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Jonathan Coe

Traduttore: D. Vezzoli
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2005
Pagine: 403 p., Brossura
  • EAN: 9788807016707
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Un romanzo della stanchezza, questo Circolo chiuso che fa da seguito, secondo quando dichiarato dallo stesso Coe in una nota d'apertura, al precedente La banda dei brocchi (Feltrinelli, 2002; cfr. "L'Indice", 2002, n. 4). Un meccanismo dichiarato di fidelizzazione del lettore, dunque, tant'è che alla fine del volume è inserito un riassunto della "puntata precedente", benché l'autore in un'intervista abbia dichiarato che non si tratta di un'operazione montata per sfruttare il successo dell'altro libro, bensì di aver avuto in mente sin dall'inizio un romanzo unico, poi diviso in due volumi perché non fosse eccessivamente pesante. Non c'è motivo di non credergli, ma questa seconda parte non è certo esente dalla pesantezza.
Pesantezza, stanchezza: in questa fotografia a distanza di vent'anni i personaggi hanno ovviamente perso la freschezza dell'adolescenza, perdita che si ripercuote sul ritmo narrativo prima ancora che sulle storie. Il tentativo di per sé interessante di allestire una sorta di saga dell'Inghilterra contemporanea si traduce in una trama decisamente macchinosa e gravida di colpi di scena, nonché di incastri improbabili con scomparse ricomparse e soluzioni di misteri, alla maniera di un feuilleton e poco in sintonia con il mélange di ironia e sofferenza esistenziale che l'autore dispensa pur con la consueta abilità.
L'aspetto politico del romanzo ruota intorno al personaggio di Paul Trotter, ritratto del laburista di destra per eccellenza, un clichè talmente esasperato che farebbe persino ridere se non si sapesse, anche per esperienza di casa nostra, quanto corrisponda al vero. Attraverso questo personaggio, Coe afferma l'impossibilità di distinguere tra la politica di destra e quella di sinistra, esprime la delusione nel constatare la continuità del New Labour di Tony Blair rispetto a Margaret Thatcher e ai conservatori degli anni novanta. Un'atmosfera di disillusione e impotenza che impregna tutto il romanzo, giocata sullo sfondo delle lotte contro la chiusura della Rover e i grandi eventi internazionali, l'11 settembre e soprattutto la decisione di allearsi agli Stati Uniti nella guerra in Iraq. Comunque, l'unica via d'uscita anche Paul Trotter la trova in un colpo di scena, una risoluzione sul piano "del personale", come si sarebbe detto negli anni settanta, compiendo una scelta d'amore abbastanza sconvolgente e, dati i precedenti del personaggio e altre implicazioni del plot, davvero inverosimile.
Per fare solo un esempio del concatenamento di surreale e realismo sociale: il fratello maggiore di Paul, Ben, scompare e poi riappare perché non riesce a finire un suo romanzo impossibile, anzi l'"opera mondo" in cui si cimenta vanamente da decenni, basata sulla ricerca di nuovi linguaggi intrecciati con la musica. Cattolico convinto, o apparentemente tale, giunge a desiderare di farsi frate per sfuggire alla frustrazione, poi perde la fede, lascia la moglie, e magicamente ritrova l'unico grande amore della sua vita, una donna ora malata cronica, che casualmente è anche la madre dell'amante del fratello (e lui il padre, ma senza mai averlo saputo: una spruzzatina d'incesto, quindi, e per di più prima del fratello se ne era innamorato anche lui...).
Un romanzo stanco.

