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Un caso maledetto. Un'avventura del commissario Bordelli - Marco Vichi - ebook

Un caso maledetto. Un'avventura del commissario Bordelli

Marco Vichi

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Editore: Guanda
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 1,59 MB
Pagine della versione a stampa: 384 p.
  • EAN: 9788823528215

63° nella classifica Bestseller di IBS Ebook eBook - Narrativa italiana - Gialli - Narrativa gialla

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IL NUOVO ROMANZO DI MARCO VICHI

Gennaio 1970. Il commissario Bordelli in aprile andrà in pensione, dopo quasi un quarto di secolo in Pubblica Sicurezza, e ancora non sa cosa aspettarsi, non riesce a immaginare come accoglierà questo totale cambiamento. Ma per adesso è in servizio, e il tempo per riflettere e farsi troppe domande non c’è: in una via del centro di Firenze avviene un omicidio brutale. Sarà proprio quel crimine odioso il suo ultimo caso? Ma soprattutto, riuscirà a risolverlo? Lui e il giovane Piras, che nel frattempo è diventato vice commissario, lavorano a stretto contatto, spinti come ogni volta dal senso di giustizia, ma in questa occasione anche dalla intollerabile inutilità di quell’omicidio. Passano i mesi, arriva la primavera, la data del pensionamento si avvicina. La relazione del commissario con la bella Eleonora sembra essere sempre più solida. Non mancherà la cena a casa di Franco Bordelli, dove come d’abitudine ognuno racconterà una storia. Ma una mattina il commissario riceve una telefonata dalla questura… un altro omicidio?
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    Stefania

    27/03/2021 21:20:42

    Firenze anno 1970, l'ispettore Bordelli, prossimo alla pensione, viene chiamato ad indagare su un brutto omicidio. La trama si sviluppa inizialmente sulle indagini che sembrano correre su un'insolita prova, poi rallentano bruscamente per raccontare della immancabile cena tra amici a casa di Bordelli sempre presente in tutti i suoi libri. Nella quale, come da tradizione, a fine pasto, ogni invitato racconta una storia, dilungandosi un po' troppo a mio avviso. La soluzione del caso riprenderà dopo. Un po' crudo in certi punti, nonostante ciò sempre una lettura piacevole.

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    vecchio fiorentino

    06/03/2021 10:42:52

    Tre personaggi di tre autori fiorentini che si muovono sotto i cieli di Firenze. Sto parlando del commissario Bordelli nei numerosi romanzi di Marco Vichi, del giornalista Carlo Alberto Marchi in quelli di Gigi Paoli e dell’ingegner Guido Peruzzi che si muove nel recente romanzo con titolo in latino AEQUINOCTIA un pochino inquietante. Tre personaggi che si muovono ai confini del crimine: Bordelli è il Commissario Capo della Mobile di Firenze negli anni ‘60, Marchi è un giornalista di cronaca giudiziaria ai giorni nostri e Peruzzi è il perito della Procura Nazionale Antimafia quando erano in carica sia Vigna che Chelazzi cioè a cavallo della fine del secolo. Tre personaggi diversissimi fra loro: Bordelli combatte sia il crimine che le ingiustizie ed ha un occhio di riguardo per gli sfortunati; Marchi single con figlia a carico deve combattere con la quotidianità e le banalità; Peruzzi si muove in un orizzonte senza né tempo né spazio, come un cavaliere o meglio come un saggio d’altri tempi. Compatibili con i loro autori: Vichi ha ali da vero scrittore, Paoli penna da giornalista e l’autore di AEQUINOCTIA (ma perché lo pseudonimo?) passo da letterato, anche per le scene ambientate nella Firenze medievale (fra l’altro notevoli). Sono affezionato a Bordelli per la sua umanità, per la sua estrazione di ex-partigiano, per il suo amore per la buona tavola e la letteratura. Altrettanto a Marchi, perché è la copia di tutti noi: quelli che combattiamo quotidianamente con il tran-tran sempre in attesa di qualche rarissima positività. Per quanto riguarda Guido Peruzzi, che credo non solo sia il protagonista di AEQUINOCTIA ma anche l’autore, è quello che tutti noi, nei rari momenti di lucida pazzia, vorremmo fare ed essere: contro tutto e contro tutti senza aver paura dei rischi né dei pericoli. Insomma uno che finirà senz’altro male, ma forse degustando un Vinsanto Avignonesi del 1990.

