Editore: Croce Libreria
Collana: L'oziosapiente
Anno edizione: 2012
Pagine: 90 p., Brossura
  • EAN: 9788864021676
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Recensioni dei clienti

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    Briciola

    16/12/2012 16:53:39

    Un libro breve ma intenso, intriso di ironia,autoironia, passione e amore, con battute in dialetto siciliano che contribuiscono a interessare il lettore. Viene raccontata la storia della protagonista, il rapporto tra padre e figlia e nello stesso tempo un ode a una persona che anche se morta prematuramente ha saputo lasciare se stesso, la sua personalità, i suoi insegnamenti ai suoi figli. Un faro sempre presente che illumina la strada ai suoi cari!!

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    BENEDETTA

    26/11/2012 14:03:51

    Che dire!!!Sono contenta e incazzata mi hai riportato indietro in un viaggio fatto di ricordi belli e brutti, di gioia e di sofferenza. Ho sorriso quando ho letto della bambina con i capelli leggeri e fini come il lino e "uocchi bieddi" (faceva impazzire il vicino) A MAMER..e la Beatrice di Dante a "LITTORINA",per non parlare di Laura "io all'età vuostra abballavu ta na tavula". RICORDI-SORRISI-CONFUSIONE-SCHERZI fatti di amore..poi ho pianto quando il direttore di orchestra chiude la festa però la musica c'è ancora ed è quella musica che ci spinge ad andare avanti, forse quella sensazione di amore-odio in egual misura l'ho provata anch'io..MA AL FATO-DESTINO-DIO non si può non rispondere e tutto scritto li, in una parola racchiusa che si chiama VITA.SOLO chi ha conosciuto la paura della MORTE e ha vissuto la sofferenza ma non fisica può capire...è come salire la spesa al terzo piano con almeno cinque sacchetti pieni,e ora neanche una piuma, se un neonato mi alitava dietro il collo crollavo...sprofondavo come Atlantide. LA MORTE NON ESISTE, E'SOLO UN TRASFERIMENTO DI ENERGIA NON ESSERE TRISTE. LA VOCE- LO SGUARDO- I PICCOLI CALCI DATI ALLA PORTA X APRIRLA QUANDO SI HANNO LE MANI PIENE-I GIRINI sono emozioni che nemmeno una rima può farli capire ma la RIMA aiuta a farli imprimere nel cuore, per ricordarci che POTERE-SESSO E DENARO vengono battuti a duello dal dolore, quel dolore e quella rabbia che ha spinto quella bambina a scrivere queste pagine. ANCH'IO COME GIORGIA non vado al sepolcro perchè lì c'è solo un vestito, ma ogni volta che ho bisogno mi basta ricordare. SPERO CHE LE PAGINE DI QUESTO LIBRO CI PORTINO A RIAPPROPRIARCI DEL NOSTRO TEMPO E' UN LIBRO SULLA POTENZA DEI RICORDI LEGGETELO. PS. sono d'accordo con te, non mi importa se a qualcuno non piaccia A ME SIIII

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    Federica Ciullo

    26/11/2012 10:29:14

    Solo commenti positivi su questo libro che si legge tutto d'un fiato. La narrazione fluida che si mischia a tratti ad un siciliano che rende ironico e fortifica il concetto. Giorgia che racconta la storia della sua famiglia partendo dal nonno e che ricorda i momenti passati col padre un uomo meraviglioso buono e bello che la riempiva d'affetto. Tutto cambia con la morte del padre ad un tratto il buio. Il dolore che si mischia alla realtà. Forse un bisogno, scrivere per materializzare il dolore della perdita prematura di quel padre tutt'ora e per sempre presente nella sua vita. Il racconto ti permette di entrare nel personaggio e farti provare quelle stesse emozioni . A volte ti fa sorridere a volte ti fa vibrare l'anima.

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    Tiziana Di Maria

    23/11/2012 11:51:49

    Giorgia è rimasta ancora una bambina e con la curiosità che le si addice galoppa sui prati della vita con l'entusiasmo del chimico, l'energia dell'Amore, la nostalgica comprensione di un passato che non può tornare. E' spirito apollineo e dionisiaco insieme, duplicità di sapori: vino rosso e bollicine bianche. E' forza vitale, forza matrice, forza femminea, forza e basta. E' l'androgino che si incontra con un genoceo di ingenuità, risi, debolezze forse, vita vera sempre. E' una Sicilia calda in ogni suo aspetto, scorcio di una vita di sacrifici, di amore, di passione. E' la fatica del lavoro appagata sempre dal calore umano e dalla fede nel Buon Dio. Zenobia del foglio, la scrittrice esordiente destreggia con estrema pudicizia i ricordi di una vita che spinge comunque per venir fuori. L'uso del dialetto non svilisce l'opera anzi l'arricchisce di una timida eleganza, liberando il dolore con una ilarità mozzafiato. Grande maturità per una penna che ha ancora da fare strada. Frizzante la scrittura, offre una piacevole lettura, apparentemente semplice ma meritevole di numerose riflessioni.

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    RosCal

    23/11/2012 11:33:16

    I ricordi di una bimba fuori dagli schemi tra sogno e realtà. La narrazione ironica e a tratti divertente della storia della sua famiglia, partendo dal nonno andato lontano in un altro continente per finire ai nipoti che oggi rappresentano la testimonianza della sua presenza in questo mondo. Un viaggio in una cittadina di mare immaginaria ma non troppo attraverso l'uso intercalare di un dialetto - il siculo - che rende la narrazione più fluida e interessante. Ma soprattutto un canto d'amore per un padre scomparso troppo presto ma tuttavia ancora fortemente presente. Letto tutto d'un fiato in un solo pomeriggio.

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