La città perfetta

Angelo Petrella

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 28 agosto 2008
Pagine: 507 p., Rilegato
  • EAN: 9788811686453
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Recensioni dei clienti

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    MARCO

    15/02/2011 14:58:35

    Grande romanzo l'ho letto tutto d'un fiato. Trama intrigante e molto intelligente. A fine lettura rimane un ottimo "retrogusto" che ci lascia una visione lucida e reale sulle trame che regolano il ns. quotidiano vivere. Complimenti!

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    JOE

    27/10/2009 17:26:09

    Ottimo libro, scritto bene con l'accavallarsi dell'io narrante sui vari personaggi, un bello spaccato di Napoli e dei suoi problemi. Da leggere.

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    Andrea

    24/08/2009 11:30:56

    Davvero un bel romanzo. Complimenti all'autore, bella storia raccontata attraverso diversi punti di vista con diversi modi di esprimersi, bello davvero, ha ragione il lettore che ha detto che sembra un "Romanzo criminale" alla napoletana. Da leggere.

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    sandro

    21/05/2009 17:34:56

    romanzo bellino, una lettura veloce e senza impegno, personaggi troppo tagliati con l'accetta e con grossi intoppi di sviluppo in certi punti. Sufficiente.

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    gm

    07/04/2009 15:36:03

    Isto è megghio du jemes ellllroi! Uno dei pochi romanzi italiani, oltre a Q, 54, Ishmael ( e ci metto anche "Il tempo Infranto") di spesore internazionale. Personaggi perfetti, mantenuti su un sottile filo che non riesca a a farli odiare sino in fondo ma neanche ad amarli senza riserve. Trama trhiller ma purtroppo realistica, anzi, reale. Non conoscevo l'autore, ma è finito subito in coda di lettura ...anzi..corro a vedere cosa altro a pubblicato!

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    essepiemme

    26/01/2009 17:38:29

    Un romanzo scritto su carta moschicida. Ti si incolla alle mani e agli occhi e non te ne stacchi fino alla fine. Bello lo stile, bella la colonna sonora, bella la trama. A livello come direbbe Sanguetta. A mostro come direbbe qualcun altro. Però! Però ci sono delle piccole sbavature che lasciano quel retrogusto amaro. A Napoli si dice "pe' 'nacin e sal se perd a menest!" ovvero per colpa di piccoli dettagli si rischia di rovinare l'insieme. Un esempio? A me è parso strano che un giovane che ha appena rubato una Vespa per andare a compiere un furto in una villa stia poi a preoccuparsi di comprare il biglietto per lo stadio (il San Paolo è un po' un monumento all'arte dello scavalcamento!) oppure il "mi accendo una Camel" seguito da "spego la Merit per terra". Impercettibili sfumature come canterebbero i 99posse.

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    Pietro

    17/01/2009 17:58:20

    Concordo con i giudizi espressi: è un romanzo epico in cui i vari personaggi si muovono tra bene e male in preda a passioni sentimenti, odi e vendette. Una parola particolare la merita il linguaggio: è così che si parla in mezzo alla strada, così (probabilmente) tutta una generazione di giovani si fa di droga, da qualunque parte stanno, legge o malavita. Complimenti enormi all'autore che a confronto di Saviano e mille chilometri più avanti sulla via della letteratura moderna

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    Eduardo

    07/01/2009 17:00:07

    “La città perfetta” è un'opera epocale sostenuta da un'accurata ricostruzione storica alla quale si aggiungono una scrittura secca ma molto evocativa ed una galleria di personaggi caratterizzati alla perfezione. Nel prossimo futuro gli autori italiani cosiddetti di genere dovranno confrontarsi inevitabilmente con il libro di Angelo Petrella. Ultima nota di merito: geniale l'idea dei credits conclusivi compresi di soundtrack.

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    FraMar

    26/11/2008 18:37:16

    niente da dire un bel libro che disegna crudamente la realtà napoletana da vari punti di vista.

