Il cappotto

Con la tua recensione raccogli punti Premium
Paese: Italia
Anno: 1952
Supporto: DVD
Salvato in 17 liste dei desideri

€ 9,99

Punti Premium: 10

Venduto e spedito da IBS

Quantità:
DVD

Altri venditori

Mostra tutti (5 offerte da 9,99 €)

Lo scrivano comunale Carmine De Carmine ha un sogno, avere un cappotto nuovo e, dopo enormi sacrifici, riesce finalmente a farselo fare su misura da un sarto. L'abito trasforma totalmente il suo carattere e da timido qual'era diventa audace a tal punto da partecipare alla festa di Capodanno in casa del segretario generale, arrivando perfino a ballare con Caterina, l'amante del sindaco. Rincasando un ladro gli ruba il cappotto. De Carmine muore per la disperazione e il suo fantasma continua a vagare in cerca dell'amato indumento.
5
di 5
Totale 1
5
1
4
0
3
0
2
0
1
0
Scrivi una recensione
Con la tua recensione raccogli punti Premium
  • User Icon

    Andrea

    24/09/2019 14:34:49

    Tratto da un racconto di Gogol è un magnifico film che unisce perfettamente commedia, dramma e fantastico. Il bravissimo Renato Rascel in questo film anticipa, per alcuni tratti, il personaggio di Fantozzi mentre il film ha sfumature zavattiniane.

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Raro Video, 2016
  • Distribuzione: Mustang
  • Durata: 103 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Inglese
  • Formato Schermo: 1,33:1
  • Area2
  • Contenuti: commenti tecnici: commento audio di Flavio De Bernardinis (professore di "Storia e critica del cinema" presso l'Università La Sapienza di Roma e la Scuola Nazionale di cinema); interviste: intervista ad Angelo Pasquini, sceneggiatore e regista; scene inedite in lingua originale; speciale: Differenze tra sceneggiatura e girato
  • Allegati: booklet
  • Alberto Lattuada Cover

    Fotografo, sceneggiatore e regista italiano. Figlio del musicista Felice, fa parte del gruppo antifascista legato alla rivista milanese «Corrente» per la quale lavora come critico insieme a L. Comencini, con cui fonda la Cineteca Italiana. Passa dietro la mdp nel '42 adattando Giacomo l'idealista da E. De Marchi. Autore di primo piano del neorealismo nel dopoguerra, si distingue per i temi crudi, l'azione e un certo grado di spettacolarità a cui ricorre in Il bandito (1946), Senza pietà (1948) e Il mulino del Po (1949), nei quali sfrutta i canoni e le suggestioni figurative del film di genere hollywoodiano – in particolare il gangster e il noir – per raccontare storie di crimine, corruzione, prostituzione, razzismo, scioperi, disoccupazione, ingiustizie e amori impossibili. Particolarmente... Approfondisci
  • Renato Rascel Cover

    Nome d'arte di R. Ranucci, attore italiano. Figlio d'arte, sin da giovanissimo calca il palcoscenico. Piccoletto, fisico nervoso, faccia arguta e simpatica, buon fantasista e ballerino di tip tap, ottiene notevole successo nel varietà sino a formare una sua compagnia. Interprete di numerosissime commedie musicali grazie anche alle sue doti di compositore – è autore di canzoni quali «Arrivederci Roma» e «Romantica» – dopo varie esperienze in radio e in televisione approda al grande schermo con un piccolo ruolo nella commediola scanzonata Pazzo d'amore (1942) di G. Gentilomo. Seguono numerose pellicole che lo ripropongono pedissequamente come macchietta comica dallo sproloquio verbale, tra cui Attanasio cavallo vanesio (1953) di C. Mastrocinque. In due sole occasioni ricopre ruoli drammatici... Approfondisci
  • Yvonne Sanson Cover

    Attrice greca. Bruna, prosperosa, sguardo altero, dopo essere emigrata in Italia per studiare agli inizi degli anni '40, esordisce sul grande schermo in piccole parti che evidenziano il suo particolare fascino. Le porte del successo si aprono con il ruolo della fatale Ginevra nel dannunziano Il delitto di Giovanni Episcopo (1947) di A. Lattuada. La consacrazione avviene nelle pellicole seguenti, quando R. Matarazzo la chiama per interpretare accanto ad A. Nazzari una serie di melodrammi strappalacrime a tinte fosche che appassionano l'Italia per oltre un decennio, affibbiandole il cliché di donna passionale destinata all'infelicità da cui non riuscirà più a liberarsi: da Catene (1949) a Tormento (1950), da I figli di nessuno (1951) a Torna! (1954), da L'angelo bianco (1955) a Malinconico autunno... Approfondisci
Note legali