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Recensioni Caduta libera

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    04/09/2015 15:42:31

    É un libro di una durezza incredibile. L'autore racconta la guerra da protagonista attivo senza preoccuparsi di essere condiviso o capito. Uno spaccato di lucida, obiettiva e orribile realtà che, come accenna nel finale, la gente comune non può nemmeno immaginare. E non è un racconto di lontani tempi passati, di conflitti appartenenti ad un'altra epoca, è la narrazione di uno dei molti conflitti dell'era moderna, forse per questo ancora più spaventosi.

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    02/10/2013 13:20:34

    Secondo libro che leggo di Lilin. Leggermente più lento di Educazione siberiana ma nonostante questo credo che sia ben scritto ed articolato. Per quanto concerne il contenuto è un vero colpo allo stomaco. Diretto e crudo mette i brividi e fa comprendere ancora una volta che la guerra non è mai giusta nè la soluzione. Grande Lilin.

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    03/09/2013 14:55:18

    Un romanzo denso di vita vissuta veramente. Nicolai dopo aver illustrato in Educazione Siberiana la vita da adolescente/bambino ci catapulta nella atrocita' della guerra dove se lotti con le unghie ti salvi altrimenti sei spacciato. Nella atrocita' della guerra si rafforzano i legami interpersonali con i tuoi compagni, si diventa una famiglia dove la vita di ognuno dipende dalle azioni degli altri. Due anni di lotta, di vita passata a combattere, a sopravvivere, o il nemico o tu. Uno stile di scrittura decisamente migliorato dal suo primo libro Educazione Siberiana, e una struttura narrativa migliorata. E' un libro di esperienze di guerra, di sentimenti, di vita vera realmente vissuta e tramandata a noi attraverso la sua penna. Un libro toccante e sbalorditivo , vero, atroce e crudele, per coloro che non hanno mai combattuto e che non si sono mai trovati difronte alle atrocita' della battaglia e a dovere uccidere per salvare la propria vita e quella dei compagni.

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    28/07/2013 23:18:57

    È un libro che sconvolge, sveglia.. Racconta la guerra dal punto di vista di chi l ha vissuta sulla sua pelle con una semplicità sorprendente e un linguaggio cosi diretto che sembra di essere con lui a fissare il nemico tramite il mirino diottrico. Svela particolari della guerra in cecenia (e quindi di tutte le guerre) che ogni persona dovrebbe sapere, se non altro x RISPETTO nei confronti di chi ha combattuto x la sua patria. Grande scrittore e grande uomo kolima, complimenti.

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    13/12/2012 23:40:52

    Lilin non delude.Non concordo con i commenti negativi che parlano di uno svolgimento noioso e poco interessante dal momento che si parla di una guerra.La guerra è morte e sopravvivenza e monotonia e l'autore ha reso benissimo il concetto arricchendolo di sensazioni personali e punti di vista.Mi ha appassionato il legame con i compagni e il rapporto col capitano.Il linguaggio è molto diretto e molto comune,il nostro linguaggio.Ho sentito parlare di persona Lilin quando avevo 17 anni,ha fatto una presentazione di educazione siberiana nella mia scuola a Nuoro,e nonostante fosse in una scuola ha usato espressioni chiare (anche volgari) che mi hanno fatto apprezzare ancora di più il suo modo d'essere.E' diretto se ne frega di quello che la gente pensa di lui,parla con sincerità e con una libertà di espressione non concessa nelle scuole;ha sconvolto tutti in modo positivo.E' risultato essere una persona alla mano,così come traspare dal libro.Se abbia o no vissuto queste esperienze non lo so,ma non parla come uno che ha sentito dire.Non vedo l'ora di leggere il prossimo libro che son sicura non mi deluderà.

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    24/07/2011 23:00:49

    Crudo, violento ai limiti dell'incredibile, al punto da distrarre dal tema centrale del libro, la guerra cecena. Le teorie complottiste del capitano, le azioni decise da superiori incompetetenti, la violenza che stravolge la mente di chi sopravvive sono costanti di ogni guerra ma sono attualizzate in maniera troppo reale nel contesto ceceno per essere frutto del sentito dire. Linin mi pare abbia vissuto molto e inventato poco.

