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Traduttore: G. Testa
Editore: BEAT
Collana: BEAT
Anno edizione: 2011
Formato: Tascabile
Pagine: 255 p., Brossura
  • EAN: 9788865590010
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Recensioni dei clienti

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    Carol

    21/02/2017 20.08.41

    Una piece teatrale che si svolge tutta attorno ad un tavolo di un ristorante e che fa affiorare segreti, meschinità, rancori e soprattutto i lati oscuri dei protagonisti di fronte ad un fatto sconvolgente che li riguarda in prima persona, che però non sembra poi sconvolgere più di tanto (o almeno non nel modo in cui ci si aspetterebbe) né gli autori del fatto né chi ne è suo malgrado coinvolto. Dal libro è stato tratto un bel film italiano, "I nostri ragazzi", la cui trasposizione a mio avviso è molto più incisiva e anche più sorprendente nel finale, e in cui la descrizione dei personaggi, con tutte le loro contraddizioni, è perfino meglio riuscita che nel libro.

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    TDN

    28/08/2015 16.11.20

    Bello. Originale. Teso. Denso. La fine del racconto non ha nulla a che fare con quello che ti aspetti all'inizio. Per questo, e non solo per questo, merita il massimo dei voti. Un thriller strutturato in maniera diversa dal solito. Consigliato. Da leggere senza interruzione. Come se si trattasse di... una cena. Appunto!

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    Annalisa

    01/08/2015 17.11.13

    Molto originale. Ottima caratterizzazione dei personaggi. Sincero nella sua crudezza.Da leggere

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    Arianna

    19/06/2015 13.42.24

    Letto d'un fiato , mi è piaciuto come si rivelano le emozioni e le reazioni dei personaggi , la loro ipocrisia , la loro scorrettezza educata, i loro calcoli e le riflessioni che possono generare in modo sapientemente fastidioso nel lettore. Troppi salti narrativi e parentesi rallentano però il libro , quando vorresti invece ritornare a tavola dai personaggi; troppe allusioni ( che malattia ha quest'uomo?? Amniocentesi in pillole da uno psicologo della scuola?!! ) finale così così ma vorrei leggere un altro libro dell' autore

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    juri

    04/06/2015 22.14.11

    scritto bene (o tradotto bene, non so) e con maestria. si capisce che l'autore ha il dono di una buona penna e la capacità di cogliere le piccole cose. solo che anche la storia si risolve in una piccola cosa, in risoluzioni poco verosimili e poco credibili anche dando per buona l'amoralità dei tempi in cui viviamo. insomma, resta l'amaro in bocca non per il cinismo dei protagonisti, ma perché il cinismo è qualcosa di più articolato di quel che ci propone l'autore. l'impeccabilità dei primi tre quarti di storia meritava un finale più arioso e, se necessario, anche più irritante, ma attendibile.

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    Mirko

    20/04/2015 11.05.35

    Romanzo che si legge tutto di un fiato, ben scritto, con un ritmo serrato e coinvolgente. A suo modo l'ho trovato spiazzante, visto quello di cui è capace la coppia di protagonisti e il loro figlio, descritti come famiglia felice e più "vera" degli altri.

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    valentina

    27/02/2015 18.44.13

    questo romanzo l'ho trovato pesante e noioso.

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    Giuliana

    23/01/2015 13.00.45

    Ho letto questo libro due anni fa .Non conoscevo Herman koch e mi ha conquistata. La sua scrittura tagliente e diretta e' stata una vera sorpresa. Trovo il libro,l'argomento trattato,attualissimo . Ha espresso nell'arco di poche ore,appunto il tempo di una cena,tutto il disagio che si cela nelle famiglie,in tutte le famiglie di questo tempo. ci si puo' nascondere,ma non per molto.

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    Laura Z.

    21/10/2014 15.14.07

    Un bel libro, scritto bene, scorrevole, con qualche salto temporale utile a comprendere meglio il comportamento dei personaggi.

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    Paolo

    18/10/2014 13.46.48

    Be' insomma, mica male. Man mano che leggevo le prime pagine mi dicevo che le sei o sette ore che questo romanzo mi avrebbe sottratto non sarebbero state spese bene e mi preparavo a bocciarlo. Poi, come capita, il racconto ha preso quota, i personaggi hanno assunto un volto. È' vero che l'autore non maneggia le parole e la costruzione delle frasi con gran disinvoltura, la sua prosa è elementare in modo talvolta irritante (e comunque si tratta di un testo tradotto dall'olandese), ma è innegabile che il crescendo di violenza e di oppressione, che il disvelarsi del carattere dei personaggi, all'inizio così convenzionali, è a tratti magistrale.

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    Antonio

    07/09/2014 01.43.52

    Cosa non si farebbe per difendere i propri figli? Ma tutto ha un limite.. nella morale, nella coscienza, nel proprio credo, nella concezione del mondo e di qualcosa oltre questo mondo. Sfuggire alla giustizia degli uomini non significa sfuggire alla giustizia di Dio!

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    Pupottina

    08/08/2014 08.35.12

    È un interessantissimo romanzo che si legge tutto d'un fiato, dove nessuno è completamente innocente. Ma il lettore come si colloca nell'analisi del romanzo? Da che parte starà a lettura ultimata? È un thriller provocatorio, che con un crescendo di suspense, scandita da reazioni, spontanee e incontrollabili, e rivelazioni scioccanti da parte dei personaggi, racconta la vita della società contemporanea, partendo da uno dei suoi punti fondamentali: la famiglia.

