I cavalieri che fecero l'impresa (DVD) di Pupi Avati - DVD

I cavalieri che fecero l'impresa (DVD)

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Regia: Pupi Avati
Paese: Italia; Francia
Anno: 2001
Supporto: DVD
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Nel 1271, dopo la sconfitta della settima Crociata, un gruppo di cavalieri trasporta le spoglie di Luigi IX lungo la penisola italiana. Durante il viaggio vengono a conoscenza del luogo dove è custodita la Sacra Sindone e decidono di recuperare la reliquia.
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    Il Cinefilo

    22/10/2013 21:12:56

    Mi sono avvicinato a questo film a causa dell'ambientazione medievale (di gran attrattiva per il sottoscritto) e aspettandomi il solito filmaccio italiano che vuole essere tutto ma che infine è niente. E sono rimasto stupito in positivo! Certo, non è un capolavoro ma secondo me è un film che merita attenzione. Tratta da un romanzo dello stesso regista, e interpretata da un cast di tutto rispetto, questa pellicola mette in mostra un medioevo assolutamente crudo, violento e realistico, dove religione e violenza si mescolano inesorabilmente e senza tanti complimenti. Un medioevo decisamente lontano dalle visioni "tolkieniane" o alla Ivanhoe che i più hanno in mente. E anche questo è qualcosa!

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    Giuseppe

    27/08/2012 04:46:21

    un bel film voto 3

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    Alfredo

    25/01/2009 16:32:18

    finalmente un film medievale che rispecchia fedelmente la vita nel medioevo, al contrario di molti colossal americani...ammetto che non è di facile visione ma rimane unico nel suo genere

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    roberto cocchis

    27/03/2008 09:43:30

    Sul tema, ho visto di molto meglio: però non è da buttare. Forse, considerato alla stregua di un film per ragazzi, vale di più di quello che sembra a una prima visione.

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    MissyMissy

    06/11/2006 20:40:15

    I dialoghi...mah saranno stati si e no 20minuti in tutto il film, perchè il resto era uno sguardo e una battaglia continua..alcune scene crude e violente se le sarebbe anche potute risparmiare, ma tutto sommato nell'insieme nn è stato proprio un pessimo film...c'è più di qualche punto "buio", ma ci sta considerando il contesto in cui è ambientato il film..buona l'interpretazione di tutti i "cavalieri" e del prete Gianni..in particolare mi è piaciuto Bova nella scena dell'esorcismo..carine le colonne sonore e le musiche...

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    Sandro

    14/04/2006 10:52:30

    Una buona idea in parte sprecata. Peccato, perché tutto sommato non mancano i motivi per ecuperare questa pellicola. Ma il finale frettoloso grida vendetta.

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    Nicola

    31/03/2006 13:35:44

    Avati riprende il paesaggio molto bene, come in tutti gli altri film che ho visto, e la storia mostra una malinconia che, quando presente, apprezzo volentieri. Ma il film è troppo sconclusionato e divagante, senza obbiettivi precisi né punti di riferimento precisi. Da vedersi solo se non c'è nulla di meglio da fare.

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    Paolo

    17/10/2005 16:10:40

    Ma il velo che gli ha dato la tipa del bosco, (quasi mi sembrava essere in un fantasy) a che è servito??? a morire ha portato sfiga... scherzo. Secondo il mio modesto parere il problema di questo film è che lo spettatore prima di guardarlo si aspetta l'americanata e perciò rimane un po' deluso... Ma la sceneggiatura lascia un po' desiderare. La figura di Bova è ambigua, non mi ispira fiducia, è un codardo o un cavalliere coraggioso? La stessa spada da lui costruita è ambigua, fatta dal "male" per fare poi del "bene". Il ragazzo che resuscita con la capra morta, insomma sto film è storia o fantasy. Tu prima di fare un film devi porti queste domande. Lo so che il periodo storico permetteva di giocarci con questo miscuglio di sacro e profano ma secondo me si è esagerato un po'... Quello però di cui mi sono accorto è che alcuni rituali pagani sono ricostruiti così bene che mi trasmettono un idea documentaristica di quello che accadeva durante quegli anni. Comunque io non avevo visto altri film di Pupi Avati, ne vedrò altri e poi magari mi farò un'idea migliore della sua regia.

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    Ilaria

    19/02/2005 11:19:09

    Sia ben chiaro... abituati come siamo a certi film forse questo non eccelle... ma a me è piaciuto davvero molto. Ha dei "punti bui", è vero, a volte è lento, ma anche io lo considero una piccola perla del cinema italiano. E' passato un po' in sordina, ma dialoghi e sceneggiatura meritano un briciolo di attenzione!! Per me è stata una piacevole sorpresa. Una visione la consiglio a tutti, anche se forse a qualcuno può lasciare un sentimento "insipido". Non è stato il mio caso!!!!

