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Harold Bloom

Traduttore: F. Saba Sardi
Collana: Alta fedeltà
Anno edizione: 2008
Formato: Tascabile
Pagine: 588 p. , Brossura
  • EAN: 9788817023559

Recensioni dei clienti

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    alfredo

    10/04/2016 15.53.30

    Qualunque selezione di autori di questo genere, anche se fatta da un grande come Bloom, lascia inevitabilmente fuori qualcuno e quindi crea degli scontenti. A placare qualche risentimento più o meno nazionalista posso ricordare che in altre opere Bloom dà ampio spazio a Boccaccio, Pirandello, Leopardi e anche a Montale e Calvino. Quanto a Jane Austen e George Eliot, secondo me in questa rassegna ci stanno più che bene.

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    Candela

    31/07/2015 16.00.16

    Il lo avrei intitolato "Il canone filoinglese di Harold Bloom". Non metto in dubbio la maestria del critico, ma certamente scegliere tra i 26 massimi autori 20 inglesi fra cui Chaucher, Jane Austen, George Eliot mi sembra abbastanza ridicolo. Come può mettere Chaucher e non Boccaccio, Petrarca e Rabelais? Come fa a mettere nel canone la Austen e la Eliot e non Galileo, Leopardi e Manzoni? Cosa ha Samuel Beckett di superiore a Pirandello? E come può dire che Shakespeare è superiore a tutti? Io da italiano direi che è Dante, perché l'ho studiato in lingua originale, un tedesco direbbe che è Goethe, uno spagnolo Cervantes... ma la verità è che né Dante, né Shakespeare, né Cervantes, né Goethe, Tolstoj, Dostoevskij (non inserito), Proust o Kafka, Omero o Virgilio e Orazio sono uno superiore all'altro. Tutti quasi divini, tutti umani e quindi soggetti all'errore. Quello di Bloom è solo un amore maniacale per Shakespeare e la sua letteratura inglese e americana, che lo porta ad esaltarla esageratamente, ma le altre letterature e gli altri autori non sono da meno. E questo dovrebbero capirlo tutti e in particolare il "più influente critico del mondo".

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    Cristiano Cant

    26/11/2014 08.38.54

    Quando un'opera di eccellenza saggistica veste in modo così semplice i panni di una lista maestosa, di percorsi fra le vene tremanti della grande letteratura come in un labirinto di gratitudine e contentezza, si può solo salire in sella a tanta meraviglia e lasciarsi andare ai suoi sentieri fidati. Ci sono tutti, Bloom sa dove deve andare, sa come muoversi, e lo fa con una dirittura e una severità tanto sacrosante che non possono che condividersi senza battere ciglio. Dovunque il vento scopra questo libro c'è solo da tuffarsi nella ricchezza di un tributo che l'uomo, il lettore, devono alla grandezza e al genio che hanno reso più bella la vita con la letteratura.

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    pietro c

    21/04/2013 13.15.59

    Un ottima scelta dei capolavori della letteratura occidentale e un'ottimo inquadramento delle caratteristiche e dei fini dell'opera letteraria. Un testo incentrato un po' ossessivamente su Shakespeare: ma si può dubitare che Shakespeare sia il più grande?

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    Jacopo81

    17/10/2009 01.59.23

    Capolavoro di critica e di prosa.Consigliato specialmente a coloro che non condividono i presupposti teorici di Bloom.

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