Clandestina. Una giovane donna sopravvissuta a Berlino (1940-1945)

Marie Jalowicz Simon

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Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Compatibilità: Tutti i dispositivi (eccetto Kindle) Scopri di più
Dimensioni: 2,85 MB
Pagine della versione a stampa: 331 p.
  • EAN: 9788858417515
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Gaia la libraia

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Marie Jalowicz vive a Berlino, ha 19 anni, è ebrea e quando nel 1941 muore suo padre, resta completamente sola. Con la guerra, la vita degli ebrei in Germania è diventata ancora pili difficile. Marie però non è disposta ad accettare passivamente l'arrivo della Gestapo come, quasi fossero incantati, fanno molti membri di quella comunità ebraica da cui decide di prendere, almeno psicologicamente, le distanze. E si pone un obiettivo: sopravvivere. Perché tutti ormai sanno dove conducono quei treni, sanno che alla fine di quei viaggi c'è solo la morte. Si sottrae quindi al lavoro forzato presso la Siemens, si stacca la stella gialla e, il 22 giugno 1942, entra in clandestinità. Per sopravvivere ha però bisogno, oltre che di documenti falsi, di nascondigli sicuri e di una buona dose di sangue freddo, anche di persone disposte ad aiutarla. Alcune, anche nazisti incalliti, lo faranno perché non sanno che è ebrea ed è difficile dire di no a una ventenne, altri perché mossi da idealismo politico, altri ancora per semplice senso di solidarietà umana. Per raggiungere la Palestina cercherà di sposare un giovane bulgaro, per avere un passaporto cinese, un aitante cinese. Troverà rifugio nella comunità artistica della città, convivrà con un giovane operaio olandese in casa di un'anziana donna. E mentre, quasi senza cibo, cerca di salvare se stessa, vede Berlino crollare sotto i bombardamenti alleati e infine entrare in città i soldati dell'Armata Rossa.
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    Laura

    10/04/2018 09:37:33

    Marie, una ventina d’anni, alla morte del padre decide di entrare in clandestinità, e dopo moltissime peregrinazioni, e con parecchia fortuna, riesce a sopravvivere. Interessante testimonianza di un capitolo poco conosciuto delle vicende legate alla persecuzione ebraica nella seconda guerra mondiale: se la gran parte degli ebrei si consegnarono volontariamente nelle mani dei nazisti, convinti di essere condotti a campo di lavoro ad est, ci fu anche chi decise di darsi alla clandestinità, vivendo nascosto, cambiando frequentemente domicilio, contando sulla disponibilità e generosità di non ebrei, che, a rischio della propria vita, diede una chance di sopravvivenza a queste persone. Manca però, un po’ di pathos, l’autrice, probabilmente, sceglie di raccontare la sua storia, senza far trapelare le sue emozioni: una narrazione asciutta che trasmette poco.

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    Lory

    30/05/2015 20:52:33

    Ho letto libri che trattano questo argomento molto più coinvolgenti. Mi è sembrato un elenco di posti dove la povera protagonista ha soggiornato per sopravvivere alla tragedia che ha colpito il suo popolo e anche i tedeschi non allineati a Hitler, ma senza descrivere e trasmettere i sentimenti, le paure, le angosce, il ribrezzo provato.

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    claudio

    20/03/2015 07:50:55

    Eccezionale documento di una donna di Berlino, ebrea, figlia di una famiglia benestante, che nel 1940 a vent'anni resta da sola dopo la morte dei genitori e, in piena escalation nazista contro gli ebrei, decide di entrare in clandestinità. E, con molte difficoltà e qualche colpo di fortuna, riesce a vedere la fine della guerra e a riprendere a vivere. Solo poco prima di morire decide di raccontare al figlio quei cinque anni.

Note legali