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    ilaria

    06/01/2005 13:05:16

    che bruttura; è l'unico film che mi ha fatto uscire dalla sala prima che finisse!

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    Mork_Skygge

    05/08/2003 16:34:27

    ALTRO che americanate!! altro che medioevo buonista tipo ultimo cavaliere...questo è il nostro medioevo, quello vero e si sente in tutta la sua maestosità...nel bene e nel male. Se volevate una storia strappalacrime, una trama dove nulla di quello che si racconta va al di la del film, una sitcom in pratica...bhe questo non fa per voi...godetevi pure vacanze di natale di vanzina. Dame e Cavalieri, Questo è un film d'autore degno di rispetto, ve lo consiglio!!

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    Francesco

    31/07/2002 14:58:42

    Che brutto film! Dove è finito quel Pupi Avati che anche nei film più "piccoli" e senza troppi mezzi riusciva sempre a creare atmosfere emotive, surreali, malinconiche? Qui, alle prese con un materiale dall'elevatissimo potenziale poetico (il Medioevo, le Crociate, i cavalieri, la Sindone, una maga tessala...) e potendo disporre di un ricco budget, il regista si limita a far capitombolare per più di due ore cinque bellimbusti (Gesù, che recitazione! e che doppiaggio!) tra effetti e effettacci risibili, senza che in un solo momento ci sia l'ombra dell'ombra della poesia. Avati aveva promesso che la versione DVD avrebbe contenuto diverse scene tagliate ma, considerato il "flop" catastrofico, deve essersi demotivato anche lui...

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    roberto

    03/07/2002 10:20:28

    Film sconclusionato che delude le attese. Difficile sorvolare sulla prova degli attori (ogni tanto anche uno come Delle Piane avrebbe bisogno di un paio di battute decenti…) e sulla direzione delle scene di battaglia (tra splatter e viscere al vento, ogni volta si rischia il ridicolo). In realtà il limite maggiore del film è nella scrittura. La sceneggiatura oscilla tra l’imbarazzante (la prima mezz’ora imbevuta di un tribolato misticismo di maniera) e l’inconsistente (non esiste uno sviluppo coerente della trama e spesso nasce il dubbio di aver noleggiato il backstage della lavorazione…). Anche la ricostruzione storica, per quanto accurata nei suoi aspetti più esteriori (vedi i costumi), restituisce un Medioevo cupo e oscurantista. Qualsiasi paragone con “Il Settimo Sigillo” fa solo sorridere. Lo spessore narrativo e la capacità introspettiva di Bergman sono davvero un’altra cosa… Meglio recuperare l’Avati di “Regalo di Natale” o, al limite, di “Festa di laurea”!

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    Silvia

    02/07/2002 09:42:57

    Sono perfettamente d'accordo con Marco! Il film è completamente privo di logica, la sceneggiatura è assurda e i personaggi ridicoli! Se qualcuno volesse spiegarmi il senso della scena, completamente inutile ai fini della storia, della dama che regala ad un cavaliere la sciarpetta bianca, ne sarei molto felice ma dubito che troverò qualsiasi spiegazione fornitami molto convincente. Ultima nota di colore, avete notato che con gran senso dell'umorismo Avati, quando fa nominare cavaliere Giacomo, lo fa chiamare 'Giacomo di Aldo Giovanni'? Un film veramente da perdere!

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    marco

    28/06/2002 14:29:40

    Sceneggiatura con dei buchi clamorosi che una forma di groviera al confronto pare il muro di Berlino, attori assolutamente inadeguati al ruolo affidato loro (con, tra l'altro, non trascurabili difetti di pronuncia), scene pulp ed effetti speciali di ispirazione neolitica tanto che i fratelli Lumière si sarebbero fatti due risate anche nel 1895, filo logico inesistente o quasi (una delle perle del lungometraggio: una donna che compare nel bel mezzo del film senza che si chiarisca chi sia, cosa voglia o da dove provenga). Un film che definire pessimo è fargli un complimento. Irritante nella sua totale inconsistenza.

