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Sylvia Plath

Traduttore: A. Bottini, A. Ravano
Editore: Mondadori
Anno edizione: 2005
Formato: Tascabile
Pagine: 238 p.
  • EAN: 9788804545040
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Recensioni dei clienti

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    Brunella

    10/03/2013 13.11.25

    Libro molto diretto dove l'autrice racconta, senza giri di parole, le emozioni e i tormenti della protagonista che nonostante la giovane età decide di togliersi la vita e non riuscendoci viene rinchiusa per un periodo in manicomio. Un libro crudo che fa riflettere in quanto proprio la Plath morirà suicida a soli 30 anni. Veramente toccante,

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    Valentina

    05/09/2012 09.22.33

    Vale davvero la pena di leggere questo romanzo, una scrittura frizzante, un'ironia che penetra nel profondo, una vicenda difficile. L'autrice riesce a mettere in luce non solo la difficile situazione femminile dell'epoca (nonostante le donne iniziassero ad emanciparsi subivano ancora la pressione di un modello sociale che le voleva brave mamme e brave casalinghe, brave mogli di mariti in carriera), ma anche riesce a far capire come il senso di vuoto che, di fronte a una società rumorosa e distratta, possa insinuare la depressione e l'idea del suicidio. Cose a cui è difficile avvicinarsi e provare a capire, ma soprattutto difficili da raccontare. Sylvia Plath ci è riuscita egregiamente.

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    lia magno

    22/05/2011 09.40.33

    Asfissia.E' questa la sensazione che si prova leggendo il romanzo di Sylvia Plath. Vorresti avere più aria nei polmoni per poter correre il più velocemente possibile lungo quelle pagine.Il soffio del vento filtra debolmente che circonda Esther, ragazza "brillante",abile vincitrice di borse di studio e premi.Ma ad un tratto il bagliore di quelle vittorie inizia a diventare sempre più irreale,finto,ingannatore.Un'aurea irreale astutamente accesa da qualcuno per nascondere l'essenza tragica e meschina delle cose.E' questa la scoperta di Esther,rivelazione che la porta a chiedersi: vale ancora la pena continuare a giocare per quelle illusioni?Una vita fatta di azioni dovute in risposta alle richieste di una società che ti vuole o donna madre devota o donna "persa" nella sua carriera.Aut aut,senza soluzione di continuità.E i dubbi sul proprio futuro non aiutano,tanto meno li incontri con personaggi abituati solo a "prendere" dagli altri, come se tutto fosse loro dovuto,soprattutto se davanti si trovano una donna.Un'uscita da questo turbinio infernale c'è,ed Esther tenta più volte di passare per quella porta.Ma il passaggio è sbarrato dai lampi azzurri dell'elettroshock,dalle cure all'insulina e dal ricordo di un'antica vanteria: "io sono,io sono,io sono".

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    Biagio Mastrangelo

    16/05/2009 13.21.19

    Un libro di rara sensibilità, scritto in modo chiaro e diretto, che fa riflettere su quello che ogni individuo, nei momenti più bui, può provare. Accosto la Plath alla nostra Alda Merini, da leggere assolutamente!

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    summer81

    30/11/2006 13.41.30

    libro crudo, vero, e per nulla scontato. direi che la plath che non conoscevo affatto, merita di essere letta

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    PANDA

    30/08/2006 16.04.26

    Libro cupo, più che mai vero. Sicuramente originale per l'epoca, visti i temi trattati. Sylvia Plath è stata una grande scrittrice, capace di emozionare pur parlando, in prima persona, di tematiche estremamente complesse come le malattie mentali. Sicuramente da leggere.

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    stefania

    28/10/2005 00.04.59

    Una sorta di Holden, cresciuto e al femminile, la protagonista-Plath di questo romanzo. L'autrice esprime qualcosa di sentito ma forse non ancora perfettamente compreso, e che in Salinger è invece perfettamente lucido e compiuto. Un bel libro comunque, cupo, opaco, e bello triste.

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