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    Salvatore

    05/11/2008 23:45:16

    Un thriller di quelli veri, non come i noir italiani senza trama, costruiti male e dove alla fine tutti i personaggi sono buonisti pure quando sono cattivi (per esmpio Lucarelli, Camilleri, Dazieri, CArofiglio). Qui invece si respirano atmosfere tese e violente e dal ritmo fortissimo. Sembra un romanzo americano! Speriamo di leggere presto il sequel!

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    neveamare

    20/10/2008 17:08:52

    A Finale lo sapevo che Angelo avrebbe tirato fuori dalla fondina un libro massiccio. Massiccio in tutti i sensi, perché è un volumone di 500 pagine, la prima prova sulla lunga distanza dopo i sorprendenti antipasti. E’ un romanzo che viaggia a tempo d’Hip Hop, la scossa alla musica italiana che dai primi novanta ci ha consegnato i pochi storytellers contemporanei capaci di narrare quello che accade int’o rione. Tra i personaggi è impossibile distinguere ‘o bbuon da o malamente, chi è nato sbagliato da chi sbaglia per scelta o chi è un compagno che sbaglia. L’Americano è un cane rabbioso, un Digos col letame al posto del sangue. Sanguetta in mezzo al letame ci sguazza da quando è nato. Il Chimicone è rosso come il sangue. E’ di sangue ne scorre a fiumi tra le pagine così come tra i vicoli dei quartieri e nelle periferie. La cartina della città si tinge di rosso mano a mano che la lettura va avanti come una ferita d’arma da fuoco che inzuppa una bella camicia bianca appena stirata. E tutto sembra piovere su questa Napoli. Coca nelle tasche e nelle narici. L’immondizia con cui si devono fare i conti e nella quale si regolano i conti. Il ritmo e la tensione sono altissimi. Quando marca male per qualcuno senti davvero il puzzo del piscio che gli imbratta i pantaloni perché c’hanno il ferro puntato sul cervello. Petrella ci porta senza casco a bordo di una vespa rubata alla fine degli anni novanta. I manganelli dei celerini portano il tempo dei cori per Maradona al San Paolo e fanno ballare anche le teste degli studenti nell’anno della pantera. Si scende nelle fogne ed anche quando la storia ci porta sulle montagne abruzzesi si è comunque infognati. Dal caos emergono i boss, pedine impazzite di uno scacchiere gestito da OMISSIS. OMISSIS OMISSIS OMISSIS, la parola più frequente nella storia recente del nostro paese. Perché è di questo che stiamo parlando. Tutto è reale in questo contesto e tutti siamo nostro malgrado comparse di questo grande romanzo.

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    enrico testa

    11/10/2008 16:30:27

    Non ci sono parole per descrivere questo splendido libro che soltanto il miglior libraio d'Italia (Fabio Masi di Ventotene d'estate e a Genova di inverno) poteva consigliarmi. Davvero complimenti all'autore perché in questo romanzo tra il trhriller e il sociale c'è tutto e tutto è scritto alla grande. Perfetto per diventare un super-mega-iper film.

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    Chiara

    08/10/2008 12:36:13

    Hanno già detto tutto quelli che mi hanno preceduto: BELLISSIMO. Ho divorato tutte le 500 pagine in un solo giorno, non riuscivo a staccarmi.

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    Edith

    07/10/2008 11:14:53

    Un romanzo intenso, travolgente, sui "ruggenti" anni 90. Tre personaggi i cui destini si intrecciano più volte, fino ad esplodere in un finale epico e memorabile: Chimicone, Sanguetta e L'Americano. Ma il libro è costellato di una miriade di altri personaggi indimenticabili: una per tutti, Betta, la ragazza di Chimicone, la cui parabola si consumerà dalla lotta studentesca della Pantera fino ai rave illegali nelle periferie romane. Probabilmente il miglior noir italiano di sempre.

