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Cara pace - Lisa Ginzburg - ebook

Cara pace

Lisa Ginzburg

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Dimensioni: 803,37 KB
Pagine della versione a stampa: 256 p.
  • EAN: 9788833315942
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«Lisa Ginzburg ha scritto un romanzo meraviglioso, maturo, stilisticamente altissimo per raccontare il tema del doppio attraverso il rapporto fra due donne. Una "sorella geniale" nel solco della nostra migliore letteratura. »
Nadia Terranova

«Poi lo leggo, mi son detta. Poi è diventato adesso. E in poche ore non c'era che pace e bellezza.»
Laura Imai Messina

Maddalena, la maggiore, è timida,sobria, riservata. Nina, di poco minore, è bella e capricciosa,magnetica, difficile, prigioniera del proprio egocentrismo. Le due sorelle, legate dal filo di un’intima indistinzione, hanno costruito la loro infanzia e adolescenza intorno a un grande vuoto, un’assenza difficile da accettare. Ancora adesso, molti anni dopo, cercano di colmarla con corse, lunghe camminate, cascate di parole e messaggi WhatsApp che, da Parigi a New York, le riportano sempre a Roma, in una casa con terrazzo affacciata su Villa Pamphili, dove la loro strana vita, simbiotica e selvatica, ha preso forma.È proprio a Roma che Maddi,da sempre chiusa nel suo carapace,decide di tornare, fuggendo dai ruoli che la sorella, prima, e la famiglia poi, le hanno imposto. Finalmente sola con sé stessa e con i suoi ricordi, lascia cadere le difese e, rivivendo i luoghi del passato, inverte le parti e si apre alle sorprese che riserva la vita.Padri e madri, amicizie e passioni,alberi e fiumi fanno da cornice a una storia d’amore e di abbandono che,come ogni storia viva, offre solo domande senza risposta. E misura con il metro felice della letteratura la distanza che intercorre tra la ferita originaria e la pace sempre e solo sfiorata della maturità.
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    Irene

    09/06/2021 21:25:43

    Maddalena e Nina, due sorelle profondamente diverse - nel fisico, nel carattere, nell’indole - si trovano ad affrontare il medesimo dolore per l’abbandono della madre, che lascia la famiglia per un altro uomo quando loro sono ancora piccole. Allo sgretolarsi della struttura famiglia resistono e crescono, inevitabilmente si allontanano ognuna alla ricerca della propria strada. Alla distanza geografica però compensa una sorta di simbiosi cognitiva, anche ora che Maddalena decide dopo anni di fare ritorno a Roma, la loro città natale, per ripercorrere le tappe della loro infanzia. È in questo momento che Maddalena inizia a rendersi conto di come, nei momenti più difficili delle loro vite, sia stato il caos esistenziale di Nina a proteggerla, più di quanto il suo fare sempre prudente abbia tutelato la sorella. Un romanzo sul magico mistero della sorellanza: l’amarsi ed essere una cosa sola, nonostante le diversità, talvolta i contrasti, l’essere insieme di fronte al mondo e di fronte a tutto. Copertina: 2 Storia: 3 Stile: 3

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    Emilia

    09/06/2021 21:18:59

    Cara pace è Maddalena, una donna che è stata costretta a diventare fortezza già nella tenera infanzia, quando avrebbe dovuto essere protetta e amata dai genitori invece di trovarsi nella necessità di erigere un muro tra sé e il mondo, per evitare di finire distrutta come la sua famiglia. Maddalena diventa carapace, vive la sua vita seguendo un basso profilo, al contrario della sorella, che vive il suo dolore in eccentricità, capricci e un continuo richiamo di attenzione. Tra Maddalena e Nina c'è un profondo legame, a volte quasi simbiotico, al limite del patologico. Sono estremamente diverse ma sempre presenti l'una per l'altra e non riescono davvero a vivere separate, senza prendere in considerazione la reciproca esistenza. Così, pure da adulte, dopo aver finalmente conquistato un equilibrio, una cara pace, non possono dimenticare o ignorare quello che le ha inesorabilmente legate, ossia il passato -la loro infanzia. In particolare è proprio Maddalena, la più forte delle due, quella che non si è mai espressa, a ripensarci tanto da sentire l'esigenza di ritornare a Roma, la città che è stata la loro casa per anni. Intraprende dunque un viaggio, prima nei ricordi - fatti di abbandono, risentimenti, ingiustizie, solitudine, estraneità e poi disciplina, autocontrollo, forza, riscatto - e successivamente fisico, nei luoghi di quei ricordi. E lì tutto cambia, la pace tanto caramente costruita e guadagnata sembra non esserci più. Maddalena appare diversa, ricorda più Nina che non se stessa. Ma in realtà, chi è davvero Maddalena? Possibile che il carapace, a forza di nascondersi, abbia finito per rinnegare se stesso, trasformandosi in una persona che non è veramente? Ha forse vissuto tutta una vita assumendo di volta in volta la forma e il ruolo richiesti dalle circostanze e dalle persone che aveva accanto? E soprattutto, quando una tempesta sconvolge gli equilibri costruiti, può un carapace uscire dal guscio e mostrarsi per quello che è? Copertina:4 Storia:5 Stile:5

