Recensioni Belli e dannati

Belli e dannati River Phoenix, Keanu Reeves, James Russo, Rodney Harvey, Monica Parker, Chiara Caselli, Udo Kier, William Richert, Grace Zabriskie Warner Home Video
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    25/05/2020 11:05:20

    Stile interessantissimo, "anarchico" e frammentario. Particolarmente tragico di sicuro per la tremenda fine di River Phoenix, che in questo film sembra aver riversato molto di sé stesso (soprattutto nella straziante scena del falò) regalando una grandissima interpretazione che mi ha molto ricordato James Dean, altro attore prematuramente scomparso. Ottima interpretazione anche quella di Keanu Reeves, che nella sua vanità e nel suo "tradimento" finale si oppone bene al tormentato Mike, sia per i background diversi dei due ragazzi sia per il diverso legame con la propria famiglia. Un'opera a tratti non facile da digerire, sia per i temi trattati sia per le scelte stilistiche talora atipiche, ma che si guarda con un po' di concentrazione

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    03/05/2019 22:20:20

    Trama interessante,ottima la direzione della fotografia,belle le location,un intensa storia omosex con un tragico fine,un viaggio interiore alla ricerca della verità interiore che possa portare a vivere un'esistenza diversa,quasi un lungo viaggio iniziatico.

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    03/03/2010 16:29:09

    per parlare del film bisogna partire dalla fine, da quei titoli di coda coloratissimi e quasi interminabili che riassumono lo spirito del film: sottofondo musicale dolcemente anarchico e non ossessivo, didascalia che è un atto d'amore ("have a nice day") con tanto di dedica ("happy birthday, lorenzo"), e quella scritta rassicurante "the end" che sa tanto di cinema di una volta, che adesso non si usa più. l'impressione che si ricava dal film è di uno stile senza uno stile preciso, cioè gli attori recitano sè stessi e non dei personaggi predefiniti dalla finzione, sono buttati sul palcoscenico e sulla strada x inscenare drammi, angosce e tenerezze privati, personali, non x far immedesimare lo spettatore come vuole il cinema tradizionale. se copione c'è, ed è chiaro che c'è, è x far venire a galla l'interiorità dei personaggi, non x uno scambio di battute x quanto profondo: il regista realizza così una sorta di documentario dell'anima, non di una realtà sociale (la comunità omosessuale). la casa, i palazzi e la strada sono lo scenario naturale di queste anime maledette alla ricerca della propria salvezza/benedizione, che sta forse in un passato oscuro da decifrare (il padre e la madre da ritrovare). anime che si cercano, si sfiorano e si toccano prima di perdersi definitivamente nel mondo dei ricordi o dell'identità paterna

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