Una barca nel bosco

Paola Mastrocola

Editore: Guanda
Edizione: 11
Anno edizione: 2005
Pagine: 264 p., Brossura
  • EAN: 9788882463755
Disponibile anche in altri formati:
Usato su Libraccio.it - € 8,10

Già autrice del fortunato romanzo La gallina volante, felice esordio narrativo che le valse il Premio Calvino per l'inedito 1999, e del successivo Palline di pane, con cui arrivò finalista al Premio Strega 2001, Paola Mastrocola continua il suo percorso di scrittrice con il racconto di una nuova intensa storia di vita. A differenza dei libri precedenti, che avevano come protagoniste due donne, Una barca nel bosco è un romanzo di formazione incentrato sulla figura di Gaspare Torrente, un ragazzo di umili origini che lascia il profondo Sud e fugge a Torino in cerca di fortuna. Il distacco dalla terra d'origine, l'arrivo nella plumbea Torino, l'incontro con i nuovi compagni di liceo e la delusione dell'ambiente scolastico, sconvolgono la sua vita: da studente modello e promettente talento a giovane disadattato, che si sente lontano anni luce dai suoi coetanei di città. Per integrarsi ed essere accettato dal gruppo, Gaspare comincia a cambiare: impara a giocare alla Play Station, a parlare con il linguaggio del branco, impara persino a non essere poi così bravo in latino… La vita continua, arrivano gli anni dell'Università, ma anche questi trascorrono nell'interpretazione costante di un ruolo che non gli appartiene veramente, in un mondo dove sembra non esserci posto per il suo talento. Fino a quando il destino gli indica la strada per ritornare ad essere se stesso, presentandosi sotto le spoglie di un piccolo pioppo, un alberello comperato ai tempi del liceo e capace di aprirgli un nuovo imprevedibile universo.
Raccontata in prima persona dal giovane protagonista, questa storia di trasformazione e riscatto indaga il mondo dei giovani e la società contemporanea nelle sue pieghe più drammatiche ma anche divertenti. La realizzazione del talento personale e l'inadeguatezza del sistema scolastico, il conformismo di una società incapace di riconoscere e valorizzare le peculiarità dell'individuo, sono raccontati da Paola Mastrocola in un libro che associa una narrazione vivace e piacevole all'approfondimento psicologico e sociale.

Recensioni dei clienti

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    faffa

    15/03/2014 15:53:06

    P.M.conosce moto bene il mondo della scuola perché docente liceale e nel romanzo ne tocca con competenza i nervi scoperti:i docenti non potenziano gli alunni che possono alzare il livello;il livellam.della scuola italiana tende verso al basso;gli alunni,nel tempo libero,si impegnano a livellarsi socialmente.Gaspare Torrente segue questa scia:è brillante in latino;ha la media del10,ma è contento quando si livella a quella del7.G.questo livellamento dentro di sé lo critica,ma lo persegue consapevolmente.Per questo motivo l'O.A.cerca sempre più di evitarla,nonostante nutra stima ed affetto per la prof. sa LoGatto alla quale, cmq, preferisce mentire(per ben3anni di seguito fino a che inevitabilmente la verità viene a galla).G.preferisce mentire perché soprattutto non riesce ad accettare le sue origini e non riesce a conciliarle con il suo presente.G.è uno studente di un'isola del Sud,è brillante in latino e proprio per potenziare questa sua predisposizione si iscrive al Liceo dove vorrebbe andare bene per ripagare i sacrifici della sua famiglia,ma non ci riuscirà del tutto.Dentro di sé G.si vergogna della sua famiglia(tanto da non farla partecipe della sua laurea da30elode)e preferisce non ammettere la forza dei sacrifici dei suoi genitori.Riconoscerli significherebbe non essere più"una barca nel bosco",significherebbe che non è vero che può diventare ing.solo il figlio dell'ing.("accusa"al suo amico Furio)o avv.solo il figlio dell'avv.(compagno F.Cartonzi.).G.sceglie di aprire un bar perché è accanto al suo bosco/casa e,perché,di fatto,ha scelto la via della rassegnazione incarnata da quel"NEFAS"intraducibile e da quella accusa finale al padre ormai defunto:"TANTO TU NON ERI UN PADRE CHE POI MI AVREBBE AIUTATO.ME LO DICEVI:ADESSO CHE VAI A SCUOLA SEI GRANDE,DEVI FARE DA TE,IO ANCHE SE POTESSI NON TI AIUTEREI! MA AVEVO SEI ANNI QUANDO MI DICEVI COSI',SEI ANNI!MA TU PARLAVI TROPPO CON IL MARE,NON SAPEVI NIENTE DEL MONDO."