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    Michele

    09/06/2021 21:11:21

    Ho preso in mano “Cara Pace” senza nemmeno sapere di cosa parlasse, attratto dal titolo e dell’evocativa fotografia in copertina. Immaginavo che tutta la narrazione ruotasse intorno a questo gioco di parole, alla rigida e tenace protezione del “carapace” e alla tanto ricercata e “cara pace”. Questo della Ginzburg è un classico libro familiare, con echi anche abbastanza immediati di altri romanzi del genere. In una famiglia borgese, sicuramente disfunzionale, si fanno largo le vite di due sorelle, Maddalena e Nina, che come tutti i fratelli, si ritagliano ognuna lo spazio lasciato vuoto dall’altra. Appare chiaro, quindi, che “Cara Pace” è principalmente un libro che parla di sorellanza. Di un rapporto coriaceo, forte oltre ogni cosa, che resiste agli urti della vita proteggendo le due sorelle. Un rapporto ambivalente come ogni cosa complessa di questo mondo, spesso ostico e ingombrante. Leggero quanto pesante, salvifico quanto opprimente. Nonostante il libro racconti di vite distantissime dalla mia, vi ho ritrovato tra le pagina aspetti di me e del rapporto con mio fratello. Io, più fermo, cauto e silenzioso come Maddelena, mio fratello più vivace, rumoroso e sociale come Nina. Io, che mi proteggo oltre ogni bisogno, dimenticando spesso di sfilarmi il carapace. Lui, per me, così ingombrante e così salvifico. --- Copertina: 5 Storia: 3 Stile: 3

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    Mely

    09/06/2021 21:08:00

    Cara pace ci consente di comprendere come le dinamiche di una famiglia disfunzionale possano condizionare la vita di due creature innocenti che, inevitabilmente, diventeranno adulte forgiate dalle scelte irresponsabili dei propri genitori. Per sopperire all’assenza e all’incapacità genitoriale due sorelle instaurano un legame simbiotico, quasi morboso. Ognuna si crea una propria corazza. Alla discrepanza fisica si somma quella caratteriale. La dicotomia tra i due soggetti è lampante: “Nina, la mia sorella minore...protagonista...me spettatrice privilegiata.”. Una si apre al mondo l’altra cerca un porto sicuro. Una è egocentrica ed estroversa, l’altra è introversa ma rivolta agli altri. Anche le città dove vivranno da adulte, sono una perfetta rappresentazione del loro modo di essere. Fuggono ma è un continuo riavvicinarsi. La distanza fisica è annullata dalla vicinanza virtuale. Ma per la sorella maggiore è necessario un ritorno al passato che le permetterà di chiudere il cerchio, finendo con il ripercorrere le orme materne. È un romanzo in cui le donne la fanno da padrone ma non lo si può considerare filofemminista. Non ci sono eroine. Sono emancipate ma si fanno mantenere dal marito. Sono donne resilienti ma con le proprie inquietudini, le proprie fragilità, commettono errori e talvolta sono recidive. Però, è anche vero, che gli uomini hanno un ruolo marginale e il padre è connotato negativamente, a differenza della madre che, nonostante tutto, è idolatrata. D’altronde è facile apparire come la mamma perfetta quando si vedono le figlie in fugaci momenti idilliaci. Mentre il padre è un uomo fallace e annichilito. Non è all’altezza dei suoi obblighi genitoriali ma, tramite la tata, unico elemento di stabilità e normalità nella vita delle figlie, riuscirà, in qualche modo, a dar loro un po' di cara pace. Copertina: 4 Storia: 3 Stile: 3

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    Leonardo

    09/06/2021 17:47:57

    Una voce polifonica emozionante in grado di raccontare i legami familiari e la loro frantumazione, la dissoluzione di un’immagine e la sua ricomposizione in un ritratto diverso. Maddalena e Nina, due poli opposti, "due facce della stessa medaglia", una a Parigi e l’altra a New York si ostinando a mantenere un contatto per preservare quanto rimane della loro famiglia lacerata e divisa. Sostenute dalla tenace volontà di annullare le distanza per sentirsi vicine anche quando sono lontane, scelgono di resistere per esistere. Maddi crescerà, acquisendo un’armatura naturale, per proteggere se stessa e la sorella da un dolore che neppure il tempo può sanare, da un turbamento che rimane quiescente sotto le braci della memoria. E il lettore le segue, sente la loro voce, vede con i loro occhi attraverso questo romanzo di morte e rinascita, acquistando con esse intima resilienza e forza interiore. Copertina 4 Storia 4 Stile 5

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    Anna

    09/06/2021 13:28:16

    Un viaggio all'interno di una famiglia, come tante, ma non troppo, con le dinamiche famigliari che emergono prepotentemente. Un viaggio coinvolgente ed introspettivo. Copertina:4 Storia:4 Stile:4

