Chiuso per lutto. Un caso di Petri e Miceli

Gianni Simoni

Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2016
Formato: Tascabile
In commercio dal: 15 settembre 2016
Pagine: 260 p., Brossura
  • EAN: 9788850244232
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Recensioni dei clienti

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    betty

    27/03/2015 15:34:48

    Un libro molto banale, lento e scontato... per fortuna che non è lungo e si finisce presto. E' il terzo libro che leggo dell'autore e mi sembra che stia andando sempre peggio...per me un thriller deve essere avvincente e lasciarti col fiato sospeso, questo invece manca di ritmo e il finale delude!

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    spaggio

    24/11/2014 12:13:27

    Deludente, senza appello. E senza una storia robusta. Racconto incentrato sulla figura dell'ex giudice Petri e sulle sue "paturnie" sessual-politico-geriatriche. La scrittura, abbastanza scorrevole, permette di completare la lettura. Però, non prendiamoci in giro con due grossi nei sulla stessa natica di due donne diverse (uniche sospettate!)per concludere un'indagine goffa e scontata: si potrebbe dire...la ciliegina sulla chiappa (ohibò!).

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    siro

    31/08/2014 11:16:45

    La lettura è sempre scorrevole e gradevole. Sono i contenuti che continuano a deludere. Anche qui non mancano continui riferimenti enologici che fanno ben pensare che sarebbe meglio per Simoni dedicarsi ad altro argomento a lui più congeniale. Ultimamente avevo deciso di non spendere più nulla su questo autore e di ricorrere solo al prestito bibliotecario. Ora sono andato oltre chiedendo alla bibliotecaria di non far più fronte ad eventuali mie future richieste in merito a questo autore.

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    alberto

    08/02/2014 12:33:54

    Siamo in netta fase calante. Leggermente migliore del bruttissimo Ferro da stiro. I desideri sessuali del pensionato hanno ormai il sopravvento sulla narrazione del mistero da risolvere. Miceli e' scomparso, la trama di noir e' scomparsa. I libri di Simoni sembrano diventati solo degli esercizi linguistici con inserti politici che francamente disturbano anche i facenti parte della stessa fazione.

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    tiberio principe

    02/02/2014 00:33:41

    L'autore si cimenta con la materia del poliziesco introspettivo, di analisi sociale e politicamente impegnato. Ma il risultato è deludente: il vissuto quotidiano dei protagonisti, peraltro incapace di creare spessore nella caratterizzazione degli stessi, appare ripetitivo e appesantito da banali cliché. La polemica politica, che potrebbe rendere una maggiore complessità e poliedricità dei personaggi, focalizzandone pulsioni e fragilità, qui risulta limitata alla mera invettiva moralistica e manichea che, lungi dall'aggiungere profondità ai protagonisti, li relega a rigide ed improbabili figurine a due dimensioni. Quanto ad una ordinaria manifestazione di opinione politica, potrà conseguire la captatio benevolentiae del lettore simpatizzante, difficilmente la natura di produzione letteraria.

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    pier

    23/11/2013 16:41:52

    Non c'è più la spontaneità dei primi Petri-Miceli. Ora è Petri che sovrasta tutti con la Bruni che sta prendendo il posto di Miceli, che ormai è solo un numero. Il ricorso a donne-sesso, che nei primi romanzi era solo sfiorato ora è fortemente presente, sempre con Petri, che dovrebbe fare la parte di un settantenne, stavolta assediato da tre donne (moglie-bruni e un'indagata)forse è un po' troppo. Inoltre il buon Simoni non si smentisce e continua con la propaganda politica, questa volta spalleggiato da un personaggio del romanzo che guarda il caso la pensa come lui (politicamente) e legge (sempre per caso) anche lui repubblica. Mi spiace questo peggioramento, sotto tutti gli aspetti. Mentre per i precedenti romanzi ho sempre consigliato la lettura ora direi che avanzo molte riserve, con un voto dal 2 al 3, solo in funzione dei precedenti. Da parte mia inoltre ho forti dubbi se acquistare i prossimi.

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    andrea

    21/11/2013 12:34:36

    dopo il deludente "ferro da stiro" l'autore si riabilita con questo nuovo episodio del duo petri-miceli (ormai diventato trio con la avvenente bruni),sulla scia dei primi titoli per leggerezza e ingegnosità.Unico appunto secondo me è,anche questa volta,il non voler rinunciare al pistolotto di propaganda politica infilato a forza,il che può risultare alla lunga fastidioso per il lettore(esistono anche quelli che non la pensano come il Nostro) che acquista il libro per trascorrere qualche ora di piacevole lettura.Se proprio l'autore vuole esprimere le sue rispettabilissime opinioni politiche,si cimenti in un saggio o sui quotidiani,senza inquinare opere di fantasia.

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