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    typuffo

    27/01/2021 20:44:21

    Crudo, malinconico ma UMANO! Semplicemente grandioso!!

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    cocchi

    20/01/2021 21:40:10

    Il commissario Bordelli ormai alla fine della sua carriera continua ad intrattenerci con il suo modo unico di fare giustizia e di trovare dove sta la verità. Un altro capolavoro di Vichi

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    43b132321

    07/01/2021 10:31:47

    Adoro Marco Vichi ed il suo malinconico personaggio, ma qs. romanzo non è all'altezza di quelli precedenti. La storia è a suo modo originale, offrirebbe spunti di riflessione interessanti, che però sono a malapena sfiorati. Bordelli è prossimo alla pensione, forse lo è anche il personaggio ? Peccato perchè lo ho molto amato, certe riflessioni profonde sulla Seconda Guerra Mondiale, sul dopoguerra, mi hanno fatto riflettere molto e mi hanno riportato alla mente tanti racconti dei miei nonni.

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    Rossella B

    03/01/2021 13:40:14

    I racconti del commissario Bordelli hanno la straordinaria capacità di farti centellinare le pagine perché ti dispiace arrivare in fondo al libro! Grande capacità narrativa di Vichi di trascinarti dentro il racconto. Bravissimo!

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    giorgio sesena

    03/01/2021 09:35:33

    Leggere di Bordelli all'inizio era piacevole e si accetta vano anche i troppi riferimenti politici alla sua guerra partigiana , ma ora veramente ha stancato. Libro che per il racconto banale e già risolto nelle prime venti pagine sarebbero bastate queste ma per poter campare si ricorre alle solite vecchie litanie coi soliti vecchi personaggi, la speranza è che forse adesso il commissario sia andato per sempre in pensione e magari possa l'autore rinnovarsi, ma ne dubito....

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    Mauro

    01/01/2021 10:42:07

    Una recensione fatta da me a Vichi sicuramente pecca di campanilismo, in quanto abitando nello stesso comune, molti luoghi e strade citate nei suoi racconti mi sono familiari, rimanendo coinvolto maggiormente nella storia. Venendo al racconto, questa volta Bordelli indaga su un delitto efferato ai danni di un vecchio omosessuale appartenente alla nobiltà fiorentina. L’indagine tocca il tema dell’intolleranza verso il diverso, con parole e toni che condivido pienamente. Bordelli, anche in questo caso, viene usato come pretesto per ricordare alcune delle pagine più buie dalla storia d’Italia del secondo ‘900, oltre che per mettere in risalto opinioni, valori e idee che sicuramente stanno a cuore allo scrittore. La narrazione scorre bene, alternata a capitoli in cui storie e affetti personali del commissario si intrecciano con l’indagine, anche se secondo me le oltre 100 pagine in cui Bordelli organizza una cena con gli amici, durante la quale ognuno di loro racconta storie o aneddoti vissuti, poteva benissimo essere abbreviata. Nonostante ciò si rimane piacevolmente soddisfatti dal personaggio di Bordelli: quello di persona attenta alle problematiche che lo circondano, invece che di solo mero tutore ed esecutore della legge. Anche Piras, sempre perspicace e sveglio, assume il ruolo in questo racconto della nuova generazione che avanza, che egregiamente prenderà il posto della vecchia, rappresentata da Bordelli. Mi sembra anche di percepire, che lo scrittore abbia una maggiore consapevolezza del tempo che passa, infatti Vichi molto spesso fa ricordare a Bordelli momenti di vita trascorsa, con affermazioni anche sulla sua imminente pensione e l’ormai sopraggiunta anzianità, avendo il commissario un età simile a quella di Vichi. Comunque nonostante il modo semplice in cui viene narrata la storia, che per me non è un difetto ma un pregio, posso senz’altro affermare che questo libro è uno dei migliori che ho letto di Vichi, in cui è presente il commissario Bordelli.

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    cristiano

    30/12/2020 14:10:47

    Mi sono affezionato a Bordelli. Lo leggo da quando è nato (dalla penna di Vichi) e per adesso non mi ha mai deluso. Si, è vero: forse questa volta, in alcune pagine cala un po' il ritmo del racconto e ci si dilunga un tantino, ma ad un amico non si stanno tanto a guardare i difetti. E Bordelli è un amico gradito che aspetto con impazienza che mi porti in un'epoca appartenuta ai miei genitori. Speriamo che anche da pensionato, mi venga a fare visita a bordo di un libro, per potere leggere del suo camino acceso, di fronte al mio.