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    Ginevra

    08/06/2021 21:54:34

    È una storia di pugni e carezze, di abbracci e strappi quest'opera di Lisa Ginzburg dedicata ai rapporti familiari, a una sorellanza che brucia eppure lenisce - ed è impossibile da raccontare. Non così per l'autrice, che edifica un racconto di corrispondenza giocato sul filo delle parole, sulla padronanza dei significati. A cominciare dal titolo, riferibile alla corazza, a un guscio protettivo, e ancora a uno stato d'animo, sfiorato, sfuggito - infine accettato. La voce di Maddalena, assoluta e riconoscibile, appare 'spezzata' nella condivisione con la sorella Nina, diversa eppure complementare, come metà di uno stesso cuore. E poi c'è la città, quella Roma amata e caotica, fatta di piccole ferite e 'inguaribili' tramonti; Maddalena l'ha abbandonata, vive a Parigi con il marito, ma "Cara pace" è il racconto del suo ritorno, della preparazione a un passato che deve sciogliersi, e per farlo impone scarti, distanze, rotture di gusci. C'è un senso di abbandono in quest'opera di Ginzburg, un abbandono primigenio perché legato alla madre e vissuto sotto la pelle, come una traccia di DNA pronta a riemergere, a tramandarsi senza scampo. Tutto risuona di vuoto, eppure è un buco pronto a riempirsi, destinato al rammendo, all'incontro, a una quiete dell'anima. La famiglia, catalizzatore di relazioni, è qui uno danno e un'ancora di salvezza - lo spazio "proprio" in cui ritrovarsi, dove sciogliere i blocchi e far vivere il cuore. Copertina: 3 Storia: 4 Stile: 4

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    Mario

    08/06/2021 20:53:17

    Fresco, interessante, psicologico, “Cara pace” è un romanzo stimolante e gradevole, la storia di due sorelle in un percorso di crescita inverso, una tenera e sensibile donna, Maddalena, che racconta la forza di una sorellanza ma anche la fragilità di un nucleo familiare. Sembra che il destino dell’unione operi in capo ad una sola creatura, la narratrice, mentre il vuoto che circonda contribuisce a edificare identità e caratteri. Un singolare intreccio relazionale, uno strappo genitoriale e una ricerca di pezzi di puzzle da ricongiungere insieme. La normalità della diversità, l’inadeguatezza genitoriale, il desiderio di ricordi, un romanzo ricco di spunti e legami ordito con puntualità e chiarezza. Ho apprezzato lo studio introspettivo dei personaggi, la descrizione accurata degli eventi, il desiderio di mostrare l’importanza della fase umana infantile, la necessità di chiudere le cerniere della propria vita. L’abbandono è un vuoto che crea strascichi, ma talvolta fortifica, creando catene inossidabili per chi lo ha vissuto. Copertina 4 Storia 5 Stile 4

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    Gabriella

    08/06/2021 15:03:38

    L'amore tra due sorelle è un sentimento, forte, complesso, articolato. Nel caso delle nostre due protagoniste lo diventa ancora di più visti 8 pregressi familiari. Un'amore fa capolino, portando con sé tutto il necessario caos rigeneratore che permetterà la rinascita per un nuovo inizio. Copertina: 5 Stile: 5 Storia: 5

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    Stefano

    08/06/2021 14:59:21

    “Cara pace” è la storia di una ferita familiare profonda e delle implicazioni che questa ha sulla crescita di due sorelle quasi coetanee, Maddalena e Nina, e di come la loro personalità si strutturi di conseguenza. La loro è un’unione che è, al tempo stesso, addizione e sottrazione: infatti, sono insieme e sono sole. La loro unione simbiotica rappresenta la loro arma di difesa contro l’abbandono della madre prima e del padre poi: sono le uniche in grado di capirsi fino in fondo. Il loro dolore è atipico, non può essere vissuto appieno perché i genitori sono ancora vivi, ma semplicemente hanno deciso, in modi diversi, di non far parte della vita delle figlie durante la loro crescita (la spiazzante frase “orfane senza esserlo” si ripete spesso nel libro). Questa sofferenza si manifesta in modo diverso in Maddi e Nina: per la prima, infatti, essa si sedimenta fino a diventare uno scudo, una corazza, un “carapace” (proprio come quello della tartaruga che avevano da bambine). A differenza di “Ninamolle”, difatti, “Maddadura” è una donna riservata, distante e schiva, che decide di tornare a Roma, la sua casa, per poter cercare quella serenità, quella “cara pace” che a lungo le è stata negata. Per fare ciò, però, è necessario molto coraggio e, soprattutto, distaccarsi dalla sorella, una presenza ingombrante nella sua vita, seppur lontana geograficamente. È la voce di Maddalena a raccontare la vicenda: il suo è un percorso a ritroso che le serve per lasciare andare le questioni in sospeso e i rancori del passato, in un diario intimo che coinvolge profondamente il lettore. Lo stile di scrittura è lucido e lineare, con momenti evocativi in cui emerge chiaramente la complessità emotiva dell’opera. È una storia di dolore, di sopravvivenza e di resilienza ma anche di speranza, libertà e vitalità: un chiaro esempio di come si possa usare la propria sofferenza per trovare un nuovo slancio vitale. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 5

