Editore: Marcianum Press
Anno edizione: 2011
Pagine: 724 p., Brossura
  • EAN: 9788865120675
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    Hyeronimus52

    03/12/2016 11:59:04

    Non ho mai del tutto smesso di pensare a questo valoroso personaggio storico veneziano da quando ragazzo lessi il romanzo di Emilio Salgari "Capitan Tempesta" ambientato a Cipro nel XVI secolo ai tempi dell'assedio ottomano alla città di Famagosta, ultimo baluardo veneziano prima della completa conquista dell'isola da parte dei Turchi. La protratta difesa della città fino alla sua capitolazione, il barbaro eccidio dei comandanti veneziani e il martirio finale del suo governatore, colpirono la mia giovane mente e questi ricordi sono stati il pungolo che mi ha spinto all'acquisto e alla lettura di questo libro non appena sono venuto a conoscenza della sua esistenza. Aldilà delle libertà che lo scrittore si è preso nel raccontare la vita privata e pubblica del protagonista e della parte centrale a tema religioso che ha un po' rallentato la lettura, il libro racconta in maniera egregia e coinvolgente l'odissea di Famagosta e del suo governatore Marcantonio Bragadin: la lunga guerra di difesa della città martoriata dall'incessante bombardamento nemico, lo stillicidio di vite umane perse negli scontri campali col nemico e nei ripetuti e furiosi assalti alle mura, l'estenuante logoramento fisico e morale dei difensori ridotti alla fame e alla sete fino all'inoppugnabile certezza che gli aiuti esterni tanto attesi e agognati non sarebbero mai giunti e la consapevolezza di essere stati "sacrificati" dalla madrepatria, non sono sufficienti a minare lo spirito ardimentoso e coerente del suo comandante che, dopo la resa della città, prigioniero dei conquistatori, pur tentato di abiurare la sua religione per continuare a vivere, non cede e non rinuncia alla sua libera scelta, ai suoi valori di uomo e di combattente, di cristiano difensore della fede e accetta le conseguenze estreme con coraggio e determinazione. Questo è un libro da leggere che non si dimentica più

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    Hyeronimus52

    12/11/2016 12:54:37

    Non ho mai del tutto smesso di pensare a questo valoroso personaggio storico veneziano da quando, da ragazzo, lessi il romanzo di Emilio Salgari "Capitan Tempesta" ambientato a Cipro nel XVI secolo ai tempi dell'assedio ottomano alla città di Famagosta, ultimo baluardo veneziano prima della completa conquista dell'isola da parte dei Turchi. La protratta difesa della città fino alla sua capitolazione, il barbaro eccidio dei comandanti veneziani e il martirio finale del suo governatore, colpirono la mia giovane mente e questi ricordi sono stati il pungolo che mi ha spinto all'acquisto e alla lettura di questo libro adulto, non appena sono venuto a conoscenza della sua esistenza. Aldilà delle libertà che lo scrittore si è preso nel raccontare la vita privata e pubblica del protagonista e della parte centrale a tema religioso che ha un po' rallentato la lettura, il libro racconta in maniera egregia e coinvolgente l'odissea di Famagosta e del suo governatore Marcantonio Bragadin: la lunga guerra di difesa della città martoriata dall'incessante bombardamento nemico, lo stillicidio di vite umane negli scontri col nemico e negli assalti alle mura, l'estenuante logoramento fisico e morale dei difensori ridotti alla fame e alla sete, fino all'inoppugnabile certezza che gli aiuti esterni tanto attesi e agognati non arriveranno mai e la consapevolezza di essere stati "sacrificati" dalla madrepatria, non saranno sufficienti a minare lo spirito ardimentoso e coerente del suo comandante che, pur tentato di abiurare la sua religione per continuare a vivere, non cede e non rinuncia alla sua libera scelta, ai suoi valori di uomo e di combattente, di cristiano difensore della fede e e accetta le conseguenze estreme con coraggio e determinazione

