che desiderano una fotografia diversa, anche se non meno dura, di ciò che l'olocausto è stato per l'Europa. Attraverso il racconto del processo all'ultimo grande assassino e protagonista della "soluzione finale" di Hitler, la Arendt squarcia il mondo del consueto racconto della tragedia e affronta la tematica filosofico giuridica della "banalità del male": Il suo punto di vista: i peggiori crimini dell'umanità non sono commessi solo perché esistono delle menti eccezionalmente malvagie, ma perché supportati dalla normalità e dal quotidiano quieto vivere di tutti coloro che mai, una altre circostanze, farebbero volutamente del male ad altri individui. L'olocausto è stato possibile perché nessuno (o quasi) ne ha compreso la reale portata e si è opposto a ciò che era ormai diventato usuale: l'emarginazione e l'odio per il diverso. In un momento storico difficile come quello odierno, la lettura (e a volte anche la rilettura) del saggio di Hannah Arendt è più che consigliata. Nessuna epoca storica può considerarsi al sicuro, se non si è capaci di leggere con chiarezza le ragioni del genocidio ebreo da parte dei nazisti. Questo libro, che affronta con un linguaggio semplice una delle più importanti tematiche filosofico giuridiche del nostro tempo, ci induce a riflettere sul nostro presente.

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    Ralla

    14/05/2020 16:57:59

    Un classico bellissimo, struggente e crudo che ha reso Hannah Arendt una delle voci più vere e interessanti del Novecento. La banalità del male dovrebbe essere un libro di testo obbligatorio per i ragazzi che affrontano la maturità, non si può conoscere bene il secolo breve senza aver mai letto queste pagine.

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    Carletto Vecc

    14/05/2020 05:25:01

    Edizione esile ma esaustiva. Traduzione veramente ben fatta, e introduzione di livello. Un classico che si lascia anche leggere, senza didascalismi. Una amoralità descritta con una convinzione e una tenacia di un'altra epoca.

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    EMANUELE

    13/05/2020 19:03:38

    La filosofa tedesca Arendt elabora temi decisamente attuali e importanti in questo libro, quali il male, la libertà, l'ebraismo, l'olocausto. Eichmann è una figura emblematica per capire la psiche del burocrate nazista. Ne consiglio vivamente la lettura.

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    robi99

    13/05/2020 09:41:19

    Si tratta di un libro spiazzante, senza precedenti. Ti offre la possibilità di studiare il tema dell'olocausto da un secondo punto di vista. Consigliatissimo.

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    veronica

    12/05/2020 14:09:31

    Una lettura che deve essere necessariamente fatta. Scritto in maniera impeccabile, i pensieri della arendt sono molto profondi.

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    filosofoanonimo

    12/05/2020 13:13:56

    Memoria e testimonianza di uno degli eventi più tristi del Novecento, queste pagine di Hannah Arendt - difficilmente etichettabili - sono il frutto di una riflessione della filosofa ebrea di fronte al tribunale della storia e alla sua banale malvagità. Reportage, trattato filosofico, testimonianza: qualunque cosa sia, questo testo rappresenta non solo un pilastro della riflessione filosofica politica del novecento e di sempre ma dovrebbe essere sempre presente alla coscienza di chiunque sia "uomo".

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    Alice

    12/05/2020 10:27:46

    Ottimo libro, lo consiglio!

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    Alice

    12/05/2020 09:19:27

    Scavare alle origini del male può portare a conclusioni inaspettate e terribili: non sono mostri coloro che vengono dipinti così, molto spesso sono molto più normali di quanto possiamo credere. Ed è orribile, ancora di più. Chiunque potrebbe essere o trasformarsi in 'mostro'. Scrittura straordinario per un libro indimenticabile e che, per le sue tesi, non deve essere dimenticato!

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  • Hannah Arendt Cover

    Filosofa tedesca. Formatasi nelle università di Marburgo, Friburgo e Heidelberg, ebbe come maestri Heidegger, R. Bultmann e K. Jaspers.Di origini ebraiche, nel 1933 emigrò in Francia, per poi trasferirsi negli Stati Uniti nel 1940.I suoi principali interessi si sono orientati sull’agire politico, inteso come dimensione pubblica dell’esistenza umana.In "Le origini del totalitarismo" (1951), la Arendt ricostruisce il processo storicoche ha condotto alle dittature europee e alla seconda guerra mondiale; i momenti decisivi di tale processo (antisemitismo, imperialismo e trasformazione plebiscitaria delle democrazie) sono interpretati come effetti di una complessiva de-politicizzazione della cultura moderna."Vita activa" (1958) propone l’e1aborazione in termini filosofici... Approfondisci
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