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    Annalisa

    08/06/2021 14:41:44

    Nel romanzo di Lisa Ginzburg viene narrata la vicenda familiare di due sorelle, Maddalena e Nina, e del loro indissolubile legame. La storia viene raccontata da Maddi in modo lucido e lineare, coerentemente con la sua personalità: la donna, infatti, ha creato una corazza intorno a sé, un “carapace” (rappresentato sulla copertina del libro) per proteggersi da un profondo dolore. La protagonista, dopo aver sentito l’esigenza di tornare a Roma, il luogo dove è cresciuta, ripercorre la sua vita e ci permette di conoscere meglio le due sorelle e la loro lotta contro l’assenza: il loro legame simbiotico, infatti, deriva dal loro essere “orfane senza esserlo”. Difatti, la madre Gloria ha abbandonato la famiglia per amore di un altro uomo mentre il padre Seba è sempre lontano per motivi di lavoro. In un mondo di adulti assenti, è la tutrice Mylène a crescere le due ragazze e a insegnare loro un modo di incanalare il dolore: attraverso il sacrificio e la disciplina proprie dell’esercizio fisico. La connotazione della storia è decisamente femminile: oltre al ruolo svolto da Mylène, emerge chiaramente l’influenza che Gloria, anche se lontana, continua ad esercitare sulle figlie, mentre Seba diventa presto una presenza irritante per le sorelle. Ho particolarmente apprezzato la grazia dello stile dell’autrice nel raccontare questo dramma familiare e il legame tra le due sorelle, inteso sia come ricchezza sia come limite. L’esigenza di tornare nei luoghi del proprio passato, come la casa sul Lungotevere e Villa Pamphili, e di farlo da sola rappresenta per Maddi un modo per liberarsi dal suo bisogno di proteggersi - dal suo carapace -, riuscendo così ad immaginare una vita diversa, staccandosi dal ruolo di figlia e di sorella. Questo ritorno al passato rappresenta un momento di liberazione e di speranza: finalmente può incominciare a raccontare la sua storia. Abbandonare il carapace, dunque, per raggiungere la cara pace tanto desiderata. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    Cristiana

    08/06/2021 14:14:23

    La protagonista di questo romanzo è Maddalena, una donna insoddisfatta del suo presente e che avverte l’esigenza di tornare nei luoghi in cui è cresciuta per fare pace con il proprio passato. La donna, seria, moderata e responsabile, è cresciuta a Roma assieme alla sorella Nina, magnetica, egocentrica e volubile: le due sono agli antipodi (si chiamano, infatti, “sorella sole sorella luna”), ma proprio in questa differenza risiede la profondità del loro legame. La loro simbiosi nasce da una ferita infantile: la loro madre, infatti, le ha abbandonate per seguire l’uomo di cui era innamorata. Il padre è una figura assente e le due sorelle vengono cresciute da Mylène, la loro tutrice: quest’ultima rappresenta il loro punto di riferimento, il simbolo della fermezza in un mondo di adulti persi. Si tratta di una tragedia incompiuta in quanto le due ragazze si ritrovano senza genitori, nonostante siano entrambi vivi e, quindi, “orfane senza esserlo”. Questo romanzo è caratterizzato dal tema del doppio: due sorelle, due luoghi in cui si svolge la vicenda (Roma e Parigi ma anche Parigi e New York) e doppio significato del titolo («carapace» inteso come corazza e volontà di raggiungere la «cara pace» tanto meritata). Il lettore durante il racconto inizia a provare compassione e solidarietà per Maddi e per la sua corazza che si ostina tenacemente a mantenere: il carapace che la protegge e la isola dalla realtà, però, crollerà durante la permanenza a Roma. Il grande insegnamento del libro risiede proprio nella sfida a lasciar cadere le proprie difese, ad aprirsi verso gli altri, per quanto possa essere doloroso, e lasciarsi il passato alle spalle, trovando quella cara pace così agognata e meritata. Ricostruzione, rinnovamento e speranza sono le parole con cui si potrebbe descrivere il percorso di Maddalena e la sua necessità di tornare indietro per poter andare avanti con la sua esistenza, anche se ciò significa allontanarsi dalla sorella. Copertina: 4 Storia: 5 Stile: 5

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    Claudio

    07/06/2021 21:53:16

    Mi piace immaginare questo romanzo come una perla in fondo al mare, che ha impiegato molto tempo a formarsi all'interno della propria conchiglia, nascondendosi da ogni pericolo e dolore per poi mostrarsi in tutta la sua bellezza e unicità. Il libro racconta le complicate vite di due sorelle Maddalena e Nina cresciute tra mille difficoltà e troppo velocemente e dei loro genitori spesso non all'altezza dell'educazione e compito affidato. L'autrice infonde all'intera trama una delicatezza e intensità uniche, confezionando una storia profonda e onesta, che intenerisce il cuore e l'anima di ogni lettore. Copertina 4 Storia 4 Stile 5

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    Clarissa G.

