I baroni. Come e perché sono fuggito dall'università italiana

Nicola Gardini

Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: 203 p., Brossura
  • EAN: 9788807881299
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    Simon60

    21/09/2016 15:17:54

    La fuga dei cervelli é esattamente quel che ci meritiamo. Il putridume che l'autore ci racconta é, d'altra parte, sotto gli occhi di tutti.

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    Stella Alpina

    14/11/2013 10:01:52

    Nell'ateneo messinese, solo nel mio corso di laurea, il coordinatore, molto stranamente, era figlia dell'ex preside. Un ricercatore era figlio dell'ex prorettore di un altro corso che, a detta di molti quotidiani, tuttora disponili in rete, avrebbe vinto da "solista" un concorso dove gli altri partecipanti erano delle comparse che non possedevano neppure i requisiti per essere ammessi. Due professori, marito e moglie, addirittura fanno esami assieme, proponendo i loro libri,scritti a quattro mani, che gli gli studenti sono "costretti" a comprare, due cognate, di cui una si è "astutamente" cambiata il cognome, suppongo per non dare nell'occhio con un caso di omonimia conclamato, e Dio solo sa quanti altri intrallazzi di cui io non sono direttamente a conoscenza. La cosa triste è l'atteggiamento di superiorità che molti di loro hanno nei confronti degli studenti, come se tutta la cultura del mondo fosse contenuta nelle loro menti limitate, capaci, in realtà, solo di partorire libri la cui utilità è direttamente proporzionale a quella di un coriandolo, quando è finita la carta igienica, doppioni copiati male, di testi eccelsi che smerciano, attraverso i loro programmi, in uno scambio incrociato di favori, con altri libri, altrettanto inutili, di altri loro colleghi che, altrimenti non comprerebbe nessuno. Sono da sempre il cancro dell'università italiana che mortifica il significato dell'istruzione, riducendolo ad una farsa clamorosa. Altro che predisposizione genetica e forma mentis necessaria per vincere i concorsi. Sono dei decerebrati ipocriti e pomposi, inseriti in un circuito clientelare blindato di stampo mafio-massonico.

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    Guido

    26/11/2011 12:11:01

    Anche a me è piaciuto molto, perché ha saputo conciliare un report con romanzo di cui volevo andare a vedere la fine... bello. Impietoso nell'analisi del mondo accademico in Italia ma sono certo, e un commentatore lo conferma, che anche in altri paesi succedano cosa analoghe. In Italia per il bene proprio e immediato si trascura il bene della collettività futuro, in tutti gli ambiti. Questo è forse il difetto maggiore di noi italiani.

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    Stefano

    30/08/2010 11:04:16

    Il libro è bellissimo e racconta un percorso umano in cui tutti coloro che hanno vissuto con passione il proprio percorso universitario e speravano in un dopo inevitabilmente ci si rispecchiano. Questo libro mi ha fatto tanto, tanto male perché mi ci sono riconosciuto. Vedo dai commenti che non sono l'unica vittima della Sapienza in particolare tra l'altro.

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    Franco

    16/03/2010 22:55:23

    Il libro è bellissimo. Con buona pace dell'esimio professore accompagnatore di vecchiette Fai la realtà dell'università italiania è legata purtroppo alle parentopoli, alle consorterie massoniche e partitiche... soprattutto alla Sapienza

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    ALESSANDRO SPAZIANI

    26/07/2009 17:06:28

    Veramente un bel libro. Per nulla didascalico ma pieno di interessantissimi spunti e brillanti ragionamenti. Ce ne fossero....

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    kate

    19/06/2009 17:47:38

    Spaventosamente vero e nello stesso tempo irreale! Un pezzo di storia che tutti dovrebbero conoscere, purtroppo attuale e quanto più demotivante. Sono felice che alla fine il merito sia stato premiato, anche se l'Italia ancora non si rende conto.

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    Marco Di Branco

    18/04/2009 22:18:39

    L'Accademia italiana è immonda e indifendibile, ma il mondo universitario anglosassone è pervaso da lobbies che poco hanno da invidiare ai nostri baroni. Per informazioni potete ad esempio rivolgervi a David Freedberg (ringraziato da Gardini nel suo libro), direttore dell'Italian Academy alla Columbia University e uno dei più potenti "American barons". Potrebbe raccontare molte cose divertenti sui ridicoli meetings del "job market" americano, sulle surreali "interviews", sulle "short lists" truccate e sulle raccomandazioni, che non mancano e che spesso arrivano direttamente dall'Italia. Noi faremo schifo, ma il paradiso è molto lontano anche dagli USA e dall'Inghilterra...

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