Giuliana Olivero

Dopo gli anni Settanta e Ottanta, Jonathan Coe continua il suo grande affresco dell'Inghilterra degli ultimi trent'anni con questo nuovo libro, che, sebbene sia in sé una storia compiuta, può essere considerato parte di una trilogia insieme ai precedenti La banda dei brocchi (anni '70) e La famiglia Winshaw (anni '80). Il romanzo riprende infatti il racconto delle vicende dei protagonisti della Banda dei brocchi, che, non più ragazzi del liceo, devono affrontare le responsabilità e i problemi dell'età adulta. Attorno ai personaggi già noti, Benjamin, Doug, Philip, e ad altri nuovi arrivati, ruota una serie di avvenimenti privati che si fondono strettamente con quelli pubblici, dall'ascesa al governo di Tony Blair, al terrorismo islamico e alla guerra in Iraq.
Il romanzo è aperto dal ritorno in patria di Claire Newman, che dopo il fallimento del suo matrimonio aveva vissuto in Italia una tormentata storia d'amore. Giunta a Birmingham e decisa a scoprire tutta la verità sulla misteriosa scomparsa della sorella Miriam, avvenuta venti anni prima, Claire incontra gli amici del passato, tra cui Benjamin Trotter e suo fratello Paul. Quest'ultimo è diventato deputato laburista e deve fare i conti con le insidie e le ambiguità del mondo della politica; accade così che durante la crisi successiva all'11 settembre, voti a favore della guerra in Iraq, nonostante sia convinto che si tratti di un errore. Preda di forti incertezze morali, Paul, seppur sposato, è segretamente innamorato di Malvina, la sua giovane consulente per l'immagine. Non sarà facile per lui vivere serenamente questo sentimento perché anche il fratello Ben è interessato alla ragazza. Inoltre, il passato di Malvina cela un segreto di cui nemmeno lei è a conoscenza e che è destinato a travolgere la sua vita e quella dei fratelli Trotter.
Ancora una volta Jonathan Coe regala ai suoi lettori una storia di complicità, segreti e sentimenti imperituri, come l'amore e l'amicizia, in cui si rispecchia il ritratto di una generazione e di un'intera nazione. Ambientato nella Gran Bretagna di fine millennio, Circolo chiuso è un romanzo che racconta non solo i destini incrociati di un gruppo di amici di lunga data, ma anche l'Inghilterra di oggi, alle prese con i dubbi e le incertezze che condizionano la sua società e la sua politica interna e internazionale: la svolta del partito laburista, il dramma del lavoro sottoposto alla morsa e alle costrizioni della globalizzazione, la violenza del terrorismo e della guerra.

Recensioni dei clienti

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    Lupo '58

    24/11/2015 12.47.23

    Vent'anni dopo... Come Alexander Dumas con " I tre moschettieri", Coe ci fa incontrare ancora, dopo un ventennio, i tre ragazzi, Ben, Phil e Doug, protagonisti de "La banda dei Brocchi" insieme agli altri personaggi, quelli ancora in vita, di quello splendido romanzo. Con "Circolo chiuso" Coe riesce nella difficile impresa di proporci un libro ancora più bello e coinvolgente, in cui risaltano maggiormente, sia in positivo che in negativo, alcuni personaggi, quali Claire Newman e Paul Trotter, fratello di Ben, che nelle vicende degli Anni '70 erano rimasti un po' in secondo piano. Quelle che ritroviamo qui sono ora persone adulte, più o meno mature, tutte comunque appesantite dalle vicissitudini della vita, quali matrimoni falliti, nuove e problematiche relazioni sentimentali, sorelle scomparse nel nulla e difficili rapporti con i figli. Nuove ed interessanti figure, Malvina su tutte, fanno la loro comparsa, andando a nutrire ulteriormente la già ricca galleria che vede Benjamin Trotter mantenere sempre e comunque la parte di primo attore. Sullo sfondo, come nel primo libro, le vicende politiche, sociali e storiche del periodo: il Governo Blair e il suo neo-laburismo, la chiusura di grandi fabbriche e la disoccupazione crescente, l'avvento del nuovo millennio con il temutissimo Millennium Bug, il tragico 11 Settembre 2001 e le guerre in Afghanistan e Iraq. Bellissimo romanzo a cui, se fosse possibile, assegnerei un bel 5/5 e lode. TASSATIVAMENTE DA LEGGERE!