    07/06/2021 19:27:34

    Cara pace, carapace. Costruire un guscio, un esoscheletro per racchiudere e sostenere un'interiorità (o forse, meglio, un'intimità) ancora troppo fragile; tessere pazientemente le fila di qualcosa che, come il carapace alla tartaruga, faccia "casa a noi stessi", uno spazio dove trovare il cielo sereno. Un guscio, che si assottiglia in più punti quando ci sorprendiamo ad amare: perché amare è fare e farsi luce, e rendersi vulnerabili. Un guscio che si indurisce ancora di più quando ci sentiamo traditi, abbandonati, inascoltati. Ma è davvero possibile trovare la pace dentro a un guscio, che non cresce e resta immobile? Che protegge e al tempo taglia fuori, in un silenzio che diventa rombo assordante? O la vera, cara pace (declinazione al femminile di uno scudo "di guerra"), non è altro che liberazione da questo dopo la resa liberatoria che accoglie la fragilità? Con voce sussurrata e confidenziale, l'autrice dipana e cerca di rispondere a questi interrogativi, raccontando la storia di due sorelle, due facce della stessa medaglia, opposte ma indissolubili. Due anime, un'infanzia esplosa, suoni disarmonici che tentano una ricomposizione in melodia con lo scorrere delle pagine. Impossibile non immedesimarsi, e commuoversi infine per il disvelamento di un tentativo che, ciascuno a suo modo, ci accomuna tutti. COPERTINA: 5; STORIA: 5; STILE: 5

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    Matteo

    07/06/2021 17:56:31

    In Cara pace, Lisa Ginzburg ci racconta l’intenso legame tra due sorelle, costrette a vivere la condizione di orfane, nonostante entrambi i genitori siano in vita. Le due piccole, spettatrici inconsapevoli della disgregazione del loro nucleo familiare, abbandonate a se stesse, sopravvivono aggrappandosi l’una all’altra. Maddalena e Nina, prima bambine, poi giovani donne, sperimentano un legame molto intimo, di interdipendenza: benché profondamente diverse, nel fisico e nel carattere, trovano l’una nell’altra l’ancora alla quale aggrapparsi per non rimanere soffocate dal disfacimento della loro famiglia e dalla terribile solitudine che le avvolge. Soffriranno entrambe l’assenza e il vuoto dell’abbandono, ognuna a modo proprio. Maddalena, la maggiore, si convincerà della necessità di sostituire, nella vita della sorellina, la figura materna. Ma come potrebbe, una bambina, divenire la custode di un’altra bambina? COPERTINA: 2 STORIA: 5 STILE: 3

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    Martina

    07/06/2021 10:59:52

    Il libro dà voce a Maddalena, che desidera tornare a Roma, dove è cresciuta con la sorella minore, Nina. Condividendo un'infanzia segnata dalla lontananza della madre e del padre, hanno sviluppato una complicità ineguagliabile, dapprima custodita dalle cure della tutrice Mylène e poi capace di resistere alla distanza Parigi/New York che vivono da adulte. Ripercorrendo i ricordi, la narrazione di Maddi si regge su due pilastri. Da un lato, c'è la composizione familiare come formula che combina l'addizione fra sorelle, diverse e complementari, unite in uno stesso destino di abbandono, e la sottrazione delle figure genitoriali, il cui ritrarsi dalla regolarità domestica si sostanzia nella forma di presenze mai sufficienti, tali da rimarcare il perimetro di un vuoto incancellabile. Dall'altro, c'è l'oscillazione fra i termini "carapace" e "cara pace", dove la separazione di uno spazio di battitura produce diversi significati, in realtà risvolti di una stessa medaglia. Carapace è scudo di protezione, corazza fortificata contro minacce esterne; cara pace è meta ambita, ricerca di equilibri nel caos degli eventi. Andare a Roma è tornare al passato, per decifrare ciò che un tempo appariva senza senso. È questo pensiero a smuovere Maddi, bravissima a programmare la vita con razionalità. Eppure, sarà un incontro imprevisto, fuori dai calcoli, a travolgere i piani, un'emozione improvvisa a scompigliare le certezze e riavvicinarla alla possibilità di comprendere. Capire la fuga della madre, capire le passioni dirompenti di Nina per tornare al presente più leggera, animata da un disordine che avrebbe potuto essere della sorella e invece è suo. Questo romanzo si muove nei frammenti di una famiglia sgretolata, fra le domande aporetiche che restano impresse negli anni, mostrando che la vita scorre a modo suo e talvolta gli argini costruiti con cura non possono impedirne gli straripamenti. Eppure, anche in mezzo al caos, è possibile ripartire sempre. Copertina: 3 Stile: 5 Storia: 4

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    francesca

    07/06/2021 07:50:57

    Con un romanzo squisitamente femminile, Lisa Ginzburg si aggiudica meritatamente la candidatura al Premio Strega 2021. Grazie ad uno stile delicato e ad una narrazione fluida nonostante le ricorrenti analessi, “Cara pace” arricchisce il panorama dell’eccellenza letteraria contemporanea, instaurando con il lettore quella rara e raffinata intimità che, a tratti, mi rammenta la prosa di Autori quali Simone De Beauvoir. Il romanzo si incentra sul rapporto, di complicità nella conflittualità, tra Maddi e Nina, sorelle caratterialmente molto diverse, vittime incolpevoli, in tenera età, degli effetti della separazione dei genitori e della conseguente rottura dell’equilibrio familiare. Innanzi all’impossibilità di conciliare il padre e la madre, il giudice tutelare escogita una soluzione singolare: le bimbe, affidate al papà (di fatto assente), vivranno a Roma in un’abitazione di loro esclusiva proprietà, con previsione di saltuari incontri con la mamma. Maddi e Nina sperimentano così un’esistenza da orfane pur senza esserlo, erigendo un solido rapporto che, con il tempo, costituirà il vero antidoto alla rabbia, al senso di ingiustizia e di abbandono. Il vuoto che le circonda, lungi dall’inghiottirle ne rafforza il legame; legame che fungerà da scudo, da carapace, resistente malgrado il sopravvenire dell’età adulta e della lontananza. “Cara pace”, con la voce di Maddi narratrice in prima persona, ci parla della forza interiore e della volontà di superare il dolore al fine di giungere a quella dimensione di serenità cui tutti, consciamente o meno, aneliamo: la cara pace, appunto, nel duplice senso di bramata e preziosa. Solo nei passi conclusivi Maddi, regalandoci un messaggio ricco di speranza, realizzerà che non è il carapace a donarle la quiete, bensì il coraggio di assaporare quell’autentica libertà scevra da paure recondite e dalle nostre artificiose forme di autodifesa. COPERTINA 5 STORIA 5 STILE 5