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    giorgio g

    25/06/2013 09:32:44

    Confesso che il romanzo non mi è piaciuto. L' inizio è lento e francamente noioso: il protagonista Gaspare, nato in una piccolissima isola in prossimità della Sicilia, spinto agli studi dal padre che sogna per lui un avvenire migliore, cerca faticosamente di ambientarsi in uno scombiccherato Liceo torinese (e qui l'Autrice sa di cosa parla dato che insegna proprio in un Liceo). Finalmente vi riesce, grazie al suo peggiorato rendimento scolastico, al fatto di procurare ai compagni le versioni di latino ed all'adeguarsi ai loro linguaggi e alle loro mode. In seguito la narrazione si avvita su stessa, quando Gaspare scopre una nascosta ed inesplicabile passione per le piante, che col tempo si trasforma in una vera mania. Forse le pagine più vere sono le ultime in cui il protagonista confessa al padre, ormai morto, il proprio fallimento. E conclude: "Tutti i miei compagni hanno fatto il mestiere del padre. È giusto così: chi ha il padre ingegnere fa l'ingegnere, chi ha il padre avvocato fa l'avvocato. Anche perché così il padre può sempre darti quel piccolo aiutino, tipo darti due dritte per la tesi, presentarti a un collega". Senz' altro sconsolante!

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    G.

    12/01/2013 00:09:39

    Questo libro mi ha lasciata senza alcune risposte: che fine ha fatto Giorgia, l'amica d'infanzia? Possibile che l'amabile Madame Pilou non abbia mai tentato di rintracciare il protagonista? E la maturità? Come l'ha affrontata?. A parte questo l'ho trovato perfetto; i pensieri di Gaspare erano adeguati alla sua età, semplici, diretti, senza troppi giri di parole e senza troppe paranoie. Ciò che voleva, o che credeva di volere, chiedeva tanto che la sua casa è diventata un "bosco". Mi sono affezionata a questo personaggio, ingenuo, intelligente e tanto bisognoso di ascolto. Già, proprio l'ascolto è mancato al caro Felix, ma non quello di una psicologa spicciola quello di un amico, di una madre, di un padre.. Qualcuno che se ne sta lì per ore, giorni ed anni immobile, senza giudicarti e senza parlare; come una pianta. Fai di tutto per sentirti all'altezza, per ricevere un invito, per essere considerato. Non sai cosa vorrai fare, chi vorresti essere e dove sarai. Ti convinci che ti piaccia la strada intrapresa, ma in realtà non lo sai nemmeno tu se è veramente ciò che vuoi. L'adolescenza è così. E' un periodo di enorme conflitto interiore, ricerchi conferme dal mondo esterno, prima di cercarle dentro di te. Perché tutti sono di passaggio, tutti corrono e nessuno si ferma e allora tu aspetti, aspetti e ancora aspetti...perché sai che un giorno arriverà il tuo grande momento e che qualcuno finalmente smetterà di correre... La vera felicità sta nel non aver bisogno di inseguirla. Lui non voleva fare il latinista ne l'avvocato ne il botanico. Gaspare, se avessi avuto la possibilità di conoscerti, mi sarebbe piaciuto tantissimo stare insieme sulla tua barca nel bosco.

