Curatore: F. Panzeri
Editore: Bompiani
Edizione: 4
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 novembre 2001
Pagine: 143 p., Brossura
  • EAN: 9788845250187

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    Massimo Sannelli

    10/05/2005 17:48:56

    Bisognerà sradicare a poco a poco un equivoco troppo grosso e grezzo: non è più possibile identificare a priori il frammento con il non-finito, anzi il frammento è troppo-finito, e in quanto tale rigenera il rapporto con la realtà ed è «trasparente» (Wahl). Non c’è nulla di più possibile dell’abbandono, per separazione o per morte: l’assenza del corpo, che si allontana, o la sua distruzione, per morte, causano l’abbandono. Ciò che si abbandona è il corpo, ciò da cui si è abbandonati è il corpo dell’altro. Ma il corpo è anche il libro, evoluzione prolungata della scrittura di partenza: non per sublimazione o metaforicamente, ma realmente, il libro è il corpo che il lettore mangerà. La stessa scrittura mangia la realtà, come la macchina da presa, che è Occhio-Bocca. La scrittura mangia la realtà, il testo scritto è corpo, e il lettore mangia il corpo, la realtà, il testo, la scrittura. Empirismo, perché si tratta di cose esistenti (testi) e di un continuo raccogliere-descrivere-mangiare; ma empirismo eretico, nel suo contraddire il materialismo grezzo, a furia di amare pregando (cfr. Camere separate, p. 997 del 1. vol. delle Opere). Queste sono le implicazioni di un rapporto (Bibbia-frammentazione-scrittura-corporeità) che punta decisamente verso una complessità non «postmoderna»: quasi una sorta di philosophia/teologia perennis, per la quale i rapporti testuali conservano, e possono mostrare, filiazioni e affinità sconvolgenti. Chi vuole, potrebbe impostare un’estetica compiuta su questi problemi: l’uno è nell’altro.

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