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La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870
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La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870 - Carmine Pinto - copertina
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La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici e briganti 1860-1870

Descrizione


Il brigantaggio fu l'eroica resistenza meridionale al colonialismo sabaudo o la sfida allo Stato di bande criminali? La guerra per il Mezzogiorno concluse la crisi del Regno delle Due Sicilie, determinò il successo dell'unificazione italiana e marcò la complicata partecipazione del Mezzogiorno alla nazione risorgimentale. Iniziò nel settembre del 1860, dopo il successo della rivoluzione unitaria e garibaldina, e si protrasse per un decennio, mobilitando re e generali, politici e vescovi, soldati e briganti, intellettuali e artisti. Non fu uno scontro locale, perché coinvolse attori politici e militari di tutta la penisola e d'Europa, ma non fu neppure una guerra tradizionale: i briganti, le truppe regolari italiane, i volontari meridionali si sfidarono nelle valli e nelle montagne in una guerriglia sanguinosa, del tutto priva dei fasti risorgimentali. Si mescolarono la competizione politico-ideologica tra il movimento nazionale italiano e l'autonomismo borbonico; l'antico conflitto civile tra liberalismo costituzionale e assolutismo; la lotta intestina tra gruppi di potere, fazioni locali, interessi sociali che avevano frammentato le città e le campagne meridionali. Questo libro, per la novità di materiali e documenti usati e per la vastità delle ricerche compiute, offre una prospettiva sulla guerra di brigantaggio che innova interpretazioni fino a oggi date per acquisite.
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Dettagli

4
2019
2 maggio 2019
XIV-496 p., Rilegato
9788858135310

Valutazioni e recensioni

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Guerra per l'unificazione dell'Italia

L'unificazione della penisola italiana, sotto il profilo politico, era necessaria sia per il Mezzogiorno che per l'Italia intera. Il Regno meridionale da solo non poteva competere, sotto tutti gli aspetti, con gli Stati europei (Inghilterra, Francia e Spagna, il discorso non vale per la Germania) erano arrivati all'unificazione già dal Trecento con la formazione degli Stati nazionali. Il Borbone non capì questo e, a mio avviso, rimase schiavo della sua miopia politica, non ponendosi, come consigliava Carlo Poerio, P. S. Mancini, a porsi alla testa del moto unitario, visto che era lo Stato più grande della penisola. Si ebbe una guerra tra liberalismo e l'assolutismo borbonico. Questa è una delle sfide che il Regno d’Italia si impegna ad affrontare con la “guerra per il Mezzogiorno”: attraverso un massiccio dispiegamento di forze regolari e un’ampia mobilitazione di volontari meridionali lo Stato unitario punta ad affermare pienamente le sue prerogative sulle provincie del Sud, per garantire la sicurezza (e garantirsi quindi il consenso) dei loro cittadini e imporre il suo “monopolio della violenza legittima”. Ma l’iniziativa unitaria non si ferma al piano militare. Importanti sono i passaggi che Pinto dedica a due ulteriori momenti di mobilitazione: quella ideologica e quella assistenziale. Il conflitto nel Sud riprende e rielabora i temi del patriottismo risorgimentale, riverberando gli echi della rivoluzione del 1860, e impegnando in questo sforzo tutti i livelli istituzionali e politici. Particolarmente attivi sono i gruppi dirigenti delle aree direttamente colpite dal brigantaggio, che immaginano se stessi e i propri compaesani in prima linea nella difesa della loro nuova patria. Non meno importante come elemento di coesione del fronte unitario è la campagna per le vittime del brigantaggio, che costituisce forse la primissima operazione di assistenza sociale (ancorché basata sui principi volontaristici della carità pubblica) del nuovo Stato.

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Maurizio
Recensioni: 5/5
pietra miliare

Libro che chiarisce in modo documentato la fine del regno delle Due Sicilie, demolisce, senza per questo tornare alle ricostruzioni di comodo sull'unità d'Italia e alla loro retorica che per decenni ci siamo sorbite, un certo revisionismo neoborbonico altrettanto di comodo e retorico e colloca tutti i fenomeni nel loro giusto contesto storico..

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Claudio Rapetti
Recensioni: 5/5

Un libro veramente stupendo. Da leggere assolutamente

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