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    lalli

    06/10/2008 12:49:34

    UN BEL ROMANZO BEN SCRITTO CON QUALCOSA DI POCO CONVINCENTE NELLA DESCRIZIONE DI ALCUNI PERSONAGGI CHE RIMANGONO UN PO' TROPPO ABBOZZATI..UN ROMANZO CRIMINALE ALLA NAPOLETANA1

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    Nicola81

    04/10/2008 23:25:06

    “Napoli è rigida come un cadavere, ma nessuno si decide a seppellirla”. Penso che sia questa la frase che meglio di ogni altra caratterizza questo libro, una sorta di ROMANZO CRIMINALE in salsa partenopea, ma ancora più duro e pessimista. Con uno stile che mi ha ricordato quello di James Ellroy, Petrella ricompone l’affresco di una metropoli per la quale sembra non esserci più nessuna possibilità di redenzione, in cui parole come legge e giustizia sono state svuotate di ogni significato, e a farla da padroni sono i legami tra camorra e politica, le trame oscure dei servizi segreti e una schiera di poliziotti corrotti da far paura. Al punto che i colpi inferti alla criminalità dalle forze dell’ordine sono soltanto lo strumento per dipingere nuovi scenari e nuovi equilibri politici. E allora quasi ci si ritrova a tifare per quegli studenti che hanno scelto la lotta armata, gli unici che, pur in una visione distorta dal loro delirio rivoluzionario, si propongono di cambiare quello stato di cose. Naturalmente falliranno, perché anche loro non sono altro che pedine di un gioco molto più grande. LA CITTA’ PERFETTA è un romanzo senza mezze misure, che con un linguaggio improntato al più crudo realismo, un ritmo serratissimo e alcuni buoni colpi di scena, trascina il lettore in una realtà spietata, in cui nessuno è davvero innocente e il tradimento è ormai la regola. Sono molte le cose che sorprendono in questo libro: la raffigurazione dei tre protagonisti e della loro evoluzione, gli scontri al San Paolo e nelle manifestazioni di piazza, una Napoli finalmente descritta senza alcuna retorica… Mi fermo qui anche se ci sarebbe ancora molto da dire. L’unica cosa che mi sento di aggiungere è che si tratta di un romanzo da leggere assolutamente. Tenendo ben presente che è un autentico pugno allo stomaco.

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    Pedrociano

    04/10/2008 00:27:55

    Un vero e proprio capolavoro, originale la scelta linguistica, sono di Napoli ho molto apprezzato l'intercalare dei personaggi e la storia sempre originale, continuamente sconvolta, perfettamente fotografato. Un thriller negli anni che ricordo (sono nato nel 76) tra i tre più belli che io abbia mai letto. Un linguaggio concreto, diretto e chiarissimo. Eccellente lavoro, grandissima scoperta, da non perdere. Petrella ha un grandissimo talento, da napoletano sono orgoglioso di lui.

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    Akel

    09/09/2008 21:36:10

    Una rivelazione.Libro ad altissima gradazione chimica,questo romanzo di Petrella costituisce la vera prosecuzione del New Italian Epic,attraverso lo sviluppo strutturale di 54,passando per Ishmael e gli shock elettrici di Confine di Stato.La città perfetta è la dimostrazione piena di come si possa finalmente fare letteratura vera con il realismo odierno,lo sguardo crudo sulla realtà partenopea,specchio di un'Italia in caduta libera verso la cesura del'93 di Tangentopoli e del "Vada avanti!"di funariana memoria.Tremende le caratterizzazioni dei tre anta(prota)gonisti,a cominciare da Sanguetta e dalla sua formazione da scugnizzo di borgata a novello Tony Montana,per passare a Chimicone e alla sua dolorosa evoluzione di un impegno politico finito in tragedia in mezzo alle trame oscure dei servizi(con forti echi genniani),giungendo infine all'Americano,inquietante,ambiguo senza limiti,una parabola in discesa verso l'inferno fino a quel prefinale notturno di assoluta genialità espositiva.Commovente la descrizione dell'evoluzione di Betta,che mi manca tuttora.Ma è tutto l'intreccio,il gioco ad incastro tra gli io narranti,le intercettazioni telefoniche,i rapporti di polizia,a creare una tensione nel lettore che non è più capace di staccarsi dal volume.Da ventimigliese mi sono commosso pensando alla scena nello spiazzo dell'autostrada dopo il confine di stato:ho ripensato al prefinale di 54(la sparatoria di Sospel)e mi sono domandato se fosse casuale il riferimento;credo di no,perchè i luoghi di confine rappresentano il segno di svolta,il voltare pagina verso un'altra dimensione,un futuro migliore per Chimicone che mi immagino tuttora come titolare di un ristorante italiano di Nizza,che si sia rifatto una vita lontano da una terra natale amata/odiata,nella disperata ricerca di se stesso e delle radici che neppure suo padre,impegnato nel partito e nelle feste dell'unità,era riuscito amorevolmente ad infondergli.Il primo impatto di questo romanzo è stato per me durissimo.Ma ne valeva la pena.Capolavoro allo stato puro.