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    12/07/2011 23:42:24

    Il libro è da consigliare. Si vede la guerra dalla diottra del mirino; si conoscono, inoltre, aspetti del conflitto in Cecenia forse sorvolati dai media.

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    27/06/2011 15:34:29

    Decisamente più credibile del primo libro, permangono i soliti dubbi sulla reale partecipazione dello scrittore agli eventi descritti. Forse Lilin dovrebbe limitarsi a scrivere in terza persona e magari citare le fonti. Sembra scritto sulle "solide" basi del sentito dire.

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    16/06/2011 20:45:30

    Completamente d'accordo con Andrea. E' il diario di guerra di un ragazzo sempliciotto e un po' scapestrato. Non ci si poteva aspettare certo la prosa di Guerra e Pace. Un libro che aiuta a capire fin dove possa giungere l'animo (l'animale?) umano. Terribile ma illuminante.

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    21/05/2011 23:25:42

    Certe critiche sono assurde, per non dire ridicole. Lilin scrive in italiano, e lo fa bene, pur essendo di lingua madre russa. Secondariamente, si tratta di un racconto sulla guerra: non è un manuale di balistica. Un libro duro, asciutto, lontano da ogni traccia di moralismo. Un pugno nello stomaco! Ce ne fossero di italiani che scrivono così!

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    16/04/2011 01:53:31

    I libri si leggono per diversi motivi. Credo che in essi non bisogna assolutamente ricercare particolari snellezze linguistiche o stili per forza ricercati. Lilin non credo abbia mai studiato per diventare scrittore e non si sforza nemmeno di esserlo. Però ha voluto lo stesso raccontare alcuni passaggi della sua vita che sicuramente sono molto distanti e diversi da quelli della stragrande maggioranza di tutti noi, il cui apice delle difficoltà è probabilmente arrivare a fine mese con lo stipendio o poco più. Lui a 30 anni può dire di aver visto cose che molti di noi(fortunatamente) non vedranno mai, ma che è giusto che si sappiano. Anche per tornare ad apprezzare le nostre noiose ma confortevoli quotidianità. Bravo Nicolai, adesso fatti una vita tranquilla!

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    14/04/2011 18:24:55

    Il libro ha un grande valore per ciò che contiene non per come è scritto. Questo libro mette a nudo avvenimenti, pazzie e sofferenze umane che normalmente ci vengono nascosti dai media d'informazione. Questo è il suo immenso valore, fa riflettere. Lo consiglio a tutte le persone che non hanno chiaro cosa significhi guerra.

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    br1
    19/12/2010 12:18:19

    ...buon libro...è il primo che leggo dell'Autore, ma ho già provveduto a recuperare "l'educazione Siberiana" per poter meglio comprendere e giudicare l'autore...devo però concordare con altri dicendo che mi è piaciuto particolarmente l'inizio dell'Opera e la conclusione...la parte centrale mi ha sì coinvolto ma meno...comunque nel complesso non sarei così negativo come altri commenti...lo reputo un buon libro.

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    02/09/2010 16:39:09

    In parte d'accordo con l'opinione di Piero. Il libro mi è comunque piaciuto e lo consiglio sicuramente. E' la guerra in Cecenia, vista e vissuta da quel ragazzino cresciuto con un'educazone siberiana. Scritto in modo chiaro e diretto, un libro che parla di sopravvivenza. Personaggio interessante Lilin, spero non smetta di scrivere.

