La caduta dei Golden

Salman Rushdie

Traduttore: G. Pannofino
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2017
In commercio dal: 10 ottobre 2017
Pagine: 452 p., Rilegato
  • EAN: 9788804681977
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Descrizione

Salman Rushdie torna a raccontarci una nazione e il nuovo secolo con la forza evocativa e la leggerezza ammaliante del grande scrittore che si muove con disinvoltura tra le luci cinematografiche di una realtà fatta di riflettori e finzioni, e i sortilegi di un mondo antico che conosce fin troppo bene.

Avevano un gusto eccellente, vestiti eccellenti, parlavano un eccellente inglese, e non erano più eccentrici, poniamo, di Bob Dylan o di qualsiasi altro ex residente locale. I Golden, insomma, furono accettati perché erano accettabili. Adesso erano americani. Alla fine, però, le cose cominciarono ad andare a rotoli. Queste sono le cause della loro caduta: una lite tra fratelli, una metamorfosi inattesa, l'arrivo nella vita del vecchio di una giovane donna bella e determinata, un omicidio. (Più di un omicidio.) E nel lontano paese senza nome, finalmente, un buon lavoro di intelligence.

Salman Rushdie torna a raccontarci una nazione e il nuovo secolo con la forza evocativa e la leggerezza ammaliante del grande scrittore che si muove con disinvoltura tra le luci cinematografiche di una realtà fatta di riflettori e finzioni, e i sortilegi di un mondo antico che conosce fin troppo bene. Il suo protagonista si chiama Nero Golden, è basso, perfino tozzo, con i capelli tinti tirati all'indietro ad accentuare il suo picco del diavolo, ha occhi neri e penetranti, avambracci da lottatore, terminanti in grosse mani pericolose, cariche di massicci anelli d'oro tempestati di smeraldi. Suona il violino, ha il culto dell'antica Roma e vive nella lussuosissima "Golden House", una Domus Aurea piazzata nel centro del Greenwich Village. Nerone, imperatore megalomane e paranoico, è il suo modello, e noi siamo avvertiti: qualcosa prima o poi brucerà. Salman Rushdie, l'angloindiano che vive a New York, ci racconta una storia fatta di figli predestinati e sfortunati, amori intriganti, segreti e confessioni inattendibili. Ci racconta la New York degli oligarchi russi, il terrorismo, le fake news e la finzione che vince a mani basse sulla realtà, l'ascesa di un presidente mitico e di un miliardario che assomiglia tanto alle caricature cinematografiche. E ci trascina davanti a un vertiginoso interrogativo: quando il confine tra la pagina e il palcoscenico è superato, siamo sicuri di saper ancora distinguere tra una fantasia pericolosa e la realtà deviata?

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Recensioni dei clienti

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    Andrea M.

    20/09/2018 09:54:20

    Il romanzo è notevole, seppur imperfetto e fragile, a voler essere severi: qualche sbavatura di trama, qualche approssimazione nella struttura, qualche pagina in cui si appesantisce o si esagera un po’ (penso in particolare a quelle che raccontano della parte indiana della vicenda di Nero Golden o di alcuni personaggi, troppi caricati di effetti speciali ). Il tono no e lo stile neppure: quelli sono di gran pregio e il piacere della lettura è fuori discussione. La voce narrante che Rushdie scova in questo romanzo è armonica, accattivante e anche con echi nobili. In generale sorprende la capacità con cui questo scrittore indiano si è imbevuto non solo di temi e stilemi americani, ma anche delle sue suggestioni letterarie e soprattutto cinematografiche. Quel che mi pare importante è che il libro finisce col trarre beneficio persino dai suoi difetti. Perché la causa della sua fragilità e delle sue imperfezioni è anche un pregio e cioè la sua immediatezza, la sua freschezza. La cosa veramente notevole sta nel fatto che riesce a stare sul presente riuscendo ad andare nella profondità. Spessissimo i libri che parlano del momento in cui viviamo, quello storico intendo, tendono ad essere schiacciati, a non avere prospettiva, a fotografare un pezzo della superficie della realtà. La partecipazione fa mancare la visione storica, lo sguardo lungo, l’analisi. Rushdie invece ha la capacità di andare a scovare o di intuire le radici della rabbia, della decadenza e della follia dell’occidente del benessere diffuso, della classe media, della democrazia.

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    Valeria

    24/08/2018 11:43:14

    Un libro eccellente e impegnato, che aiuta a interpretare, a tratti con ironia e sempre con grande spessore culturale e capacità di analisi, il tempo complesso che stiamo vivendo.

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    enrico.s

    26/02/2018 17:42:53

    Non mi capitava da un pezzo di leggere un romanzo di autore contemporaneo bello come quest'ultima opera di Rushdie. Non nego che la mia personale ammirazione per questo scrittore mi fa sempre partire da un pre-giudizio favorevole nei suoi confronti, da quando mi capitò di leggere "I figli della mezzanotte" (capolavoro vero). La produzione successiva, pur notevole (quasi sempre), non ha mai più raggiunto il livello estetico dei "Figli", almeno sino a questa "Caduta dei Golden", che è un romanzo meraviglioso, una sorta di tragedia shakesperiana 2.0, piena di rimandi espliciti e impliciti al bardo, alla tragedia greca, e a chissà quant'altro che mi è sfuggito. Parla del potere e delle sue derive, dell'eterna lotta del bene e del male, della loro presenza nell'anima dello stessa persona, di conflitti morali vecchi come l'umanità; e contemporaneamente illumina e dispiega, a volte in poche righe, questioni epocali per la nostra modernità (il politicamente corretto e le sue degenerazioni, il tema del gender, lo scollamento tra elitè e massa...e molto altro) il tutto reso con una cifra stilistica di rara bellezza. E a dispetto della "densità" di contenuto, mai ho avuto momenti di difficoltà nella lettura; anzi, al contrario. A tratti mi sono anche divertito, perché Rushdie è l'esatto opposto dell'intellettuale parruccone e sussiegoso ed ha il divino dono dell'ironia, il che gli consente di parlare di tutto al suo lettore come se fosse un vecchio amico saggio. Buona lettura.

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    Franco

    01/12/2017 18:06:50

    Libro da leggere su tre livelli: la trama del romanzo, il divertimento di trovare e “sapere” i riferimenti accennati: La Metamorfosi, Delitto e Castigo, Madam Bovary Trotskil, l’avvento di Trump. Eccezionale.

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    Enza

    17/10/2017 15:19:59

    Iniziato... non riesco a staccarmi dal libro la sera e mi sa che dovrò recuperare il sonno nel weekend! Molto, molto bello.

Vedi tutte le 5 recensioni cliente (dalla più recente) Scrivi una recensione
Nel giorno dell'investitura del nuovo presidente, quando noi temevamo che potesse essere assassinato mentre camminava mano nella mano con la sua eccezionale consorte tra ali di folla acclamanti, e quando tanti di noi erano sull'orlo della rovina economica a seguito dell'esplosione della bolla dei mutui, e quando Isis era ancora una divinità-madre egizia, un ultrasettantenne re senza corona arrivò da un paese lontano a New York con i suoi tre figli senza madre per prendere possesso della sede del suo esilio, fingendo che non ci fossero problemi nel suo paese, nel mondo o nella sua storia personale.