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    alfredo

    07/09/2008 18:36:58

    semplicemente avvincente e veritiero..faccio i miei complimenti all'autore..era dai tempi di la cruna dell'ago,che un libro non mi prendeva così.consiglio a tutti i napoletani e non di leggerlo-

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Solo inquadrature strette e primissimi piani in questo romanzo di Angelo Petrella, nessun distacco, nessun verbale della Polizia di Stato, ma i sentimenti, la rabbia e l'orgoglio di una metropoli in fermento. Frammenti di un'epoca trascritti nelle cronache degli anni che vanno dal 1988 al 1994. Gli scudetti del Napoli di Maradona, le occupazioni studentesche della Pantera, ma anche lo spaccio per i vicoli dei Quartieri Spagnoli e la guerra di Camorra. Anni di morti ammazzati, di navi che attraccano a notte fonda cariche di armi e di droga, operai in picchetto davanti all'Italsider, scontri di piazza e molotov. Una Napoli tragica, una città fatta di mille frammenti impazziti, come una bomba esplosa, in cui si scontrano giovani vite e vecchie ambizioni.
L'Americano, Sanguetta e il Chimico. Tre personaggi che parlano in prima persona e che rappresentano tre vertici del triangolo in cui si divide il popolo di Napoli. America è uno sbirro, anzi è un DIGOS, un tipo duro, uno che conosce i metodi per trattare con i camorristi e anche quelli per non trattare. Donne, cocaina e lealtà alle persone che stima: America non segue mai la gerarchia, per lui gli uomini degni possono stare indifferentemente da una parte o dall'altra della barricata. Per il Chimico, invece, il mondo si divide ancora in due: amici e nemici, compagni e fascisti. Suo padre è un cassaintegrato dell'Italsider, tesserato del Pds e amico del sindacato, uno di quelli che ha tradito i suoi ideali per compiacere il potere. Ma per il Chimico la lotta armata è ancora necessaria, alle soglie degli anni novanta, mentre la corruzione azzera i vertici del potere politico. è necessario difendersi quando la polizia irrompe nella scuola occupata, e attaccare quando la clandestinità gli consentirà di vivere nell'anonimato. Sanguetta è solo un ragazzino quando nel 1988 vede morire un uomo. Suo padre e sua madre piangono nei bassi dei Quartieri, perché il Barracuda rivuole indietro un sacco di soldi, perché Champagne, suo fratello, nonostante la galera è ancora un tossico e perché "levare" il fumo ai Quartieri non lo toglierà mai dalla strada.
Tre vite che tremano al sibilare dei proiettili, che si incontrano per caso in un garage, che si intrecciano nei faldoni giudiziari del Sisde. Un romanzo crudele come un colpo che si conficca da qualche parte lontano, ma che non riesci a ignorare, perché in fondo eri tu il bersaglio. Lontano da Napoli e dalle sue dinamiche, dalla pagina di cronaca nera del Mattino, ci siamo noi, che vediamo passare veloci i sottotitoli del telegiornale, le didascalie di un libro che non abbiamo il tempo di leggere. Ne La città perfetta invece ci sono gli altri, quelli di cui non sapremo mai niente, sprofondati nel lezzo delle proprie discariche. Un libro che porta con sé un odore acre, pungente, che non si può più ignorare, l'odore di chi abita i sotterranei dell'esistenza, sperando di riemergere un giorno, o almeno, di restare a galla.