Il cielo può attendere

Heaven Can Wait

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Titolo originale: Heaven Can Wait
Paese: Stati Uniti
Anno: 1943
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Per un anziano ed instancabile play boy arriva il momento della morte. Giunto davanti all'entrata dell'Inferno trova Lucifero che pretende di sapere la sua storia. L'uomo gliela racconta ed il diavolo decide di spedirlo in Paradiso, vicino alle sue numerose amanti.
  • Produzione: A & R Productions, 2016
  • Distribuzione: A & R Productions
  • Durata: 106 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 2.0 - mono);Inglese (Dolby Digital 2.0 - mono);Tedesco (Dolby Digital 2.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Inglese; Italiano
  • Formato Schermo: 1,33:1
  • Area2
  • Don Ameche Cover

    Nome d'arte di Dominic Felix Amici, attore statunitense. Formatosi come attore a teatro e in sceneggiati radiofonici, debutta al cinema nel 1933, ma ottiene il primo grande successo nel 1936 in Ramona di H. King. Aspetto simpatico, baffetti sottili da latin lover e ricco di comunicativa, nella Hollywood degli anni d'oro è elegante interprete di diversi film musicali, come La grande strada bianca (1938) di H. King, con motivi di I. Berlin, e di commedie sofisticate come La signora di mezzanotte (1939) di M. Leisen, con sceneggiatura di B. Wilder, Appuntamento a Miami (1941) di W. Lang, Quella che non devi amare (1945) di S. Wood e, soprattutto, del deliziosamente fantastico Il cielo può attendere (1943) di E. Lubitsch. Non disdegna però impegnativi ruoli in film di altri generi come l'avventuroso... Approfondisci
  • Gene Tierney Cover

    "Attrice statunitense. Bellezza corvina, sensuale e misteriosa, esordisce in forma smagliante nell'atipico western di F. Lang Il vendicatore di Jess il bandito (1940). Già protagonista luminosa (Inferno nel deserto, 1941, di H. Hathaway) brilla di sinistra perversione sulle corde del kitsch (I misteri di Shanghai, 1941 di J. Von Sternberg), e si muove con leggerezza e fascino tra la commedia «faustiana» (Il cielo può attendere, 1943, di E. Lubitsch), e quella fantastica (Il fantasma e la signora Muir, 1947, di J.L. Mankiewicz). Intanto la consacrazione dell'Oscar nel noir più torbido (Vertigine, 1944, di O. Preminger) e l'interpretazione «patologica» di Femmina folle (1945) di J.M. Stahl, trovano un seguito per mano dello stesso Preminger (Il segreto di una donna, 1949; Sui marciapiedi, 1950)." Approfondisci
  • Charles Coburn Cover

    Attore statunitense. Agli inizi del Novecento ottiene grande popolarità in teatro. Ritiratosi dalle scene nel 1937, dopo la morte della moglie, l'attrice I. Wills, approda al cinema soltanto in tarda età, diventando in breve un popolare attore di sfondo grazie a un'innata ironia accoppiata a una corporatura massiccia e a un'originale caratterizzazione fisica (monocolo e sigaro in bocca). Tra le sue interpretazioni, il ruolo dell'anziano inquilino in Molta brigata vita beata (1943) di G. Stevens, con cui vince l'Oscar come attore non protagonista, e il ricco Hugo van Cleve in Il cielo può attendere (1943) di E. Lubitsch. Approfondisci
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