Editore: Einaudi
Collana: Vele
Anno edizione: 2018
In commercio dal: 30 gennaio 2018
Pagine: 130 p.
  • EAN: 9788806233549

nella classifica Bestseller di IBS Libri - Società, politica e comunicazione - Argomenti d'interesse generale - Problemi e controversie etiche - Sviluppo scientifico e tecnologico

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Descrizione
Dentro alla vastità dell'offerta digitale, tutto ci è sembrato a portata di mano. Proprio allora abbiamo deciso di rallentare, compiendo una scelta inattesa: la riduzione delle nostre aspettative. Capire questa scelta significa capire la contemporaneità.

Internet ha modificato radicalmente il nostro approccio con la profondità, con le informazioni, le relazioni sociali, i mercati e la cultura. Ascoltiamo musica in nuovi formati digitali, fotografiamo il mondo attraverso la piccola ottica dei nostri telefoni cellulari. Non leggiamo piú i quotidiani, preferendo l'informazione casuale che rimbalza sui profili social dei nostri «amici». Ma abbiamo sposato le cucine Ikea e i graffiti di Banksy, nuovi manufatti a bassa risoluzione che riempiono oggi le nostre vite. Questo libro indaga le relazioni fra simili scelte di riduzione e i mutamenti della società connessa. Spesso attraverso simili opzioni si intravedono i segni di una nuova intelligenza, altre volte esse raccontano per sommi capi la nostra usuale superficialità. Nella bassa risoluzione tecnologica il tempo reale travolge l'archivio. Internet, luogo della documentalità, si trasforma nello spazio in cui ogni cosa sarà rapidamente dimenticata.

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    maurizio .mau. codogno

    17/06/2018 17:12:51

    La "bassa risoluzione" di cui Massimo Mantellini parla in questo libro è quello che io chiamo "piutòst che nient l'è mej piutòst" o se preferite l'inglese "good enough". In pratica ci si accontenta di qualcosa che funzionicchia, senza cercare il top. Mantellini fa però un passo in più, notando come le nuove generazioni non solo accettano la cosa (come del resto faccio io; come ama dire Douglas Hofstadter "ars longa, vita brevis" e bisogna gestire il tempo che abbiamo facendo delle scelte) ma pensano che sia tutto "bellissimo". Andando avanti nella lettura ho invece scoperto che la sua posizione è molto più pessimista: abbiamo più o meno volontariamente scelto di non cercare nemmeno di raggiungere quanto sarebbe a nostra portata, tipicamente perché costerebbe toppa fatica. Ecco dunque la nascita dei boxini morbosi dei quotidiani online, acchiappaclic che contribuiscono alla distruzione definitiva del giornalismo in Italia; ecco il passaggio dalle macchine fotografiche agli smartphone che faranno anche foto "bellissime" ma che puntati verso un cielo stellato scattano un'immagine uniformemente nera (non che una reflex farebbe tanto meglio, a meno di metterla su un cavalletto e lasciare una lunghissima esposizione...), e così via. Alcuni esempi sono un poco forzati: secondo me per esempio il computer non è altro che un mezzo e non ci si può lamentare che la gente non lo sfrutti secondo le sue potenzialità. Il quadro generale è però indubbiamente quello da lui raccontato. Mantellini non crede affatto che questo trend possa invertirsi; non che io lo creda, ma la mia esperienza in rete è di più lunga data e so già da venticinque anni che Internet è usata utilmente solo da una sparuta minoranza, e non si possono raddrizzare le zampe ai cani. Ad ogni modo, anche se l'usanza tra i sedicenti cognoscenti del web è di andare contro Mantellini per principio o per sport, credo che leggere questo libro sia invece utile per vedere cosa sta succedendo con un occhio più esperto, e non

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