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    Pupottina

    08/08/2014 08.34.10

    È un interessantissimo romanzo che si legge tutto d'un fiato, dove nessuno è completamente innocente. Ma il lettore come si colloca nell'analisi del romanzo? Da che parte starà a lettura ultimata? È un thriller provocatorio, che con un crescendo di suspense, scandita da reazioni, spontanee e incontrollabili, e rivelazioni scioccanti da parte dei personaggi, racconta la vita della società contemporanea, partendo da uno dei suoi punti fondamentali: la famiglia.

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    Cristiana

    29/06/2014 18.13.22

    Scritto bene e con introspezione. Un dramma psicologico, non un thriller; è inquietante come un horror però. Quello che a me è apparso un grave limite è la spiegazione genetica di una forma di egoismo patologico che non mi sembra così inverosimile immaginare neppure in una vita per altri versi "normale"(vedi la strage di Erba). E' "la banalità del male", e credo che guardarlo in faccia, almeno in un romanzo, e riconoscerne i germi nella società in cui viviamo possa forse servire da vaccino se non da antidoto.

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    Luca

    10/06/2014 08.56.20

    Come tanti, l'ho letto al seguito del tam tam e del passaparola. Bisogna riconoscere che scrive molto bene. Tuttavia la trama è abbastanza esile e la storia inconcludente. Troppi sospesi, troppi "non detto". Pensavo decisamente meglio

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    manuela

    07/04/2014 15.19.20

    Da leggere. Molto coinvolgente, di evidente attualità. Lascia degli interrogativi su cui riflettere;soprattutto a tutti quei genitori convinti che ,qualsiasi cosa succeda,la colpa ricada sempre sui figli degli altri, sulla scuola,sulla società..... !!!

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    bernie

    28/01/2014 10.39.49

    I recensori precedenti che hanno dato voti bassi hanno ragione a scrivere che la vicenda a tratti sembra inverosimile, che non esiste una malattia come quella descritta diagnosticabile con l'amniocentesi e, soprattutto, che questo non è un thriller. Tutto vero ma il voto massimo questo romanzo lo merita perché a mio avviso questi non sono difetti, sono solo modi che l'autore ha scelto per porci di fronte ad un interrogativo angosciante: cosa saremmo disposti a fare per proteggere noi e i nostri figli? I quattro protagonisti del romanzo sembrano persone comuni, come se ne incontrano tutti i giorni eppure...Il dramma che li coglie all'improvviso tira fuori il peggio di loro. Questo è un romanzo sull'intolleranza, come è stato detto, ma soprattutto sull'ipocrisia, il più strisciante dei mali, quello che non si rivela mai finché non capita qualcosa di estremo. Inverosimile? Forse, ma è sufficiente aprire un giornale per accorgersi che nella vita reale talvolta accade anche di peggio. Per concludere, questo è un dramma psicologico, non un thriller come qualcuno erroneamente ha pensato e come tale lo trovo perfetto: inquietante, scritto magnificamente ed eccellente nella caratterizzazione dei personaggi.

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    Leonardo Banfi

    20/05/2013 11.32.39

    Dalla quarta di copertina: un romanzo teso, doloroso, politicamente scorretto, molto contemporaneo... un thriller senza respiro..(N. Ammaniti). Quando si leggono queste parole e la trama ci si aspetta un libro mozzafiato... e invece... Un romanzetto che tratta si, un tema attuale, ma noioso fin dal principio per peggiorare verso la fine, una lettura lenta e a tratti insignificante. A dire il vero il thriller senza respiro no sono riuscito a trovarlo, e neppure ho trovato un romanzo teso. Veramente deludente. Solamente sconcertante il comportamento dei genitori e il finale del tutto prevedibile, fin dall'inizio. Una trama interessante ma pessimamente sviluppata.

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    Leonardo Banfi

    20/05/2013 11.29.36

    Dalla quarta di copertina: un romanzo teso, doloroso, politicamente scorretto, molto contemporaneo... (D. Bignardi)..un thriller senza respiro..(N. Ammaniti). Quando si leggono queste parole e la trama ci si aspetta un libro mozzafiato... e invece... Un romanzetto che tratta si, un tema attuale, ma noioso fin dal principio per peggiorare verso la fine, una lettura lenta e a tratti insignificante. A dire il vero il thriller senza respiro non sono riuscito a trovarlo, e neppure ho trovato un romanzo teso. Veramente deludente. Solamente sconcertante il comportamento dei genitori. Il finale del tutto prevedibile, fin dall'inizio. Una trama interessante ma pessimamente sviluppata.

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    silvia

    05/03/2013 22.51.31

    "La cena" fa riflettere sulle radici dell'intolleranza, non l'intolleranza che fa rima con ignoranza, ma quella più sottile e saccente, che nasce dalla presunzione di possedere l'unica chiave valida di interpretazione della realtà. L'intolleranza che si alimenta della consapevolezza di poter dare una spiegazione logica ai gesti che si compiono, che si arroga il diritto di giudicare e condannare. L'autore passa in rassegna vari gradi di intransigenza, competitività, rivalsa, risentimento e, sembra chiederci: voi ne siete esenti? L'atmosfera inquinata dal malessere serpeggiante sotto la superficie, ricorda quella del film "Carnage" di Roman Polansky.

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