Catastrofe 1914. L'Europa in guerra

Max Hastings

Traduttore: R. Serrai
Editore: Neri Pozza
Collana: I colibrì
Anno edizione: 2014
In commercio dal: 22 maggio 2014
Pagine: 795 p., ill. , Brossura
  • EAN: 9788854507562
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Descrizione
«Per chiunque voglia capire da dove sia venuto fuori quell’intricato e terrificante conflitto, non esiste modo migliore che leggere questo bel libro».
The Times


Trincee, fango, filo spinato, corpi di giovani soldati martoriati da mitragliatrici, baionette e gas tossici: così ci raffiguriamo oggi la Prima guerra mondiale. Ma «che cosa è successo davvero, in Europa, nel 1914?» Possibile che tra i ventotto paesi coinvolti la Germania sia stata l’unica colpevole? Per rispondere a queste domande, e chiarire le cause di un conflitto che, agli occhi degli storici, appaiono più intricate di quelle della Seconda guerra mondiale, Max Hastings corregge le inesattezze perpetuate durante quest’ultimo secolo e fornisce al lettore una nuova, suggestiva chiave interpretativa. Sapevate, ad esempio, che quasi tutte le nazioni, per scagionarsi, distrussero la documentazione che riguardava il proprio ruolo nella guerra o ne crearono una fittizia? O che il giorno più sanguinoso di tutti non fu la Battaglia della Somme del 1916, come molti credono, ma il 22 agosto 1914, quando la Francia contò 24.000 morti in un paio d’ore (e più di un milione in cinque mesi)? Se pressoché tutti gli studi sulla Grande Guerra si sono limitati a descrivere «il convulso scenario politico e diplomatico o a fare una cronaca degli eventi militari», Catastrofe fa entrambe le cose. Da un lato, ricostruisce le cause che dalla «sensazione che stia per succedere qualcosa», dalla percezione, insomma, di un pericolo imminente portarono all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando e, dall’altro, servendosi di una quantità sterminata di testimonianze e resoconti (di generali, statisti, soldati, mogli e ragazzi comuni), descrive la sontuosa marcia dell’esercito francese accompagnato da musicisti e sbandieratori attraverso le campagne assolate; racconta l’impresa del capitano Horace Smith-Dorrien a Le Cateau che con il suo British Expeditionary Force respinse ben sette divisioni dell’esercito tedesco; e, ancora, ci parla delle poco indagate campagne in Serbia, degli inverni nella Russia dell’Est, e delle rischiose spedizioni sulle coste della Galizia. Con una scrittura scorrevole e un’ampia documentazione, Max Hastings – già acclamato e premiato in tutto il mondo per il bestseller Inferno. Il mondo in guerra. 1939-1945 – confeziona un affresco «provocatorio e tremendamente avvincente» (Sunday Times), che non solo chiarisce le cause della Prima guerra mondiale, ma ci conduce per mano attraverso una società terrorizzata dalla devastazione, dalla miseria e dalla morte ma, ancor più, dallo spettro della più umiliante delle capitolazioni: la sconfitta. Un’opera – già ai primi posti della classifica dei non-fiction bestsellers del New York Times, e presto in onda sulla BBC in forma di documentario – che non ha precedenti: monumentale, sorprendente; fondamentale per tutti gli studi a venire.

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    Carmine

    13/03/2018 20:00:16

    Amo la storia militare e la storia politica, ma in questo grande tomo di oltre 800 pagine fatico a trovare esaltata sia l'una che l'altra. Ho trovato una stereotipizzazione nel valutare britannici e tedeschi ai limiti del ridicolo, gli uni colpevoli di errori militari e politici ma che rappresentano i "buoni", i secondi raffigurati come forse non sarebbe possibile nemmeno con i nazisti. Ben più interessante la parte militare, ricca di episodi descritti a lungo e a fondo, certamente frutto di un notevolissimo lavoro di ricerca. Anche qui però l'autore sembra compiacersi nel raccontare l'inutilità della strage, con uno strisciante moralismo di cui uno storico potrebbe fare decisamente a meno. Soprattutto però, nella parte militare, manca una chiarezza nel legare i vari episodi. Questo rende la lettura concitata e in fondo in linea col caos che doveva regnare all'epoca sui campi di battaglia francesi; toglie però chiarezza espositiva, anche a causa di una mancanza di schemi e scarsità di mappe. Ammetto di aver faticato molto a leggerlo fino in fondo. Quasi inutile rimarcare la grande sproporzione di attenzione di Hastings fra il fronte est e quello ovest, in linea con tutta la letteratura britannica in materia.