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    janey

    06/06/2021 21:06:42

    Fin dall’inizio, dal fastidio in apertura di Maddi adulta per le telefonate e i messaggi incessanti della troppo dipendente sorella Nina, alla versione bambina di quest’ultima, poche pagine dopo, unica ed esperta presenza salvifica durante le crisi d’asma della sorella, il libro ci immerge nel rapporto contraddittorio, strettissimo, indispensabile quanto soffocante, di due sorelle che si sono trovate troppo presto a essere l’unico perno attorno a cui gira la vita l’una dell’altra. Attraverso il loro passato, la separazione dei genitori, i loro errori e abbandoni, il loro affidamento a una tata che le ha formate psicologicamente e fisicamente (molto presente la cura e disciplina del corpo, fin dalla scena iniziale di Maddalena che cerca rifugio nel pilates) scopriamo di pagina in pagina le pieghe e le piaghe del carattere delle due sorelle, del loro legame e delle loro dinamiche. Ne emerge un ritratto doppio fatto di contrasti, dalla posatezza un po’ gelosa di Maddalena al fascino disordinato e travolgente di Nina. Il passato però è anche un luogo, è Roma, ed è a Roma che Maddalena ora, con molta titubanza, vuole tornare, ed è lì che forse si trovano le chiavi non solo di chi è stata ma anche di chi può osare essere e sarà. Narrazione avvincente, lingua penetrante e mai sbavata, un’esplorazione del bisogno di proteggersi e delle sue radici e anche della possibilità di scavarsi un tunnel verso un fuori che non si sa cosa comporterà. COPERTINA: 5 STORIA: 4 STILE: 5.

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    nennelluccia28

    06/06/2021 19:01:05

    Devo essere sincera io non ho letto ancora il libro ma che quel poco che ho letto mi è bastato per capire il genere la scrittura che penso sia molto lineare che ti invita ad entrare nelle dinamiche famigliari, nei rapporti che si creano tra sorelle anche in mancanza della mamma che porta quasi come se fosse una regola un obbligo, in cui la sorella maggiore Maddalena debba sostituirsi alla mamma e quindi fare da mamma alla sorella minore, è per quanto possa essere un fatto naturale non è detto che la sorella maggiore si senta all'altezza e pronta ad affrontare un ruolo non suo......Copertina 4 Storia 5 Stile 5

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    little cozy world

    06/06/2021 12:28:18

    Dai genitori, ci si aspetterebbe quell'amore incondizionato, quel "tu, figlio mio, prima di me". Qui invece la storia è assai diversa: un matrimonio naufragato e l'egoismo dei due genitori che vogliono (chi più e chi meno) ricostruirsi una vita, dimenticando che hanno creato una progenie e che sino a prova contraria, fino alla maggior età, dovrebbe essere da loro accudita. Questa è la situazione di partenza con la quale iniziamo ad esplorare il rapporto tra due sorelle: Maddalena e Nina, che possiamo definire "orfane ma non orfane". Leggere di questi due genitori, mi irrita. Mi irrita parecchio. So che potrebbe aprirsi un'ottima discussione sulla possibilità di essere una persona oltre che un genitore e se l'essere genitore è totalizzante, perdendo così la possibilità di ricostruirsi una vita, ma se faccio parlare la pancia, questi due mi irritano. Però non tutti gli adulti di questo libro fanno schifo ed ecco così comparire Myléne, angelo custode e tata full-time, che sarà la sola, a restituire una normalità alle ragazze, a ricreare un nucleo famigliare, dettando loro regole ferree ma fondamentali per non far perdere loro la retta via. E' un libro che si legge in fretta e ci si riesce anche ad affezionare un pochino alle due protagoniste, ma devo ammettere non avermi colpito fino in fondo. Copertina: 4 Storia: 3 Stile: 4