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    Donato De Domenico

    10/06/2012 00:21:52

    Benchè scritto bene mi ha un po' deluso. Avendo fatto una tesi sulla conquista di Cipro non ho potuto fare a meno di leggere questo libro, ma il mio interesse verteva molto sulla descrizione dell'assedio che invece è, per stessa ammissione dell'autore, superficiale; benchè abbia letto un buon libro storico sull'operazione non ha cercato di capire cosa significasse un conflitto a quel tempo e la parte militare è ancora più vaga delle fonti disponibili (oltre ad avere alcune inesattezze). Questo comunque succede perchè non era quello che gl'interessava, bensì il successivo tentativo di convertire Bragadin (su cui, in questo caso sì, aggiunge molto del suo) da usare come cornice per esprimere una sua interessante idea che si potrebbe definire "relativismo identitario" (nome inventato da me). Inoltre certi personaggi sono un po' troppo stereotipati (il fervente gran maestro dei cavalieri di Malta che non sapeva dei rapporti tra Francia e Impero turco [!] e Selim II reso una persona ancora più insignificante di come veniva dipinto dai veneziani dell'epoca). Inoltre è strana la decisione di usare alcuni termini dell'epoca (con tanto di nota esplicativa a piè di pagina) mentre altri sono sostituiti da parole odierne: straordinario il caso delle forze dell'ordine veneziane, i cui uomini son correttamente chiamati "zaffi" (anche se questo termine ha spesso una valenza spregiativa e il termine tecnico sarebbe "officiali"), mentre Marcantonio poi va a parlare dal... maresciallo [!!!] quando i carabinieri all'epoca non esistevano nemmeno a Torino (i termini usati al tempo per i comandanti delle forze dell'ordine erano conestabile, cavaliere, capitano e, per Venezia, la carica massima era il "capitan grande")

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    Giovanna

    21/04/2012 20:49:29

    Nonostante la "mole" ho letto velocemente questo testo che mai è apparso noioso.La figura di Bragadin, i giorni dell'assedio suscitano un tale interesse che è difficile riuscire a sospenderne la lettura. Complimenti all'autore!!!

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    Pattina

    02/03/2012 16:36:06

    ...il massimo dei voti è il minimo che si possa dare a quest'opera letteraria. Avevo anche letto, per lo stesso argomento, il libro di Maria Grazia Siliato "L'assedio", molto bello anche quello. Questo libro pero' è molto piu' approfondito, viene narrato , attorno alla figura di Bragadin, il contesto storico sul quale si basa la vicenda. Un unico aggettivo: bellissimo Consigliatissimo!!!

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    Alice

    18/10/2011 17:01:00

    Non sono un'appassionata di romanzi storici...ma questo ha saputo sorprendermi. Ed emozionarmi.

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    Leonardo Rao

    29/09/2011 09:40:44

    Bellissimo! Romanzo da leggere tutto d'un fiato... L'autore delinea i tratti storici del XVI sec. con una maestria sorprendente coinvolgendoti dalla prima all'ultima parola. Una storia vera, romanzata, sviluppata con sagacia. Bragadin... "Non sono stato abbandonato. Sono stato sacrificato!" BELLISSIMO!

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    Filippo Cuomo

    28/09/2011 00:40:13

    Lo sto leggendo e lo trovo veramente molto bello, non vedo l'ora di andare a casa la sera per potermelo leggere. Era da tanto tempo che un libro non mi prendeva così...

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    Gino Nardo

    27/09/2011 22:00:21

    Da anni desideravo approfondire la conoscenza di Marcantonio Bragadin, personaggio entrato nel mito della Serenissima Repubblica di Venezia. Ho deciso d'istinto d'acquistare questo libro di un autore a me sconosciuto. Grande è stata la sorpresa nel trovarmi di fronte a una narrazione romanzata e appassionante di una tragica vicenda che da li a poco avrebbe portato alla grande vittoria di Lepanto. Le 740 pagine sono volate via senza fatica lasciandomi alla fine il desiderio di avere il seguito della storia. Ottima traduzione.

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    Giovanni Grotto

    26/09/2011 11:25:47

    In quattro giorni ho divorato questo libro. Si tratta di una piacevole sorpresa. La scrittura è scorrevole e precisa; i personaggi sono ben definiti e la trama è coinvolgente e mai banale. Attendo le recensioni di altri lettori ma posso anticipare che ci troviamo di fronte ad una interessante novità.

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