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    Fabrizio

    30/08/2017 10:04:03

    Altro capolavoro di Max Hastings. Il libro racconta il primo anno di guerra della I guerra mondiale, come ci si è arrivati e perchè. Veramente bellissimo

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    roberto tassoni

    14/12/2015 12:24:22

    Non riesco a condividere l'entusiasmo di molte recensioni. Hastings è uno straordinario storico militare ma non uno storico politico: non ne ha la preparazione. Alla fine, risulta un libro spaccato in due: eccellenti e ben documentate, come al solito, le pagine dedicate all'aspetto strettamente militare del conflitto; molto modeste quelle destinate ai problemi chiave: le cause reali della guerra e le sue conseguenze. Pur avendoli citati in bibliografia, Hastings non si confronta mai veramente con i due testi più innovativi usciti negli ultimi anni: quelli di Liann Ferguson e, soprattutto,di Christopher Clark. Al posto delle documentazioni e argomentazioni riportate da questi due autori, si limita, in modo superficiale e banale, a riproporre una serie di stereotipi sulla Germania dell'epoca tipici di una certa cultura conservatrice britannica e ormai abbandonati dalla storiografia più recente (si veda una recente osservazione dello storico Emilio Gentile sul fatto che la storiografia ha ormai abbandonato il tema della "colpa"). Ne viene fuori un ritratto al limite del grottesco di una "catttiva" Germania che non ha nulla a che vedere neppure col molto più complesso ritratto fatto da Fritz Fischer (alla cui tesi chiaramente si rifà,banalizzandole). Perticolarmente deboli, e frutto, mi sembra, di una limitatissima conoscenza degli aspetti non strettamente politico-militari dell'epoca, sono le parti in cui descrive una Germania del periodo, all'epoca probabilmente la più grande cultura mondiale, con il più forte partito socialista del mondo e un parlamento che stava aumentando sempre di più i suoi reali poteri, come una sorta di prefigurazione del nazismo, in preda a subculture razziste e imperialistiche quando è ormai noto che tali subculture erano comuni a tutti i paesi occidentali, in particolare, all'epoca, proprio in Gran Bretagna. Un'opera deludente che sa troppo di operazione editoriale di basso livello sfruttando il nome dell'autore

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    Gordon

    11/02/2015 17:14:19

    Massimo dei voti per il testo, ma sono stato tentato dio assegnare 4 stelle solo per il fatto di aver approcciato questo libro con un tale entusiasmo dopo aver letto "Inferno Il mondo in guerra" sempre di Hastings, che tali aspettative sono andate un po' deluse per un motivo: il libro non tratta il conflitto nella sua interezza, come appunto Inferno, ma solo il primo anno (anzi, i primi mesi) di guerra, e non la totalità del conflitto. Avrei invece voluto leggere le conclusioni dell'autore su tutti i fatti della WWI. Innegabile la professionalità della scrittura: non oso nemmeno immaginare la mole di ricerche dietro alla stesura di questo libro. Il ritmo è come sempre da romanzo e la lettura non pesa minimamente. Sempre interessante il punto di vista psicologico dei protagonisti, che siano generali o fanti. Forse un po' difficile seguire con attenzione, senza perdersi, la descrizione delle singole battaglie. Quello che emerge è l'orrore della guerra, forse ancora di più rispetto alla WWII. Sempre consigliatissimo: a questo punto attendo fiducioso la trattazione da parte di hastings degli anni concslusivi della guerra!

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    Lee66

    12/01/2015 18:40:03

    Grande lavoro che rappresenta in maniera esaustiva i primi mesi di guerra in cui si manifestano le dinamiche che porteranno ad una inutile strage, le atrocitá, l'inadeguatezza degli apparati militari ad affrontare un modo diverso di condurre un conflitto con tecniche e armamenti differenti da quelli di fine ottocento e la superficialità dei capi di Stato e monarchi dell'epoca. Unica pecca, come giá citato in altre recensioni, pochi riferimenti all'Italia che peraltro entrerá nel conflitto solo l'anno successivo.

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    claudio

    25/11/2014 14:40:12

    Solo per l'impegno, Hastings meriterebbe più di cinque. E' un lavoro eccezionale, incentrando 800 pagine su sei mesi, praticamente dal giugno al dicembre 1914. Dall'uccisione di Sarajevo al Natale sulle trincee, Hastings ci porta fra i milioni di morti, di feriti, di prigionieri, in quella che fu definita "Un'inutile strage". Condanna senza reticenze la maggior parte degli strateghi dell'epoca, sia dell'Intesa, sia degli Imperi centrali, in particolare i russi e gli austriaci. Ci porta dentro le case delle persone che fino a qualche mese prima erano borghesi qualsiasi e improvvisamente furono catapultati (a volte senza uniformi, e con poche munizioni) nei campi dove si moriva come cavallette. E senza che i comandanti sapessero esprimere qualcosa di diverso rispetto all'attaccare in massa come quaranta, cinquant'anni prima.

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    stefano

    17/07/2014 17:33:54

    Un saggio straordinario. L'autore ha raccolto in modo sistematico, ma non pedante, una serie di testimonianze, di ricordi, riflessioni, pensieri, provenienti da tutti gli angoli del mondo ove si è consumata la Grande Guerra dalle persone comuni, semplici soldati, civili, bambini, anziani, adulti, ministri e regnanti. Si tratta di un'analisi che trasmette a chi legge una visione amara, sensazioni tristi ed angoscianti, ma nel suo insieme, quest'opera non scivola mai nel qualunquismo o alla facile condanna del genere umano nel suo complesso. L'Italia non è quasi mai citata, mentre lo sguardo dell'autore si concentra per lo più sulle nefandezze, gli atti di indicibile crudeltà perpetrati dai Signori del tempo, nei confronti delle popolazioni civili ed ai soldati di tutte le nazioni coinvolte.

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