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    Herr Doktor

    05/06/2021 14:10:08

    E' un romanzo di una banalità e di una noia disarmante. Tutto qui è radical chic, e tutto perfetto, tra cui i genitori e il loro incontro. Ovviamente le figlie sono superperfette nate da madre superbella, ma con difetti banali, come si confà a ogni famiglia radical chic il cui padre si compra le Jaguar come gli operai i monopattini, e poi sniffa la polverina buona che arriva, non può essere diversamente, da Milano. La Maddie è quella superperfetta, supersecchiona, la supermenobelladell'altra che lei mica si innamora del primo stronzo che capita, deve essere superperfetto. Maddie è quella che a lei gli esercizi piacciono col tappetino sotto l'albero di pesco in fiore che fa sempre radical zen. Nina è invece una superbellezza superperfetta, ma è anche un'atleta superveloce che Usain Bolt scansati. I cliché continuano narrando la storia di due sorelle in una famiglia il cui problema più grande è riuscire a far stare nel garage la Jaguar, tra la Porsche e la Lamborghini, nel mezzo una separazione tra ricchi e una Maddie che deve subire il carattere di Nina, diverse anche negli amanti; la prima una fortezza emotiva che crolla solo quando trova l'amante perfetto, Pierre, perfetto anche nello sviluppare la pancetta, il perfetto burocrate che fa il lavoro perfetto per il suo carattere perfetto e il suo modo di condurre una vita moralmente irreprensibile (tant'è che con la Maddie ha creato la famiglia del Mulino Bianco) - e potrebbe anche riscrivere il Kamasutra. E Nina, che si lascia andare col primo che passa. E infine il plot twist di Maddie, con Tommaso detto Tommy, il quale nella visione radical chic è l'amante non ricco, quello che studia architettura che sui libri non ci sa stare, sa suonare il pianoforte (ma un pochino però...), perché se quel giorno stava in biblioteca e non a sembrare figo al parco a chiedere perché Maddie non era al lavoro come tuttə, allora non s'incontravano. Copertina: 1 - Storia: 2 - Stile: 2

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    Luca

    04/06/2021 17:20:45

    Le pagine si susseguono disegnando ritratti e profili, ma quando al lettore sembra di vedere chiaramente i lineamenti dei personaggi, ecco che tuto cambia, che nulla è come sembra, sorprendendo. Copertina: 5 Storia: 4 Stile: 4

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    Elisa

    04/06/2021 16:36:55

    La forza femminile di questo libro, unita alla caratterizzazione dei personaggi, sono la forza di questo libro. Una storia ben raccontata, con dovizia di particolari e attenzione descrittiva, che permettono al lettore di essere completamente rapiti dal romanzo, con un finale a sorpresa che sa stupire e far riflettere. Un ottimo lavoro e un felice ritorno di questa già nota scrittrice. Stile:4; Copertina:5; Storia:4

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    Alice

    04/06/2021 14:26:26

    Mi ha catturato il modo di scrivere, sembra una confessione, forse anche una richiesta d'aiuto per capire il passato. Due sorelle vissute orfane con i genitori in vita, le conseguenze si ripercuoteranno per tutta la loro esistenza. Ma c'è un ma. C'è un senso di inconcludenza che serpeggia in tutto in libro e anche il finale lascia una serie di domande, mi aspettavo delle risposte e non ulteriori domande. Nonostante il mio ma è stata una buona lettura, consigliata alle sorelle e siccome io ho un fratello forse non l'ho capito completamente.

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    fracocchi

    04/06/2021 12:16:18

    Copertina:3 Storia: 3 Stile:3 Maddalena e Nina sono due orfane senza esserlo, come a loro piace definirsi. La separazione di Seba e Gloria, due genitori così incapaci di ricoprire il loro ruolo da non meritare nemmeno il titolo di padre e madre, porta le due sorelle a eserre affidate alla cure e agli insegnamenti di Mylene. La voce narrante di Maddalena ci conduce nella sua vita passata e presente, tra una Roma priva di affetti e una Parigi in cui ha con cura costruito il proprio nido famigliare. Filo conduttore della storia di Maddalena è il profondo e ambiguo legame con Nina: Maddalena si sente a volte soffocare dall'eccessiva presenza della sorella nella sua vita, ma al tempo stesso ritiene indispensabile quel legame di dipendenza reciproca che è nato tra le due "orfane", costrette a darsi coraggio a vicenda. Nina reagisce con l'esuberanza, mentre Maddalena cerca di dare stabilità a sé stessa e alla sorella. “Io zitta; funzionava da punto medio e quella parte la svolgevo sempre, era un ruolo che mi dava senso, che riempiva il mio vuoto. Forte, fortezza. Ogni volta una conferma in più.” Per resistere all'urto degli avvenimenti, Maddalena impara a rafforzare la propria corazza, guscio duro che la ripara dai turbamenti esterni e le permette di preservare la sua cara pace interiore.

