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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 326 p., Brossura
  • EAN: 9788806207885
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Recensioni dei clienti

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    Luca

    04/09/2015 15.42.31

    É un libro di una durezza incredibile. L'autore racconta la guerra da protagonista attivo senza preoccuparsi di essere condiviso o capito. Uno spaccato di lucida, obiettiva e orribile realtà che, come accenna nel finale, la gente comune non può nemmeno immaginare. E non è un racconto di lontani tempi passati, di conflitti appartenenti ad un'altra epoca, è la narrazione di uno dei molti conflitti dell'era moderna, forse per questo ancora più spaventosi.

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    Alessandro

    11/03/2014 15.49.52

    L.Nicolai viene arruolato obbligatoriamente dall'esercito russo per la seconda campagna contro la Cecenia.Egli entra nella squadra dei sabotatori.Nicolai descrive le sue operazioni militari e il suo legame stretto con gli altri componenti della squadra.

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    zambuten

    10/03/2014 12.13.32

    Le prime ed ultime pagine sono le parti più interessanti del libro, fra queste c'è una mera cronaca di battaglie e combattimenti, noiosa ed inultilmente ripetitiva, che poco alla volta ha smorzato il mio interesse verso quest'opera, la prima di Lilin che leggo. Non so se leggerò altro di questo autore.

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    Francesco

    02/10/2013 13.20.34

    Secondo libro che leggo di Lilin. Leggermente più lento di Educazione siberiana ma nonostante questo credo che sia ben scritto ed articolato. Per quanto concerne il contenuto è un vero colpo allo stomaco. Diretto e crudo mette i brividi e fa comprendere ancora una volta che la guerra non è mai giusta nè la soluzione. Grande Lilin.

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    Leonardo Banfi

    04/09/2013 13.45.42

    Un romanzo denso di vita vissuta veramente. Nicolai dopo aver illustrato in Educazione Siberiana la vita da adolescente/bambino ci catapulta nella atrocita' della guerra dove se lotti con le unghie ti salvi altrimenti sei spacciato. Nella atrocita' della guerra si rafforzano i legami interpersonali con i tuoi compagni, si diventa una famiglia dove la vita di ognuno dipende dalle azioni degli altri. Due anni di lotta, di vita passata a combattere, a sopravvivere, o il nemico o tu. Uno stile di scrittura decisamente migliorato dal suo primo libro Educazione Siberiana, e una struttura narrativa migliorata. E' un libro di esperienze di guerra, di sentimenti, di vita vera realmente vissuta e tramandata a noi attraverso la sua penna. Un libro toccante e sbalorditivo , vero, atroce e crudele, per coloro che non hanno mai combattuto e che non si sono mai trovati difronte alle atrocita' della battaglia e a dovere uccidere per salvare la propria vita e quella dei compagni.

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    Leonardo Banfi

    03/09/2013 14.55.18

    Un romanzo denso di vita vissuta veramente. Nicolai dopo aver illustrato in Educazione Siberiana la vita da adolescente/bambino ci catapulta nella atrocita' della guerra dove se lotti con le unghie ti salvi altrimenti sei spacciato. Nella atrocita' della guerra si rafforzano i legami interpersonali con i tuoi compagni, si diventa una famiglia dove la vita di ognuno dipende dalle azioni degli altri. Due anni di lotta, di vita passata a combattere, a sopravvivere, o il nemico o tu. Uno stile di scrittura decisamente migliorato dal suo primo libro Educazione Siberiana, e una struttura narrativa migliorata. E' un libro di esperienze di guerra, di sentimenti, di vita vera realmente vissuta e tramandata a noi attraverso la sua penna. Un libro toccante e sbalorditivo , vero, atroce e crudele, per coloro che non hanno mai combattuto e che non si sono mai trovati difronte alle atrocita' della battaglia e a dovere uccidere per salvare la propria vita e quella dei compagni.