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    Manuela

    30/10/2012 10:43:36

    L'inizio non è male. Purtroppo la trama poi si sviluppa in un qualcosa di inverosimile, i personaggi sono al limite del surreale. Ho faticato molto a finirlo. A me è sembrato poco consistente sinceramente e, a parte la denuncia all'istruzione pubblica in Italia, non ho trovato veramente niente di interessante.

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    Ginevra

    05/07/2012 16:01:07

    Trovo che la Mastrocola abbia raccontato e descritto davvero bene il mondo giovanile. Sono una studentessa uscita da poco dal liceo, e conosco bene, più per esser stata testimone che "vittima", i pregiudizi nei confronti di chi, per ragioni oscure, è ritenuto "diverso". I giovani sanno essere molto cattivi, semplicemente perchè indossi scarpe diverse, perchè non hai una casa con piscina, perchè tuo padre non è un illustre professionista. é vero, quello che ci da l'autrice è un quadro della società di oggi molto amaro, ma realistico. Ho provato molta tenerezza nei confronti di Gaspare, alla perenne ricerca della felicità, senza rendersi conto che bastava così poco per averla, un semplice libro di latino...

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    Francesca

    15/11/2011 20:42:37

    La storia di per sé è molto bella, il personaggio protagonista trovo che inquadri molto la mentalità dei ragazzini. Non mi è piaciuto molto invece com'è scritto anche se molti di voi ne parlano come un punto di forza del romanzo: è vero, rende il tutto più scorrevole, ma lo trovo un po' troppo forzato anche come linguaggio giovanile.

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    Fede

    09/03/2010 18:40:48

    Non capisco chi afferma che questo sia un libro "rilassante"... Io personalmente l'ho trovato di un'angoscia, di un turbamento estremi! E' scorrevole da leggere, perchè scritto con un linguaggio giovanile, e anche se si riproduce il flusso di coscienza del protagonista, non diventa mai pesante da seguire. Però il contenuto della storia l'ho trovato piuttosto triste, amaro, perchè nonostante tutto sia portato un po' all'esagerazione, quasi alla metafora, si mette bene in evidenza il dramma della nostra società, non solo quella giovanile! Una società in cui se non ti vesti come gli altri, non parli come gli altri, non frequenti le persone giuste, sarai destinato al fallimento, all'emarginazione o alla follia, come il protagonista. Una società in cui è inutile conoscere il Latino o essere studiosi, se tuo padre fa il pescatore tanto vale che tu ti rassegni a fare la stessa cosa, se invece è un avvocato avrai tutte le porte aperte... Ripeto, a mio modesto parere è un romanzo molto amaro, scritto da un'autrice che sicuramente conosce bene il mondo di cui parla.

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    Anna T.

    21/01/2010 16:55:51

    Lettura scorrevole. Ma il personaggio di Gaspare non mi fa simpatia, anzi. A volte mi sarebbe piaciuto entrare nel romanzo e dargli una bella "strigliata", quella che gli è mancata, così forse sarebbe rinsavito dal suo stato di perenne obnubilamento e di torpore! Qualcuno lo ha definito uno spirito critico e intelligente: macché!? Tutto questo acume, dov'è? Io non l'ho riscontrato. Trovo invece che Gaspare sia una figura ingrata e meschina. Di una piccineria unica. Un ragazzo debole alla perenne ricerca dell'approvazione degli altri, delle persone sbagliate, mentre attorno a sé sono morte (di crepacuore e senza soddisfazione alcuna)tutte le figure più importanti. Si sono miseramente esauriti tutti i legami che avrebbero dovuto essere i più significativi della sua vita. Pensiamo alla madre a cucinare polpette tutto il dì, a quell'adorabile zia come presenza silenziosa ma determinante, al padre che si è spaccato la schiena e raffreddato fino nelle ossa su quella barca (vera e reale) in mezzo al mare. Mentre il figlio si cullava disteso e rilassato come "una barca nel bosco": inutile. Preclusa alla famiglia persino la gioia del giorno della laurea! Ci vuole davvero impegno ad essere così senza cuore! La storia è a volte inverosimile, assurda, quasi grottesca. Come alcuni personaggi. Il ritratto del mondo scolastico è volutamente estremizzato. Sono una prof e ne ho conosciuti di ragazzi "difficili". Ma nessuno ha mai rinnegato se stesso o la propria identità. Gaspare non è una vittima degli eventi: avrebbe potuto prendere in mano la sua vita, non la conosceva la massima latina "quisque faber fortunae suae"? Se solo fosse stato più determinato, si sarebbe potuto costruire un destino diverso, dal lavoro agli affetti (l'aridità del suo lato sentimentale fa spavento, inesistente la sfera amorosa). E concludo con una domanda: Gaspare si è mai accorto che mentre il suo "Bosco Mondo" cresceva, marcivano miseramente le sane e robuste radici della sua vita? Mentre curava le sue piante, cadevano invece i suoi alberi maestri...

