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Francesco Benozzo

Editore: Liguori
Collana: Script
Anno edizione: 2008
Pagine: 80 p. , Brossura
  • EAN: 9788820742393

La tradizione dei trovatori medievali è qui avvicinata con uno sguardo di tipo cartografico e archeologico, per salvaguardare quella molteplicità di strati e di reperti che la rende simile a un campo di scavi. L'idea che emerge da questo innovativo sopralluogo è che la poesia provenzale così come l'abbiamo sempre studiata non è mai esistita: non c'è alcuna prova dell'esistenza della maggior parte dei trovatori; non ci sono date reali alle quali riferirsi; il loro presunto caposcuola non ha mai composto poesie; l'"amore cortese" inteso come codice di comportamenti è un'invenzione dei filologi moderni. Resta, invece, una mappa non geometrizzabile in categorie storico-letterarie, la cui bellezza, fatta di vuoti e discontinuità, di una disarticolata e inconsapevole memoria poetica millenaria, è più simile alla geologia acentrica e anarchica di una struttura rocciosa che alle forme rassicuranti di un dipinto di paesaggio.
«Questo libro cartografico apre e lascia aperta la mappa: è un intruso appoggiato sul terreno di scavi, e si lascia riconoscere in quanto intruso. In quanto tale, però, non assomiglia al piccone dell'archeologo lasciato sul terreno casualmente, ma a una sonda di rilevamento stratigrafico lasciata lì deliberatamente. Se piove forte, il fango la ricopre. Intorno, sotto e sopra di essa continuano a vivere i testi».

Origine di questa spedizione
Mappatura del campo di scavi
Reperti manoscritti
Una glossa al precedente paragrafo
Nomi (e poco altro)
Attribuzioni
Il nono duca d’Aquitania ha mai composto poesie?
Un esercizio provocatorio
Nomi propri o denominazioni professionali?
Connessione ed eterogeneità
Retorica scolastica o lingua poetica tradizionale?
Attestazioni
Ciò che chiamiamo “paradigma cortese”
Dal profondo
Sul futuro di questa spedizione