Bric. Brasile, Russia, India, Cina alla guida dell'economia globale

Andrea Goldstein

Editore: Il Mulino
Collana: Contemporanea
Anno edizione: 2011
In commercio dal: 1 giugno 2011
Pagine: 169 p., Brossura
  • EAN: 9788815150615
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Descrizione
Nato dalla fantasia di una banca d'affari come un semplice artificio di marketing, l'acronimo Bric è ormai diventato sinonimo dello spostamento dell'ago della bilancia dell'economia mondiale dai paesi industrializzati alle economie emergenti. Grazie all'impressionante crescita registrata negli ultimi anni, Brasile, Russia, India e Cina hanno ridotto la povertà e incorporato centinaia di milioni di persone nella classe media. Un risultato ottenuto grazie alla globalizzazione, al commercio e agli investimenti, ma seguendo un percorso originale, in cui le politiche pubbliche hanno sostenuto la trasformazione dell'economia. Un processo che ha creato molti vincitori, non esente tuttavia da conseguenze negative in termini di diseguaglianze e utilizzo di risorse esauribili. Conoscere a fondo le dinamiche emergenti dell'economia mondiale, qui descritte nelle loro luci ed ombre, aiuta a fare scelte importanti senza cadere preda delle facili sirene del protezionismo e della xenofobia.

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  Bric: Brasile, Russia, India, Cina. Bricsam se consideriamo anche il Sud Africa, l'Asean (Associazione delle Nazioni dell'Asia Sud-Orientale) e il Messico; Bric+Mikt per includere, oltre al Messico, anche l'Indonesia e la Corea del Sud e la Turchia. Si tratta di quei paesi, i "canonici" quattro in testa, cui il mondo guarda con enorme curiosità, estremo interesse, e forse con qualche timore. Tanto più da quando hanno dimostrato all'Occidente in crisi che la fotografia consegnata loro o ai paesi vicini negli anni novanta, quell'istantanea di un idealtipico paese occidentale già sviluppato che voleva esprimere i risultati attesi del processo di crescita promesso dal Washington Consensus, era decisamente più sbiadita di quanto l'Fmi, la World Bank e il Tesoro statunitense non avessero lasciato intendere. E che la sostanziale eterodossia di percorso seguito da buona parte dei Bric largamente intesi può rivelarsi vantaggiosa. Il libro di Andrea Goldstein, economista dell'Ocse, è un'utilissima guida alle "differenze" dei Bric rispetto al mondo già emerso e a quello che ancora deve lasciare il fondale: tra queste il percorso storico-culturale di lungo periodo (la dimensione storica è il principale omissis della teoria economica) e le forti contraddizioni (il delicato equilibrio tra povertà estrema e ascesa delle classi nuove) che accompagnano quello stesso tragitto. Non facile individuare correttamente le scelte decisive di politica dello sviluppo che accomunano un gruppo di paesi così eterogeneo; da apprezzare, perciò, la scelta dell'autore di affiancare alla trattazione dei temi generali delle dinamiche sociali e dell'apertura al commercio internazionale un'analisi delle politiche industriali e delle grandi imprese dei Bric, dell'importanza dell'innovazione per le loro economie, e della novità politica che il peso dei quattro sulla scena delle relazioni internazionali consente loro di esprimere. Mario Cedrini