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    Karmele

    04/12/2009 11:47:56

    Mi sono meravigliata veramente con la lettura di questo libro.Complimenti per la Mastrocola che conosce come nessuno il mondo dei bambini,dei giovani,dei sogni che quasi mai vengono realizzati..E anche dello stato della istruzione....a cui ha datto un colpo nello stomaco.Sono sorpresa davvero con questa storia così reale..bellissima

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    Maria Cristina

    16/11/2009 09:13:13

    Un libro che , nell'evolversi della storia , lascia tracce di sorrisi amari per la situazione di malessere che vive Gaspare nel mancato inserimento nella nuova realtà ma nel contempo fa pensare alle forzature che deve ammettere di fare per essere omologato come gli altri a discapito del proprio futuro e delle proprie passioni innate ( amore per gli autori latini ).Un libro da far leggere soprattutto ai nostri ragazzi pieni anche di falsità o solo estetiche virtù.

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    fla 09

    25/10/2009 10:29:56

    bel libro nel complesso, l' autrice si evolve nel linguaggio con la crescita del protagonista, mi piace anche molto la casa tramutata nel bosco anche se penso che svaluti molto la metafora che e il titolo rendola banale. stupendo il personaggio della zia e buono quello della madre. trovo pero che alla fine la morte della madre diventi un po anke banale come l' eliminazione di un ostacolo per gaspare che se no nn avrebbe potuto realizzare i suoi progetti. commovente la morte e l' odio per i calzini. un libro da leggere soprattutto per noi giovani, si legge tutto d'un fiato e il finale e bellisssimo, il linguaggio nell' ultima parte si esalta....

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    Anna

    11/09/2009 14:01:36

    Buono lo spunto e lo stile. Terribilmente angosciante e deludente il finale che smentisce in toto le prospettive anticipate in quarta di copertina. Dove sta il riscatto per il povero protagonista? Mi pare che l'autrice assecondi lo stato delle cose anziché mostrare uno spiraglio effettivo

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    seba....tran tran tran

    16/07/2009 12:59:59

    Libro stupendo, sorprendente nello stile (che si evolve di registro linguistico man mano il protagonista cresce). Molto realistico e vario anche come temi trattati, dalla classifica delle bocce al tristissimo colloquio col padre nel finale (non ditemi che il finale lascia delusi, perchè è il punto migliore del romanzo).

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    Elisa

    10/07/2009 21:34:05

    Non ho ancora finito di leggere il libro, ma volevo assolutamente scrivere questo: ho letto che molti non ritengono credibile il personaggio principale, ma credo sia solo perchè non sono entrati in quella pelle, perchè io, che sono come il protagonista (anzi, peggio, perchè non ho mai cercato di uniformarmi) affermo con sicurezza che tutto ciò è possibile! Suggerisco anche di "leggere fra le righe" invece che fiondarsi su un "il protagonista è patetico" p.s.: la passione definita morbosa per le piante è simbolica, pensate ad esempio ai significati che si celano dietro l'arte del bonsai. A presto! LEGGETE non accontentatevi di leggicchiare! Questo libro mi riscatta, lo adoro, ma il giudizio è intermedio poichè, come già detto, non l'ho terminato.