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    antonella

    09/06/2002 19:11:00

    Secondo me la prima ora poteva essere tranquillamente compressa in venti min. e, sostanzialmente, mi ha lasciato pressochè indifferente, a parte le immagini super pulp che non dico se no è spoiler; ad ogni modo non si capisce una mazza, potete vederla anche mentre stirate. L'ambientazione storica è inintelligibile, ma non fa niente, tanto è una storia inventata. Quando finalmente i cinque si riuniscono e partono per l'impresa (il recupero della sacra sindone), invece, il film diventa veramente notevole, addirittura R. Bova dà il meglio nella sua storia come interprete (forse anche grazie al fatto che ha pochissime battute, benchè sia uno dei protagonisti). I costumi sono perfetti, ammetto che ci sono delle ingenuità (tipo rimettere in sesto una bagnarola semiaffondata e partire per l'Epiro, non ho capito però da dove sono partiti), ma secondo me il senso di cinque semi-inetti che affrontano un'impresa difficile mostrando grande coraggio e tenacia è reso molto bene; ho apprezzato moltissimo... tutto, ma specificando: l'intimità che si crea fra i cinque un po' alla volta, culminante nella dichiarazione finale di amore (non fraintendete, è una cosa cavalleresca); le confidenze reciproche sulla loro miserrima vita sentimentale; il rapporto d'amicizia unico fra Vanni e Giacomo, a livello di accudimento fisico; la battaglia finale; le battute scherzose che si rivolgono fra loro subito prima della battaglia finale (massimo esempio di coraggio, IMO). Anzi, a ben pensarci il rapporto d’amicizia tra Vanni e Giacomo, secondo me, adombra un vero e proprio innamoramento da parte di Vanni verso l’altro; l’impressione è che Vanni, al loro primo incontro, rimanga davvero colpito dalla bellezza e dalla dolcezza di Giacomo, e che da allora gli mostri un attaccamento davvero speciale, decidendo praticamente da subito, senza nemmeno sapere come si chiama, di “proteggerlo”. Anche le frasi che gli rivolge sono tipicamente affettuose, come una delle prime, “ho ucciso tre uomini per te”. Quando

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    GAttis

    25/02/2002 17:45:50

    Bel film, buona l'interpretazione di Marco Leonardi!!

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    Giobo

    13/02/2002 19:44:34

    Penso che sia un film da vedere, in quanto (come in altre occasioni) Pupi Avati mette in scena un Medioevo molto realistico e scevro da orpelli romanticheggianti e da mitologie stile "fantasy". In questo senso si rivela fondamentale la consulenza storica di Franco Cardini che queste cose, non solo le conosce, ma le descrive con competenza. Forse gli attori non sono sempre in grado di trasmettere il clima dell'epoca perchè troppo propensi ad una interpretazione "anni 2000", ma la sceneggiatura è davvero azzeccata. Certo che "Il settimo sigillo" è un'altra cosa, ma nel panorama cinegrafico odierno, dominato dai filmoni americani, questo può essere considerato una piccola perla di intelligenza.

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    Stefano

    13/02/2002 16:17:18

    Un film pretenzioso ma dalle belle scenografie. Purtroppo i mezzi italiani non sono così potenti come per i Blockbuster americani. Risultato: un sogno caotico a volte allucinato in cui lo spettaore difficilmente riesce a capire il susseguirsi degli eventi narrati se non "immaginandosi" un filo narrante purtroppo assente.

Vedi tutte le 19 recensioni cliente
  • Produzione: 20th Century Fox Home Entertainment, 2016
  • Distribuzione: 20th Century Fox
  • Durata: 147 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: 2,35:1
  • Area2
  • Pupi Avati Cover

    Inizia la sua carriera artistica nel jazz come clarinettista, fa parte infatti della Reno Jazz Gang con cui incide anche qualche disco, gruppo che abbandona dopo l'ingresso nella band di Lucio Dalla con cui rimane grandissimo amico e che collaborerà a vari film di Avati. Lavora poi per quattro anni alla Findus surgelati, anni che considera i peggiori della sua vita.Intraprende poi la via del cinema e riesce a collaborare alla sceneggiatura di Salò e le 120 giornate di Sodoma di Pasolini. Come regista gira alcuni horror tra cui nel 1976 La casa delle finestre che ridono. L'anno successivo esce Bordella, una commedia che ha tra gli interpreti un giovanissimo Christian De Sica. Da ricordare anche la regia televisiva di uno speciale dedicato ai Pooh.Inizia poi a girare una serie... Approfondisci
  • Raoul Bova Cover

    Attore italiano. Fisico asciutto e modellato da ex atleta (da giovane è stato campione dei 100 metri dorso), diplomato alle scuole magistrali, deve la sua popolarità al serial televisivo La Piovra, che lo vede protagonista dei capitoli 7, 8 e 9 mandati in onda dalla Rai nel periodo compreso fra il 1995 e il 1998. Il suo fascino ombroso e virile gli apre le porte del cinema. Recita, tra l’altro, in Ninfa plebea (1996) di Lina Wertmüller, La lupa (1996) di G. Lavia e in due film di C. Fracasso, Palermo-Milano solo andata (1995) e Coppia omicida (1998). Nel 1998-99 è tuttavia ancora la televisione a rafforzare e rilanciare la sua popolarità con Ultimo e Ultimo 2, fiction nelle quali interpreta il ruolo del capitano dei Ros che arrestò Totò Riina. Al cinema – dopo I cavalieri che fecero l’impresa... Approfondisci