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    Lorso57

    08/11/2015 19.04.23

    Questo libro è il seguito de "La banda dei brocchi" e ci fa ritrovare tutti i protagonisti dopo circa un ventennio. Le illusioni della giovinezza, la goliardia contagiosa e la spensieratezza di quei tempi sono lontane. Inevitabilmente i nodi vengono al pettine: matrimoni falliti, crisi di identità, difficoltà a comprendere la società e la politica del tempo. Pur se eccessivamente "pilotato" lo svolgimento della trama coinvolge il lettore anche perchè la tipica ironia di Coe è comunque sempre presente. Un testo che si legge agevolmente nonostante tratti temi molto seri quali la vita del nostro gruppo di protagonisti. Non è difficile ritrovare qualcosa della nostra esperienza personale nella saga approntata dall'autore. Stimolante.

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    Clara

    24/11/2014 16.00.14

    Vorrei fare una premessa: è assolutamente ingannevole che nel retro della copertina, Circolo chiuso sia definito "un libro in sè compiuto" perché non è vero! Per comprenderlo e assaporarlo è imprescindibile la lettura de La banda dei brocchi. I due romanzi si completano a vicenda (dovrebbero essere venduti in un cofanetto!) e l'uno non può essere considerato compiuto senza l'altro. Detto ciò, entrambi sono bellissimi e ne consiglio la lettura!

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    rossano garibotti

    05/11/2014 23.17.35

    Ottimo seguito de 'La banda dei brocchi', di cui si riprendono le gesta degli stessi personaggi dopo vent'anni, dunque quarantenni, sullo sfondo dell'Inghilterra degli anni '90 di Tony Blair. Migliore del romanzo precedente; qui le vite dei protagonisti s'intrecciano e sviluppano in un crescendo d'interesse, spesso legato alle vicende sociali. Solo un eccessivo fatalismo - rispetto ai personaggi che ritornano - che ho trovato nella parte finale del libro m'impedisce di dargli il massimo dei voti. Un Coe in gran forma.

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    zia dahlia

    13/10/2013 16.54.04

    Forse ancor più interessante de La banda dei brocchi; sicuramente è molto coinvolgente conoscere come si siano evolute le vicende dei nostri eroi negli anni'90. Ancora una volta Coe non perde occasione di tratteggiare il ritratto storico di una generazione, questa volta molto vicina a noi per cronologia. Consiglio a tutti vivamente la lettura di questo romanzo.

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    Le Rouge

    25/10/2011 23.53.01

    A me personalmente è piaciuto molto!Ho letto entrambi i libri a distanza di una settimana l 'uno dall altro e forse grazie a questo,ho potuto apprezzare di più il susseguirsi degli eventi! L'ho trovato molto leggero e scorrevole a discapito di molti commenti che ho letto qui!Naturalmente il gusto è personale... Credo che acquisterò anche altri romanzi di Coe.

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    Jex

    14/03/2011 12.03.09

    Suscita curiosità nella lettura, in quanto seconda parte de "La banda dei Brocchi", per chi lo abbia letto e ne sia rimasto coinvolto; però devo dire che non ha fatto scattare quel qualcosa scaturito con la lettura del primo..la presenza di troppi personaggi manda in confusione e costringe il lettore a soffermarsi per pensare a chi ci si sta riferendo.

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    marco

    25/03/2009 12.46.38

    il seguito della banda dei brocchi,è superiore rispetto al precedente,ottimo libro anche se a mio avviso è eccessivo il numero dei personaggi,tanto che in certi punti si rischia di "perdersi"...

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    Philip

    26/11/2007 18.10.03

    Seconda parte del meraviglioso dittico iniziato con "La banda dei brocchi",ne è il giusto e degno complemento,pur non raggiungendo in toto la forza del precedente.Comunque massimo dei voti,perchè chiarisce alcuni punti oscuri del precedente.