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    27/07/2010 16:47:32

    E' un'occasione mancata. Poteva essere un interessantissimo squarcio su uno dei conflitti più sporchi degli ultimi anni e invece ... Sono rimasta anch'io sorpresa dalla grossolanità sintattica (che forse poteva andare bene per un manoscritto trovato su un cadavere, non per un testo di uno scrittore). E resta aperta la questione se è scritto in pessimo italiano da chi non è di madre lingua o se è stato tradotto con i piedi da chi non conosce il russo. Pur non essendo esperta della materia, ero pure rimasta colpita dall'impiego di termini astrusi per indicare le armi e, dato l'argomento e il passato dell'Autore ho le stesse perplessità negative espresse da altri commenti. Come se un chirurgo descrivesse gli interventi parlando di coltelli invece che di bisturi .. (dettaglio che stride ancora di più in un libro edito da una casa editrice kolta "per eccellenza"). Alla fine se apprezzate il genere rimane un interessante serie di racconti di guerra, ma con i citati limiti d'insieme, senza contare il prezzo.

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    22/07/2010 10:26:37

    Ho letto questo libro ad un anno di distanza dall'educazione siberiana. Direi che il precedente è di qualità superiore. Questo risulta interessante all'inizio e alla fine. Nella parte centrale anche se è ben descritto l'orrore della guerra sarebbe stato meglio parlar meno di operazioni militari e magari dedicare alcune pagine alla "situazione cecena" magari citando la Politkovskaya o altri in modo da capire il perchè di una guerra.

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    19/07/2010 19:39:53

    Il libro è eccellente. Per la traduzione, occorre prestare attenzione al punto di vista russo, e alla concitazione che trasmette. Certo, Andy Mc Nab è più preciso, ma alla fine Lilin risulta non meno coinvolgente. Voglio dire: la traduzione esatta di bobine leggere per i mitra o di mitra pesanti per i calibri 14,5 mm non è che lasci a desiderare, è solo che l'autore, non sovraccaricando di termini tecnici il testo, trasmette molto bene la frenesia della guerra e la scarsità di tempo nell'affibbiare il nome preciso a ogni arma, a favore di un suo utilizzo eccellente. E' evidente che Lilin conosce in ogni suo particolare le caratteristiche delle armi anche occidentali, e i suoi effetti devastanti. In guerra è meglio usare bene una spada nelle sue caratteristiche piuttosto che conoscerne la marca, e trasmettere la verità del combattimento, piuttosto che elencare facili standard noti probabilmente solo a noi occidentali. Anche il riferimento al 'remo' che ha proiettili con l'ogiva nera che fanno esplodere i giubbotti rende bene, molto meglio che se l'autore avesse scritto che era un barrett.

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    s
    19/07/2010 18:16:19

    Nicolai Kolima Lilin è una persona di una umanità e una intelligenza fuori dal comune. altro che imperfezioni lessicali. chi le critica dopo aver fatto il servizio di leva (e non una guerra) è quantomeno comico, per non dire ridicolo. gran libro, come l'educazione siberiana.

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    ale
    07/07/2010 10:30:25

    Crudo, diretto, è un ottimo resoconto su quella che è stata la guerra in Cecenia. Parla di odio, di disprezzo e del nulla che vale la vita in queste circostanze. Però, spesso, è abbastanza noioso e ripetitivo. Con 100 pagine in meno avrebbe fatto comunque la sua figura.

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    06/07/2010 12:47:17

    Concordo in pieno. Occasione sprecata. Perchè alla fine ti chiedi se chi scrive "bobine per mitra leggeri" intendendo i nastri di proiettili delle mitragliatrici PKM o non ha alcuna dimestichezza con l'italiano (ed è gravissimo pubblicare un testo, pur interessante, per altro a prezzo esoso, che contiene grossolanità del genere, senza alcuna revisione, non dico tecnica, ma proprio lessicale) oppure scrive per sentito dire. Per non parlare poi dei fantomatici "sabotatori" (termine ormai usato solo nei romanzi d'appendice) cui lo scrivente apparterrebbe, solo in alcune pagine identificati, più correttamente (per altro con grafia incorretta) come spetsnaz. Alla fine sarebbe anche un buon libro (gradevolissime anche le citazioni "storiche" ad inizio di ciascun capitolo) ma se appena avete fatto il servizio di leva vi viene voglia di buttarlo in un secchio dopo ogni svarione, tipo i "sistemi missilistici di fuoco unito" che trovate a pag 86.