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    Daniela

    03/06/2021 13:45:13

    Si dice che il dolore non abbia voce ne definizioni per raccontarsi eppure a saperlo ascoltare, tra le pieghe del cuore, esiste un linguaggio fatto di piccoli gesti e non detti che è più loquace di mille parole. Si dice che il tempo possa ricucire gli strappi dell’anima ma anche le ferite più antiche possono riprendere a sanguinare e il passato può tornare a galla pronto a trascinarci alla deriva. Si dice che perdita e abbandono siano guerrieri di una battaglia solitaria ma se hai qualcuno che ti guarda le spalle combattere fa meno paura. Sorellanza, amicizia, simbiosi. Ha tanti nomi il legame che unisce Maddi e Nina. È somma nella sottrazione di un’infanzia rubata. È addizione nella perdita di sogni e speranze. Indistinguibile il confine che le separa. Unica la corazza che fa da schermo a urti e cadute che pure non mancano. Sono diverse nel carattere e nelle fattezze eppure complementari, àncora di salvezza l’una dell’altra, appiglio per scalare la vita. Sono figlie di un dolore razionato, centellinato e per questo ancora più sfiancante, che le ha rese orfane senza esserlo davvero, superstiti di una famiglia abbozzata e rimasta incompiuta. Lisa Ginzburg esplora le diverse sfumature del dolore e scavando tra le macerie e i calcinacci di un’infanzia esplosa racconta le contraddizioni di un legame capace di attrarre e respingere, unire e dividere, demolire e edificare. Accompagnando Maddi nel suo viaggio di riconciliazione scopriremo che ogni lacrima, ogni rifiuto, ogni abbandono è una ferita nascosta sotto quel CARAPACE che a volte protegge , altre opprime, diventando stimolo per oltrepassare i propri confini e riscrivere la propria storia alla luce di una nuova pace. CARA PACE. Amata pace. Copertina 3 Storia 4 Stile 4

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    Salvo

    02/06/2021 21:13:48

    Il gradito ritorno della scrittrice Lisa Ginzburg affronta la crescita e il legame fra due sorelle molto diverse tra loro. La narrazione è in grado di comunicare una forte componente femminile, presentata dall'infanzia fino all'età adulta, descrivendo e mostrando l'energia e le fragilità di due anime dal carattere ferreo. Il delicatissimo titolo presenta un simpatico gioco di parole dal duplice significato, ossia la robustezza di una corazza dura da scalfire, come appunto quella del carapace inteso come esoscheletro di alcuni animali, ma anche come l'agognata serenità desiderata, la tanto attesa cara pace, che avvolge la storia del romanzo. Copertina: 4 Storia: 4 Stile: 5

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    adelise

    02/06/2021 18:33:19

    Con un finale sorprendente, spiazza tutte le convinzioni che il lettore si era fatto nel corso della lettura: non è detto che chi sembra riflessiva, controllata e un po’ “sempre perfettina” lo sia poi davvero. E l’essenza di una madre tende, pur all’insaputa, a riproporsi nella figlia. “Cara pace” è un bellissimo libro, coinvolgente come un diario intimo, avvincente come un romanzo d’avventura, istruttivo come un trattato di psicologia dell’età evolutiva. Nel narrare la propria infanzia, adolescenza e giovinezza l’autrice, come la tartaruga che tiene sul terrazzo, adotta un metodo semplice per far fronte agli urti della vita: il carapace è davvero una bella idea! Copertina: 5 Storia:5 Stile: 5

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    Elena

    02/06/2021 14:50:36

    Che cosa possono fare due bambine, quando la loro mamma fugge con l’amante, il papà si arrende e la famiglia si sfascia? Nel continuo chiedersi perché è avvenuto questo, possono diventare “l’una per l’altra sponde, argine al caos”, legarsi in un’ “intima indistinzione”, che non sarà mai spezzata. Maddalena, una di loro, la maggiore, esprime lo sbigottimento per la scelta della madre e la fame lancinante di presenza e accudimento dei genitori, che è un po’ attutita dall’attaccamento a Nina, la sorella minore, e da Mylène, a cui le bambine sono state affidate. Lei le ha formate a mantenere un’organizzazione strutturata della giornata e alla tenacia, al motto - molta pena molto sport -. Maddalena, come la sua tartaruga si ritira nel carapace, così si protegge inserendosi in modelli prestabiliti per una ragazza, studentessa, fidanzata, sposa e madre. Eppure, è spinta dal desiderio di fare un viaggio a Roma, dove la sua vita è iniziata ed è stata intricata dai genitori. L’annuncio dell’intenzione di recarsi a Roma interrompe frequentemente il racconto struggente e dolce del dolore delle sorelle. Lascia in sospeso, per quasi tutto il libro, su che cosa comporterà il viaggio: Maddalena ritornerà a Roma e si rinchiuderà nel suo passato o tenterà di uscire dal guscio e cercherà, finalmente, di fare pace con il suo destino? Ma, imprevedibilmente, proprio a Roma, il destino ha in serbo un’esperienza, da cui Maddalena, questa volta, deciderà di farsi travolgere. COPERTINA: 1 STORIA: 5 STILE: 5

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    Anna

    02/06/2021 07:29:41

    Un libro bello, due sorelle, una famiglia che cerca di stare insieme nonostante tutto

Vedi tutte le 111 recensioni cliente
  • Lisa Ginzburg Cover

    Lisa Ginzburg, scrittrice e saggista, vive e lavora a Parigi. Ha studiato alla Normale di Pisa e si è specializzata in mistica francese del Seicento. È stata direttrice di cultura della Unione latina. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Desiderava la bufera (Feltrinelli, 2002), Colpi d’ala (Feltrinelli, 2006), Per amore (Marsilio, 2016), Buongiorno mezzanotte, torno a casa (Italo Svevo edizioni, 2018) e Pura invenzione. Dodici variazioni su Frankenstein di Mary Shelley (Marsilio, 2018). Approfondisci
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