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Arthur Schnitzler

Traduttore: M. Olivetti
Editore: Adelphi
Edizione: 13
Anno edizione: 1986
Pagine: 124 p. , Brossura
  • EAN: 9788845906565

(scheda pubblicata per l'edizione del 1986)
scheda di Amore, L., L'Indice 1986, n. 6

Ancora una delle inquietanti indagini schnitzleriane dei recessi della anima, una penetrante analisi della solitudine e del disinganno. La vedova Beate è in villeggiatura con l'amatissimo figlio Hugo, immagine vivente del marito, un famoso attore morto cinque anni prima, a cui la donna intende restare fedele. Mentre il figlio diciassettenne diventa l'amante di una matura attrice, la madre intreccia quasi involontariamente una relazione col giovane amico di Hugo. Beate si accorge, con compiacimento e ripulsa allo stesso tempo, di essere entrata a far parte di un mondo "privo di leggi morali", nel quale si fondono sogno e passione, un mondo che la donna aveva conosciuto attraverso il marito, ma che ai tempi della sua vita coniugale essa aveva saputo conciliare con l'esistenza borghese. Nel vortice degli sdoppiamenti e delle somiglianze, nei parallelismi delle situazioni, Beate perde ogni appiglio: anche l'immagine del marito si rivela mendace e l'amore per lui un inganno. Beate scopre di non aver amato il marito, che forse la tradiva, bensì le mille maschere tragiche ed eroiche dell'attore, che le schiudevano "quell'esistenza selvaggia e avventurosa da lei vagheggiata nei suoi sogni più segreti". La solitudine e il crollo delle certezze spingono Beate verso un suicidio/omicidio nel quale trova la liberazione e recupera la comunione col figlio, suo vero "sposo".

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    katia

    09/02/2005 15.03.49

    Meraviglioso!

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