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    02/07/2010 17:05:52

    Due considerazioni. Il libro in se è eccellente. Guerra cruda, senza fronzoli. Forse un filo romanzata (o meglio, si raccontano storie vere-simili vissute da altri). Se ricordate Sven Hassel il genere è quello. Interessantissimo per gli appassionati del genere, visto che apre una finestra sulle operazioni nella guerra più sporca degli ultimi anni. Dolenti note. Il libro è scritto con i piedi. Inizialmente pensavo che fosse una traduzione fatta automaticanente con un programma di pubblico dominio, tanto è scadente, soprattutto per gli aspetti militari (che, in un libro che parla di guerra NON sono certo trascurabili). Leggere di "mitra pesanti" per indicare le mitragliatici, di automobili blindate (uno pensa a una Croma, invece si parla di veicoli da combattimento per fanteria) di "cariche" riferendosi, a seconda dei contesti ai caricatori o ai proiettili, per non parlare di altre scempiaggini sul tema (leggetevi la chicca di pag 151) assolutamente non all'altezza di un libro pubblicato da Einaudi e proposto a ben 21 euro (comunque uno sproposito per 320 pagine scritte "larghe"). Poi mi è venuto il dubbio che si trattasse di un italiansky maccheronico reso da chi non è di madre lingua. Meglio mi sento. Non vorrei un trattato per specialisti, con dovizia di sigle e calibri (anche se non mancano gli spot continui per note marche di armi occidentali) ma un minimo di tecnicismo e, soprattutto, la revisione del testo da parte di un competente in materia. Non pretendo un mega esperto come chi ha "rivisto" i testi marinari di O'Brian, ma la decenza ha un limite. Alla fine, ti viene il dubbio che il tutto sia un collage messo insieme da chi certe storie le ha solo sentite raccontare di terza mano

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    26/06/2010 17:58:37

    Un libro crudo e tagliente come la prosa utilizzata dall'autore. E' impossibile non essere coinvolti dalle violenze descritte da Lilin, il quale narrando gli orrori della guerra è in grado di appassionare come pochi.

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    01/05/2010 22:31:37

    ottimo davvero! è un piacere leggere Lilin.. scrive senza fronzoli ed è sempre efficace.. inoltre caretterizza bene il suo personaggio. consigliato.

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    25/04/2010 19:27:57

    Dissento dai due giudizi che mi precedono. In primo luogo Lilin è russo e scrive in Italiano e lo fa molto meglio di tanti scrittori italiani. La prosa, semplice e secca, dipana l'orrore e la follia di una guerra che, come tutte le guerre, è l'espressione più bassa dell'uomo. E Lilin non ha biosgno di fronzoli letterari o di ricorrere ad un paricolare stile: non c'è bisogno di una scrittura "alta" (è poi sempre da vedere cosa sia, la buona letteratura) per narrare due anni trascorsi a combattere. Una storia vera va raccontata così come la si è vissuta, un resconto e basta.

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    20/04/2010 17:13:31

    Ho atteso con impazienza l'uscita della seconda opera di Lilin: devo però dire che è stata una mezza delusione. Il libro è francamente ripetitivo, a tratti scontato e senza la freschezza che aveva contraddistinto Educazione siberiana. L'argomento è terribile ma il tutto si risolve in cruente descrizioni delle battaglie; quello che il libro aveva da dire si risolve nelle prime 100 pagine, il resto è superfluo, ridondante e pure noioso.

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    19/04/2010 13:04:12

    Ho letto il libro perchè mi interessa l'argomento. Devo dire che, così come per il precedente lavoro dello stesso autore, confermo il giudizio negativo per quanto riguarda lo stile letterario (direi modesto). L'unica valenza del libro è, a mio avviso, legata alla veridicità di quanto raccontato come esperienza autobiografica. Purtroppo non ho la possibilità di avere riprova della veridicità dei fatti narrati, su cui esprimo delle riserve. A tal titolo, sarebbe necessario, per dare un "peso specifico" al lavoro, che l'autore fornisse riscontri a supporto di quanto raccontato.

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