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    camilla

    09/07/2009 11:34:35

    Sono una studentessa, e questo libro mi è stato dato da leggere durante le vacanze estive. Ho letto solo commenti positivi e quindi volevo dire la mia, dissentendo sul fatto che sia una lettura facile e scorrevole. Questo libro mi ha veramente annoiata, forse il libro peggiore che abbia mai letto. Troppo esagerato il carattere disadattato del personaggio, molto patetico, compresa la sua passione per le piante (direi morbosa). Idem per gli anni dell'università. Deludente il finale. I temi sono molto attuali e molto interessanti ma l'autrice non li sa trasmettere bene, a mio avviso.

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    stefania

    16/01/2009 11:19:21

    Acquistato su consiglio di un'amica, divorato in pochi giorni e meditato poi a lungo. Trovo geniale l'idea della storia e eccezionale la semplicità e la chiarezza della scrittura. Mastrocola è riuscita ad esprimere il disagio quotidiano di coloro che si trovano a dover decidere tra la difesa dei propri sogni e talenti e la caduta nel banale conformismo che reca però come premio l'inserimento sociale.

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    Carmen

    18/09/2008 12:40:39

    Molto bello. È il primo libro che leggo in italiano e mi ha piaciuto molto. Adesso a cercare altro

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    ...F3d3r!c@...

    11/09/2008 12:57:57

    Un libro molto bello anche se cade sul finale: i tempi sono molto affrettati,passa immediatamente dal 3 liceo all'università.Quello che non mi è piaciuto + di tutti è stato l'ultimo capitolo... troppo monologo. Molti dicono che Gaspare è esagerato e inverosimile:i dissento completamente.Molti ragazzi sono come lui al giorno d'oggi e chi dici il contrario forse non si trova nella sua condizione per accorgersi che ci sono ragazzi nelle scuola che per essere accettai dai ragazzi "giusti" si vendono e fanno di tutto per cambiare, non capendo che la cosa più importante è rimanere se stessi. Gaspare alla fine capira questo concetto trovando anche un amico,che come lui non è accettato dagli altri, e con lui sapra esprimersi al meglio tirando fuori la sua personalità senza aver paura di essere giudicato. Cmq il contsto è molto bello e scorrevole e si vede che Paola Mastrocola fa l'insegnante e per quanto mi riguarda penso sia una delle miglio insegnanti che si possa trovare nelle scuole italiane, perchè si è accorta di grave problema.

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    lolla

    12/03/2008 20:13:33

    è un libro bello scritto molto bene, ma soprattutto che racconta la realtà della vita scolastica e del futuro di ogni ragazzo, perchè se come gasparre ti piace una cosa o una materia ma ke nella vita non ti frutterà mai niente allora devi cambiare strada e infrangere il tuo sogno......ed ha ragione a dire che nessuno nella vita farà mai quello che sogna veramente.....cmq un libro molto bello!!!!!brava paola mastrocola!!!!!!!!!!complimenti!!!

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    Laura

    15/02/2008 17:54:07

    Questo libro mi è piaciuto molto.La lettura è scorrevole e veloce, soprattutto perchè affronta tematiche che riguardano noi adolescenti,quindi è più facile immedesimarsi. Ho letto altri commenti in cui viene detto che l'autrice ha narrato fatti inverosimili e insensati...beh... trovo che abbia fatto questa scelta x esprimere più efficacemente i temi che voleva affrontare,cioè quello d raccontare l'adolescenza, il cambiamento, il sentirsi accettati ad esempio e anche perchè,essendo un'insegnante è a stretto contatto con i ragazzi,e vede queste cose(e le racconta cn una certa ironia...vedi cintura d pesce). Sono rimasta un pò delusa del fatto che il protagonista nn abbia realizzato i suoi sogni e trovo che l'autrice c voglia anche insegnare di combattere x i nostri sogni,invece d accantonarli cm ha fatto Gaspare.

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