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    Michele Vaccaro

    05/12/2020 17:43:37

    Il solito, eccellente, Marco Vichi. Il nuovo episodio della saga che ha per protagonista Il commissario fiorentino Franco Bordelli è gustoso come tutti i precedenti. Questo poliziotto dal volto umano è diventato una sorta di amico con il quale ci si incontra una volta all’anno ed è piacevole ascoltarne le storie, magari davanti al caminetto acceso e sorseggiando vin santo. La scrittura è sempre agevole e fluida. Vichi ci riporta indietro agli anni ’60 e ’70, in un prezioso recupero della memoria; un “com’eravamo” denso di nostalgia. Imperdibile.

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    Giuseppe1940

    03/12/2020 16:28:38

    Pensavo fosse un poliziesco, non lo è. E' una storia piana, leggera, piacevole che narra delle serate trascorse insieme da una mezza dozzina d vecchi amici ciascuno dei quali racconta di fatti a lui capitati. Insomma è una versione moderna del Decamerone che ho letto al liceo verso a metà degli anni '50 ma mille anzi due mila miglia lontana e piacevole da leggere.

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    Anna

    14/11/2020 18:26:57

    Da lettrice appassionata di TUTTA la serie cronologica del commissario Bordelli, devo dire che in quest' ultimo racconto, mancano il ritmo degli eventi e la suspence dei precedenti, che raggiungono l' acme in " La forza del destino", catartico e liberatorio. È ormai assodato che per Bordelli la sola giustizia è quella dei giusti, ma stavolta il libro verte troppo sulle riflessioni del commissario che non sulla indagine ed il ritmo noir si accende più con la storia del fantasma che con i criminali reali, soprattutto perché la soluzione fornita su un vassoio d' argento già a metà libro spegne un po l'interesse. Inoltre la storia con Eleonora sta diventando noiosa, ci vorrebbe un colpo di teatro che scombini le carte e faccia saltare la pensione prossima di Bordelli tenendolo di nuovo sul filo del rasoio, magari con il gradito ritorno di Arcieri... Vedremo se il caso della ragazza morta non sia così.. E se fosse Eleonora ad essere stata uccisa? Secondo me la donna giusta per Bordelli è Rosa ma lui non l' ha ancora capito!!! La parte più bella come sempre è la reunion di soli uomini con i vari aneddoti anche se ci si sofferma troppo sui racconti di guerra. A parte queste precisazioni soggettive, sono una lettrice Bordelli-dipendente....... Quindi attendo il prossimo racconto con trepidazione sperando esca entro la primavera.

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    DG

    14/11/2020 10:16:11

    Passato come memoria, testo consigliatissimo da leggere

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    beatrice

    07/11/2020 10:38:45

    Mi sembrava di essere Bordelli quando legge la sua Cespedes, centellinavo le pagine ma come al solito in tre giorni l’ho finito! Se Vichi mi manda Bordelli in pensione gli vado a suonare a casa...

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    gian franco

    01/11/2020 16:53:32

    È come ritrovare un vecchio amico; è viaggiare in un'Italia mai vista, in cui il filo conduttore è cesellato da cammei di vita personale (di Bordelli) che illuminano il passato, ancora non dimenticato, e inviano messaggi su un futuro ancora da scoprire. È una foto in bianco e nero che spinge alla lettura, non solo per rispondere alla domanda chi è il colpevole, ma anche per vedere gli scorci di luoghi, sentimenti e passato, memoria dell'oggi. Bello!

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  • Marco Vichi Cover

    Nato a Firenze, oggi vive nel Chianti. È autore di racconti, testi teatrali e romanzi, tra cui quelli della fortunata serie del commissario Bordelli. Vichi ha scritto anche sceneggiature per la radio (si ricordi Le Cento Lire, trasmissione di Rai Radio Tre dedicata all'arte in carcere). Ha tenuto laboratori di scrittura creativa in varie città e all'Università di Firenze. I suoi romanzi sono stati tradotti in varie lingue; tra questi ricordiamo Il commissario Bordelli (Guanda, 2002), Una brutta faccenda. Un'indagine del commissario Bordelli (Guanda, 2003), Il nuovo venuto. Un'indagine del commissario Bordelli (Guanda, 2004), Il brigante (Guanda, 2006), Nero di luna (Guanda, 2007), Per nessun motivo (Rizzoli, 2008), L'inquilino (Guanda, 2009) Morte a Firenze. Un'indagine... Approfondisci
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