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    Laura

    28/07/2013 23.18.57

    È un libro che sconvolge, sveglia.. Racconta la guerra dal punto di vista di chi l ha vissuta sulla sua pelle con una semplicità sorprendente e un linguaggio cosi diretto che sembra di essere con lui a fissare il nemico tramite il mirino diottrico. Svela particolari della guerra in cecenia (e quindi di tutte le guerre) che ogni persona dovrebbe sapere, se non altro x RISPETTO nei confronti di chi ha combattuto x la sua patria. Grande scrittore e grande uomo kolima, complimenti.

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    Gianmarco

    04/03/2013 18.11.01

    Tanto crudo quanto straordinario. Lilin descrive alla perfezione le azioni di guerra a cui ha partecipato in Cecenia durante i suoi 2 anni di leva militare fra i sabotatori dell'esercito russo. Una testimonianza di come l'ambiente modifichi l'uomo e di quanto l'istinto di sopravvivenza possa trsformare qualsiasi persona in assassino spietato. Un libro scritto in maniera semplice ma che presenta molto chiaramente la devastazione materiale e psicologica che causa ogni guerra. Assolutamente da leggere, ma non prima del prequel "Educazione Siberiana".

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    federica

    13/12/2012 23.40.52

    Lilin non delude.Non concordo con i commenti negativi che parlano di uno svolgimento noioso e poco interessante dal momento che si parla di una guerra.La guerra è morte e sopravvivenza e monotonia e l'autore ha reso benissimo il concetto arricchendolo di sensazioni personali e punti di vista.Mi ha appassionato il legame con i compagni e il rapporto col capitano.Il linguaggio è molto diretto e molto comune,il nostro linguaggio.Ho sentito parlare di persona Lilin quando avevo 17 anni,ha fatto una presentazione di educazione siberiana nella mia scuola a Nuoro,e nonostante fosse in una scuola ha usato espressioni chiare (anche volgari) che mi hanno fatto apprezzare ancora di più il suo modo d'essere.E' diretto se ne frega di quello che la gente pensa di lui,parla con sincerità e con una libertà di espressione non concessa nelle scuole;ha sconvolto tutti in modo positivo.E' risultato essere una persona alla mano,così come traspare dal libro.Se abbia o no vissuto queste esperienze non lo so,ma non parla come uno che ha sentito dire.Non vedo l'ora di leggere il prossimo libro che son sicura non mi deluderà.

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    charlieboy

    02/11/2012 11.38.13

    Speravo di leggere un libro che parlasse delle atrocità in Cecenia.Aspettative totalmente deluse.Lilin secondo me esagera. Scrive racconti inverosimili uniti ad un modo di fare "la guerra" che appartiene ai più pacchiani B-movie americani. Piogge di proiettili. Scontri corpo a corpo all'arma bianca, anedotti da cecchino di cui, forse, qualcuno potrà anche essere autentico. Il tutto senza mai menzionare le armi di cui l'esercito russo ha ampiamente abusato in Cecenia: l'aviazione e l'artiglieria. Sembra la solita guerra "romantica" fatta dai fanti e combattuta metro dopo metro. Altre testimonianze dicono che non sia proprio andata così. In definitiva il libro si legge, ma niente di più, è analogo ai romanzi di Sven Hassel. Ha infatti la pretesa di far passare fatti grotteschi per "veri", come Hassel fa' ampio uso dei soprannommi, nel primo avevamo "Vecchio unno" "Fratellino" ecc.. qui troviamo "Scarpa" "Zenit" "Mestolo". Insomma la versione romantico-eroica della guerra in Cecenia scritta da un sedicente reduce. Se ne poteva fare tranquillamente a meno.

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    mariaci

    26/01/2012 22.57.19

    Semplicemente bello!!! Certo, un po crudo, come dal resto lo è la guerra stessa, ma mi ha saputo coinvolgere come pochi di questi libri sulla guerra hanno saputo fare.. forse perchè parla di una guerra dei miei tempi. In ogni caso una valida alternativa ai soliti 10000 libri sulla seconda guerra mondiale e sul nazismo!

