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Georges Simenon

Traduttore: G. Pinotti
Editore: Adelphi
Edizione: 9
Anno edizione: 1996
Formato: Tascabile
Pagine: 149 p.
  • EAN: 9788845912399

«La contessa di Saint-Fiacre teneva ancora la faccia tra le mani. Era rigida, immobile, come la maggior parte delle altre vecchie.«"Ite missa est... La messa è finita...".
«Solo allora Maigret capì quanto era stato angosciato. Quasi non se n'era reso conto. Senza volerlo sospirò di sollievo [...].
«Ancora tre persone... Due... Qualcuno spostò una sedia... Rimaneva solo la contessa, e Maigret ebbe un fremito d'impazienza...«Il sacrestano, che aveva concluso il suo compito, gettò uno sguardo alla signora di Saint-Fiacre, e un'espressione dubbiosa gli si dipinse sul volto. In quel medesimo istante il commissario avanzò.
«Giunti accanto a lei, rimasero entrambi stupiti di quell'immobilità e cercarono di vedere il volto che le mani giunte continuavano a nascondere.«Turbato, Maigret le sfiorò una spalla. Il corpo vacillò, come se fino a quel momento fosse stato sorretto da un filo, poi rotolò a terra e rimase inerte.«La contessa di Saint-Fiacre era morta».

Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    27/08/2012 11.11.41

    E' autunno, è freddo, la campagna è spettrale e proprio alla prima messa, come indicato nel messaggio anonimo, la contessa di Saint-Fiacre viene a mancare all'improvviso. Delitto o morte per cause naturali? O una via di mezzo fra l'una e l'altra possibilità? Nella gretta atmosfera di un piccolo borgo agricolo, Maigret si lascia condurre quasi da spettatore degli eventi; annota, però, indaga in silenzio, ma la verità, che lui aveva già intuito, sortirà al termine di una cena grottesca al castello dei Saint-Fiacre, l'ultimo baluardo di una famiglia in estinzione, di una nobiltà ormai decaduta. Lo stile è scarno, diretto, ma si respira a pieni polmoni l'aria di sospetto che si aggira in quel luogo, dove più d'uno poteva aver motivi per commettere il crimine, ma fra i quali uno solo è il colpevole, smascherato per di più da uno dei sospetti. Da questo straordinario romanzo è stato tratto nel 1958 un film altrettanto famoso, Maigret e il caso Saint-Fiacre, diretto da Jean Delannoy e interpretato, nella parte di Maigret, da un grande Jean Gabin. Il romanzo è assai piacevole e quindi la lettura è senza dubbio consigliata.

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    claudio

    30/05/2012 22.31.05

    Un ottimo Maigret e naturalmente un ottimo Simenon. Qui Maigret è ancora giovane, siamo ancora lontani dalla guerra e il nostro commissario torna per qualche giorno nel paese dove è nato e dove ha passato l'adolescenza. Il caso lo porta proprio nel castello dove suo padre era intendente dei Saint Fiacre, famiglia di conti ora decaduta. E' venuto per la morte della vecchia padrona di casa, uccisa cn un messaggio lasciatole nel messale per la messa del giorno dei morti. Ma Maigret non fa praticamente nulla, se non trovare l'ultimo anello che porta al colpevole. Eccellente la parte riguardante la cena in cui viene svelato il colpevole.

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    M.T.

    23/07/2011 10.50.43

    Uno dei più bei casi del commissario Maigret.

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    Luigi

    17/11/2010 19.01.52

    E' il primo giallo dell'ispettore Maigret che ho letto e devo dire che l'ho trovato interessante. La struttura è quella classica del giallo con un cadavere e l'ispettore alla ricerca del colpevole. L'originilità riguarda la figura dell'ispettore Maigret che Simenon tratteggia in modo impeccabile. Un buon giallo. Consigliato

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    biogius

    25/09/2009 14.08.53

    Un'ambientazione suggestiva per un'avventura del Commissario Maigret ispirata a un vero e proprio "virtuosismo giallo": mi riferisco alla descrizione della cena con i diversi personaggi. Godibilissimo!

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    michela

    11/09/2008 12.35.28

    scorrevole....veramente piacevole da leggere...

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    Serena

    08/09/2005 12.48.11

    inimitabile

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    Franco

    22/07/2005 13.47.55

    Un capolavoro assoluto. Non lo capiranno mai i critici che al solo pensiero del libro "di genere" o dell'autore "di genere" storcono il naso perennemente narcotizzati da ciò che chiamano grande letteratura e che spessissimo è solo virtuosismo linguistico e posa letteraria. Tocca uno dei grandi temi nel novecento e del secolo che si è appena aperto: il ritorno alle origini. Il passare del tempo esterno come di quello interno, il trovarsi cambiati, la smitizzazione dell'infanzia, la memoria ... E la consapevolezza di dover andare avanti, di dover riuscire a chiudere i conti col passato o di sapervi convivere e non c'è niente come una tragedia per richiamare ad un presente mai come lo si sarebbe desiderato sotto la dolce ala della giovinezza. Qui la psicologia dominante non è quella della vittima o dell'assassino, ma quella dell'uomo Maigret, con i suoi ricordi, la sua formazione, la sua malinconia, ma anche un dovere da compiere, anche se davanti al proprio passato ci si sente sempre come pietrificati.

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    Adriano

    09/05/2005 22.42.03

    Prosa scorrevole, personaggi e trama intriganti, finale a sorpresa. Un valido Simenon.

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    marco

    14/11/2004 22.29.53

    un maigret tutt'altro che infallibile partecipa da spettatore ad un melodramma magistrale. per me il caso saint fiacre si pone tra i prime cinque migliori "maigret".

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