Editore: TEA
Collana: Teadue
Anno edizione: 2009
Formato: Tascabile
In commercio dal: 14 maggio 2009
Pagine: 175 p., Brossura
  • EAN: 9788850218431
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Descrizione
In una notte flagellata da un terribile temporale, quattro uomini si ritrovano per caso seduti allo stesso tavolo di una taverna sperduta sui monti dell'Appennino pistoiese. Sdraiato davanti al camino acceso, sopra una panca, c'è un mitico e sanguinario brigante, Frate Capestro. Su di lui circolano molte leggende, storie diverse che concordano sulla sua astuzia e sulla sua ferocia. Adesso, ammantato di nero, il brigante dorme davanti al fuoco, tranquillo, come se non fosse l'uomo più ricercato del Granducato, e nessuno sembra badare a lui. Ma la notte è lunga e, bevendo vino, i quattro uomini un vecchio, un giovane, dita mozze e l'ultimo arrivato - si raccontano a turno episodi delle loro vite: tutti hanno qualcosa da nascondere, colpe taciute e mai veramente espiate. La notte scorre lenta verso l'alba. Il brigante ascolta o sta dormendo?

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Recensioni dei clienti

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    Mario

    16/04/2014 21:26:13

    Ho divorato questo libro! Le storie di quattro briganti raccontate in una locanda, davanti al fuoco di un camino e a numerosi fiaschi di vino. Fuori, pioggia, vento e freddo, e la notte. I quattro sconosciuti raccontano le loro vite di miseria, lotta, violenza, amore e, a volte, redenzione, mentre il brigante più famoso della zona li ascolta immobile, coricato davanti al camino. Vichi scrive in modo magistrale, la sua scrittura ti cattura immediatamente, c'è poco da fare se non lasciarsi andare all'atmosfera che esplode dalle pagine: sembra davvero di essere lì, di sentire l'odore della legna bruciata, il sapore del vino, il suono della pioggia e dei tuoni, il calore della pipa in mano... Fantastico! Ho particolarmente apprezzato il finale originale, l'altro non rende giustizia alla figura di Fra Capestro e sembra troppo veloce in chiusura. Se lo si legge in una notte di pioggia e vento, fa ancora più effetto!

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    farfallina

    30/07/2012 11:48:33

    a me piace tanto leggere i libri di marco vichi. Lo trovo uno scrittore straordinario e profondo; peccato mi sembra sia abbastanza sottovalutato e sconosciuto. ha una scrittura leggiadra e veloce con punte di esilarante ironia anche laddove le storie non sono per niente leggiadre ed ironiche, come in questo magistrale racconto, per l'appunto !

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    giorgio

    06/05/2012 15:58:39

    quanto vorrei che Vichi scrivesse un nuovo romanzo che ricostruisse l'ambientazione oscura,misteriosa e magica di quella notte di tempesta in quella taverna dispersa nei boschi e fuori da ogni spazio temporale,con un realismo palpabile al punto di sentirsi immersi nella scena magistralmente descritta

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    AB

    24/06/2011 15:14:47

    Una costruzione drammaturgica originale e una buona scrittura. Equilibrato e godibile. Un buon libro.

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    Simone

    04/11/2010 14:39:39

    Vichi a molti è noto soprattutto per il Commissario Bordelli, ma secondo me in alcuni libri che non hanno come protagonista il Commissario tocca vertici assoluti, ad esempio in questo. Storia interessante, descritta in modo eccellente con la solità abilità nel tenerti incollato alle pagine. Nei racconti dei personaggi attorno al fuoco,inoltre, Vichi dimostra una grande capacità di narratore puro. Cosa si deve chiedere in più a uno scrittore, oggi?

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    Moreno C.

    03/11/2009 18:53:36

    'Il brigante' di Marco Vichi e' un breve romanzo che ha del sublime. Strutturato secondo il modello delle 'storie davanti al focolare', si gioca tutto sulle atmosfere e sul gusto del narrare. Il ritmo non e' affatto incalzante, i colpi di scena sono relativi e le situazioni, a tratti, sono prevedibili, ma nulla di tutto cio' riesce a costituire un difetto: chi si trova davanti a queste pagine finisce ad ogni modo per sentirsi grandemente appagato grazie a quel meccanismo interiore primitivo per cui quando qualcuno inizia a raccontare una storia tutto il resto scompare e l'unica cosa che conta e' ascoltare, e ascoltare...