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    Vgilles

    06/10/2011 13.00.37

    Altro libro di Lilin, altra serie di accadimenti che per essere vissuti tutti (compresa "Educazione Siberiana e il fatto di essere da 6 anni in Italia) bisognerebbe essere nati ben prima del 1980! Lilin ha trovato terreno fertile raccontando di storie e luoghi a noi ignoti, ma credibilita' zero. Comperato sperando di trovare meglio del primo, ovviamente aspettative deluse.Ritengo il tutto una operazione di mercato per creare il per creare un personaggio. Libro sconsigliatissimo

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    Fede

    24/08/2011 18.42.25

    Libro veramente molto bell dallo stile crudo ed estremamente realistico. Con una narrazione scorrevole e coinvolgente ha saputo non deludere le aspettative nate con educazione siberiana. Unica pecca, a mio avviso, delle volte rischia di coinvolgersi eccessivamente nella propria narrazione risultando un po' ripetitivo e incocludende. Comunque consigliatissimo!

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    Vincenzo

    24/07/2011 23.00.49

    Crudo, violento ai limiti dell'incredibile, al punto da distrarre dal tema centrale del libro, la guerra cecena. Le teorie complottiste del capitano, le azioni decise da superiori incompetetenti, la violenza che stravolge la mente di chi sopravvive sono costanti di ogni guerra ma sono attualizzate in maniera troppo reale nel contesto ceceno per essere frutto del sentito dire. Linin mi pare abbia vissuto molto e inventato poco.

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    Matteo

    12/07/2011 23.42.24

    Il libro è da consigliare. Si vede la guerra dalla diottra del mirino; si conoscono, inoltre, aspetti del conflitto in Cecenia forse sorvolati dai media.

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    Andrea

    27/06/2011 15.34.29

    Decisamente più credibile del primo libro, permangono i soliti dubbi sulla reale partecipazione dello scrittore agli eventi descritti. Forse Lilin dovrebbe limitarsi a scrivere in terza persona e magari citare le fonti. Sembra scritto sulle "solide" basi del sentito dire.

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    Angelo

    16/06/2011 20.45.30

    Completamente d'accordo con Andrea. E' il diario di guerra di un ragazzo sempliciotto e un po' scapestrato. Non ci si poteva aspettare certo la prosa di Guerra e Pace. Un libro che aiuta a capire fin dove possa giungere l'animo (l'animale?) umano. Terribile ma illuminante.

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    Andrea

    21/05/2011 23.25.42

    Certe critiche sono assurde, per non dire ridicole. Lilin scrive in italiano, e lo fa bene, pur essendo di lingua madre russa. Secondariamente, si tratta di un racconto sulla guerra: non è un manuale di balistica. Un libro duro, asciutto, lontano da ogni traccia di moralismo. Un pugno nello stomaco! Ce ne fossero di italiani che scrivono così!

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    Marco

    16/04/2011 01.53.31

    I libri si leggono per diversi motivi. Credo che in essi non bisogna assolutamente ricercare particolari snellezze linguistiche o stili per forza ricercati. Lilin non credo abbia mai studiato per diventare scrittore e non si sforza nemmeno di esserlo. Però ha voluto lo stesso raccontare alcuni passaggi della sua vita che sicuramente sono molto distanti e diversi da quelli della stragrande maggioranza di tutti noi, il cui apice delle difficoltà è probabilmente arrivare a fine mese con lo stipendio o poco più. Lui a 30 anni può dire di aver visto cose che molti di noi(fortunatamente) non vedranno mai, ma che è giusto che si sappiano. Anche per tornare ad apprezzare le nostre noiose ma confortevoli quotidianità. Bravo Nicolai, adesso fatti una vita tranquilla!

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    Sergio

    14/04/2011 18.24.55

    Il libro ha un grande valore per ciò che contiene non per come è scritto. Questo libro mette a nudo avvenimenti, pazzie e sofferenze umane che normalmente ci vengono nascosti dai media d'informazione. Questo è il suo immenso valore, fa riflettere. Lo consiglio a tutte le persone che non hanno chiaro cosa significhi guerra.

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