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    Paola1977

    11/10/2007 00.44.33

    Prenderò spunto dalle 2 precedenti recensioni:Coe è uno dei migliori scrittori contemporanei....ma così come la "banda dei brocchi",neanche "circolo chiuso" mi ha entusiasmato:la lettura è stata accompagnata dalla curiosità di sapere come sarebbe andata a finire la vita dei vari personaggi (ai quali ci si affeziona),ma anche (ahimè!) dalla noia. La conclusione è molto carina,con l'immagine dei due giovani che camminano insieme in un ideale passaggio del testimone tra il prima ed il dopo. Malgrado non l'abbia apprezzato particolarmente,non posso che augurare lunga e prolifera vita letteraria a Jonathan Coe.

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    alex

    12/06/2007 16.03.45

    Ben, Paul, Malvina, Doug, Phil, Claire, Cicely... e vai con l'improbabile a tratti stucchevole saga. Difficile stare dietro a tutti e poi in fondo che noia, questa volta non si salva nemmeno la "colonna sonora". Peccato perchè in brevi periodi meritava, troppo brevi.

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    Roberto

    10/04/2007 17.38.21

    Dico solo questo: Jonathan Coe ed Irvine Welsh sono i migliori scrittori contemporanei che io conosca. Anzi se qualcuno può suggerirmi qualche altro autore dello stesso genere gliene sarei grato. Già perché questo genere di lettura ti avvolge con un calore ed un coinvolgimento che io non hai riscontrato in nessun altro autore, anche classico. Quando ho finito di leggere Circolo Chiuso ho "sentito" il bisogno di rileggere la Banda dei Brocchi, perché ho bisogno di essere accarezzato dalla trama, dai personaggi, dalle storie che in parte abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Che brividini! Quando esce il prossimo?

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    robyx

    20/01/2007 12.39.59

    appassionante, forse meno della banda dei brocchi, ma pieno di colpi di scena!!! questa malvina cmq nn me la raccontava giusta dall'inizio...perchè tutto questo interesse su questa ragazza? e ben...povero mi ha sempre fatto tanta pena...mah, una conclusione migliore....se questo è quello che ha voluto fino all'inizio del libo allora direi che è più che accontentato!!! noi lettori ce ne dobbiamo fare una ragione! domanda: e emily con il nuovo nascituro?

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    Pascal

    21/12/2006 17.00.05

    Coe è uno dei migliori narratori contemporanei. La Storia e la Vita in lui si intrecciano con modalità inebrianti, lasciando in bocca il sapore triste e maliconico di chi percepisce la naturale debolezza umana. E ne fa una bandiera.

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    Emanuele

    09/11/2006 19.27.15

    Ideale seguito editoriale della Banda dei Brocchi, di cui costituisce unico corpo, anche di cifra stilistica, Circolo Chiuso non delude le aspettative degli aficionados di Coe. I personaggi appaiono nitidamente delineati, ed è facile riconoscersi in qualcuno di essi. Il vorticoso e spesso non indolore tentativo di passaggio all’età adulta è colto con fragrante ironia. Nessuno dei personaggi coinvolti nel racconto sembra capace di guadare il fatidico corso, tutti più o meno alle prese con il proprio passato, con il quale non avevano chiuso per bene i conti. Coe, come già avvenuto con la Famiglia Winshaw, preferisce seguire una linea narrativa non tradizionale. Nel romanzo prima citato fa un elegante uso dei flash back, in Circolo Chiuso, come suggerisce il titolo del romanzo stesso, alla fine si riparte dallo stesso punto da dove era iniziata la Banda dei Brocchi. E il racconto del racconto della giovane Sophie, la sapienza personificata nella giovane nipote di Ben, unico personaggio positivo e ideale del romanzo, nonché parziale io narrante. Una circolarità narrativa che invoca la impossibilità del divenire lineare degli eventi, disperso dai mille specchi dentro i quali ama riflettersi. Non c’è mai un punto arrivo, ma tante partenze, spesso false e falsi punti di arrivo. Condannati all’eterno errare della insoddisfazione contemporanea, i personaggi di Coe si fanno amari interpreti delle nostre deboli certezze. Il romanzo è costellato di numerosi Rendez-Vous, alcuni volutamente improbabili, attorno ai quali roteano impotenti i personaggi del romanzo, un vorticoso convergere verso punti di incontro, i falsi punti di arrivo o di partenza prima detti. Il ritrovarsi per poi riperdersi, in un vorticoso movimento che non spinge in avanti, ma fa indietreggiare con lo sguardo doloroso rivolto verso un improbabile futuro.