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    Moreno C.

    03/11/2009 18:52:14

    'Il brigante' di Marco Vichi e' un breve romanzo che ha del sublime. Strutturato secondo il modello delle 'storie davanti al focolare', si gioca tutto sulle atmosfere e sul gusto del narrare. Il ritmo non e' affatto incalzante, i colpi di scena sono relativi e le situazioni, a tratti, sono prevedibili, ma nulla di tutto cio' riesce a costituire un difetto: chi si trova davanti a queste pagine finisce ad ogni modo per sentirsi grandemente appagato grazie a quel meccanismo interiore primitivo per cui quando qualcuno inizia a raccontare una storia tutto il resto scompare e l'unica cosa che conta e' ascoltare, e ascoltare...

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    kz

    22/10/2009 14:16:50

    Libro molto piacevole,scritto benissimo con eleganza e gusto.

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    daniele

    03/04/2007 15:57:10

    Un libro che si fa leggere tutto d'un fiato. Un racconto non moralista ma con una sua precisa morale. Consigliato

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    bruna

    19/02/2007 09:45:33

    Il primo libro di Vichi che ho letto...una piacevole scoperta! Scritto davvero benissimo, in maniera molto coinvolgente, che ti fa veramente "vivere" le storie e le situazioni raccontate. Sono rimasta solo un po' delusa dal finale, che ovviamente non anticipo, ma che ho trovato troppo frettoloso, troppo sbrigativo. Mi aspettavo francamente qualcosina di più dalla conclusione di un libro così avvincente... Ma leggerò senz'altro altri libri di Vichi...se tanto mi dà tanto...

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    Emiliano

    04/02/2007 15:15:41

    Un libro che riesce a far "leggere" dentro di se chi lo ha in mano. Il romanzo di Vichi è ben scritto ed ha un'impostazione ottima, magari leggermente bloccato nella parte centrale, ma che, col suo finale, lancia un messaggio chiaro e preciso.

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    transumanar@yahoo.it

    09/01/2007 22:22:07

    Veramente un bellissimo libro. Si tratta di una serie di racconti che sono collegati fra di loro in maniera convolgente. Impossibile non sentirsi "dentro" la storia e vivere le emozioni della notte tempestuosa nella locanda Tasso Morto, impossibile non partecipare nelle vicende dei protagonisti. Un noir storico molto riuscito.

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    marco

    03/11/2006 18:54:02

    Davvero il miglior libro che Marco abbia scritto, e so bene che non si arrabbierà perchè ho lasciato indietro il suo amato Bordelli. Una storia coinvolgente che si legge tutta d'un fiato e che speri non finisca mai. L'atmosfera del Tasso Morto è così ben resa che leggendo mi sembrava di essere seduto a quel tavolino, mangiando e bevendo vino, il quinto uomo, pizzetto, quello che alla fine della storia, qualunque essa sia, si sarebbe unito a Frate Capestro nella sua lotta contro le ingiustizie. Magistrale davvero la conclusione, attualissima anche ai giorni nostri, il branco che,nel buio che protegge l'anonimato, trova il coraggio di compiere la più abbietta delle azioni, la più vigliacca, quella che lascerà per sempre dentro di loro un segno indelebile... Per tutto il libro ho camminato, vissuto e combattuto con i quattro uomini e con Frate Capestro, ho affrontato le loro paure e i loro demoni e con loro ho attraversato i boschi e le terre della provincia di Pistoia. Grande Marco, stavolta hai davvero superato te stesso!!!!!

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    simona

    23/10/2006 21:10:05

    Lettura molto piacevole. Fin dalla dedica mi pare chiara l'intenzione di rifarsi a motivi e luoghi della tradizione narrativa orale, di cui si usano luoghi e motivi: la notte di tempesta, la locanda nel bosco, i viandanti che s'incontrano e si raccontano storie, il brigante inafferrabile e leggendario. Le storie sono però anche ben contestualizzate in un periodo storico che va tra metà settecento e inizio ottocento, e accanto ad antiche maledizioni, delusioni d'amore e rapine ingegnose lasciano emergere la durezza delle condizioni di vita dei non nobili e la difficoltà di migliorarle. Prosa molto pulita come di consueto in Vichi, particolarmente adeguata anche al tipo di narrazione. L'ho apprezzato di più dei vari episodi di Bordelli, alla pari con Donne Donne (che mi era sembrato però leggermente meno originale).

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