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John Dickie

Traduttore: F. Galimberti
Editore: Laterza
Anno edizione: 2008
Pagine: 240 p. , Brossura
  • EAN: 9788842086901
Già autore di una Storia degli italiani a tavola e di una Storia della mafia, John Dickie affronta qui quella che definisce, con audace sintagma, "una catastrofe patriottica". Ponendo in relazione i devastanti effetti del terremoto con le sue ricadute, temporaneamente assai virtuose, sul sentimento nazionale degli italiani, Dickie individua nella tragica fine del 1908, quando a Messina e Reggio Calabria morirono forse duecentomila persone, uno dei pochi momenti in cui gli italiani riuscirono a sviluppare un "movimento di solidarietà patriottica". L'autore giudica di nessuna utilità, per comprendere le "emozioni patriottiche", tutte le teorie che non considerino "anche la più prosaica delle tematiche pubbliche" (vengono subito in mente le – per la verità ipocrite – esplosioni di "italianità" durante i periodici campionati mondiali di calcio). Ventimila soldati, la regina Elena in incognito, navi inglesi e russe, volontari da ogni regione si affrettarono a soccorrere i superstiti ed eliminare gli sciacalli (anche con la fucilazione, soprattutto su istanza dell'"Avanti!"), sebbene il tutto si risolvesse in una breve vampata, more italico, così come presto si annacquò un nascente dibattito intorno all'identità nazionale, ben illustrato da Dickie. Maturò anche uno scontro fra le parti politiche intorno alle ricette per la ricostruzione; l'Unione popolare dei cattolici, in particolare, accusava i laici di approfittare della mobilitazione generale per "una caccia alle anime dei fanciulli", evidentemente considerata, ieri come oggi, appannaggio ecclesiastico.
Daniele Rocca