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    Eliana

    06/10/2006 11.56.50

    Vorrei ke i libri di Coe nn finissero mai... coinvolgente, appassionante, malinconico, degna conclusione de La Banda dei Brocchi...anche superiore nel suo livello di coinvolgimento...Concordo con chi sostiene ke Ben meritava sicuramente una fine migliore...ma credo proprio ke Coe sia ugualmente fenomenale...

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    Francesca

    28/06/2006 10.42.39

    Mentre Pennac costruisce una saga di 6 libri da leggere in ordine, ma che tutto sommato forse sono comunque indipendenti..Coe ti obbliga a leggere il primo libro altrimenti non ci si capisce niente..è una scelta che non condivido..forse sarebbe stato più giusto costruire un'opera unica! Circolo chiuso completa comunque alla grande la Banda dei Brocchi..rende il tutto estremamente organico; i colpi di scena non mancano e alla fine molte immagini di personaggi un po' "tristi" si rivalutano e acquistano spessore..come Ben..Paul..Claire! Coe si mostra oltre che un ottimo narratore anche un bravo scrittore che riesce a descrivere realtà culturali e sociali reali!

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    federico

    06/06/2006 18.23.47

    Ottimo, veramente un buon libro, degno proseguo de "la banda de brocchi". Coe riesce a descrivere personaggi ed ambientazioni in maniera veramente viva e reale con un linguaggio semplice, scorrevole e stilisticamente ottimo; leggendo il libro sembra di stare seduto al cinema. Lo consiglio vivamente, logicamente dopo aver letto "la banda dei brocchi".

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    ELEONORA

    09/01/2006 18.13.26

    SONO UN PO' DELUSA.FORSE COE RIESCE MEGLIO NEL DESCRIVERE IL PASSATO CHE IL PRESENTE.COMUNQUE DA LEGGERE.

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    Patroclo

    21/11/2005 09.14.48

    é un Coe godibile, ma non ai suoi massimi. il perché sta secondo me nel titolo del libro: "circolo chiuso", come un cerchio (quello che é iniziato con la banda dei brocchi) che si chiude sulla descrizione delle vita della manciata di personaggi di cui Coe ci descrive le esistenze, ma anche il nome della specie di sottocommissione messa in piedi dai personaggi piú trasformisti e politicamente negativi del libro. Ecco, la mia impressione é che Coe volesse scrivere un romanzo molto piú politico, che il tema del "circolo chiuso", ora appeso e molato lí a metá libro, dovesse essere quello centrale, e invece poi abbia ripiegato sul privato, a volte in maniera dickensianamente stucchevole e inverosimile, e si sia accontentato, sul versante politico e della realtá, di poche notazioni tra l´altro abbastanza banali, di qualche inserto sull´iraq e sull´11 settembre appicciato lí. insomma: artigianato di ottimo livello, ma sempre artigianato. Coe - come molti dei suoi personaggi - deve decidere cosa vuole fare da grande, se rimanere un ottimo mestierante baciato dal successo commerciale, o sviluppare qualcosa di piú, diventare uno di quei romanzieri in grado di farsi passare il testimone dai Barnes, dai Mc Ewan e (soprattutto, vista la tendenza comico-satirica di entrambi) da Amis. il libro comunque si legge tutto d´un fiato (come quasi tutti quelli di Coe) per cui il giudizio resta marginalmente positivo.

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