Collasso. Come le società scelgono di morire o vivere

Jared Diamond

Traduttore: F. Leardini
Curatore: L. Civalleri
Editore: Einaudi
Anno edizione: 2007
Pagine: X-566 p., Brossura
  • EAN: 9788806186425
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Recensioni dei clienti

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    oltreden

    19/08/2015 11:56:16

    Illegibile. L'autore, nonostante l'argomento interessante, i numerosi dati forniti e le idee proposte, argomenta in maniera noiosa e ripetitiva. Il risultato è un tomo di oltre 500 pagine dove in ogni capitolo si ripete numerose volte lo stesso concetto, stancando il lettore e rendendo illegibile il testo che, con un'opportuna sintesi, poteva essere ridotto a non più di 200 pagine.

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    Carlo M.

    30/06/2013 18:35:18

    Non condivido le critiche di alcuni lettori. E' un volume che richiede un certo impegno, ma è documentato e a tratti pìù appassionante di un giallo. Inoltre è pur sempre un libro di grande divulgazione SCIENTIFICA, non un romanzuccio per propiziarsi il sonno alla sera, prima di dormire!...

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    stefaniag

    07/01/2013 13:16:43

    Interessante, ma tutt'altra cosa rispetto ad armi acciaio e malattie.

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    Valentina

    29/04/2012 21:09:32

    In questo testo l'autore riprende la tesi contenuta in "Armi, acciaio e malattie", sviluppandola e corredandola di numerosi esempi che attraversano le zone più impensate del pianeta e della storia - dall'Isola di Pasqua all'Islanda. Una lettura in cui all'interesse consocitivo dell'evoluzione di alcune civiltà la presa di coscienza di quali sono i possibili esiti di comportamenti irresoponsabili da parte di una popolazione, o di interi stati. Diamond ha anche uno stile fluido che rende scorrevole la lettura.

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    AG

    27/09/2010 12:54:01

    Armi acciaio e malattie l'ho trovato ottimo storicamente, ma ovvio scientificamente. Collasso è di nuovo molto apprezzabile storicamente e molte riflessioni sono sicuramente importanti. E' un po' lungo, ma d'altra parte è un saggio, non un racconto. Il capitolo sul Montana è importantissimo, visto che sono indicati problemi fondamentali comuni a qualsiasi provincia del pianeta. Ho trovato estremamente pedante e lunga la parte sulla Groenlandia. Gli esempi di società sono ovviamente solo alcuni possibili (quelli che l'autore conosce direttamente). Ovviamente c'erano esempi probabilmente migliori (Roma, l'Egitto). I capitoli finali (dove l'autore tira le somme) sono invece molto discutibili, con molte riflessioni condivisibili, ma alcune anche assai dubbie, se non davvero ridicole. Per fortuna almeno non scivola su stupidate alla Rifkin. Inoltre viene incredibilmente citato una sola volta (negativamente!) l'unico vero lavoro scientifico ed esaustivo (il capolavoro "i limiti dello sviluppo"), che affronta la materia in modo molto più organico. Diamond analizza alcune cause, ma tralascia enormi argomenti come l'energia e le materie prime. Molto interessante nel complesso, ma non è certo una trattazione organica, definitiva, esaustiva.

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    Alberto

    21/01/2010 14:43:49

    "Armi, Acciaio e Malattie" è un ottimo libro, sebbene impegnativo. "Collasso" è sicuramente impegnativo (meno, però, dell'altro) ma non è un ottimo libro. Devo dire che l'ho letto con piacere, ciò nonostante mi è pesata la ripetitività di molti concetti ed ho trovato noiosi alcuni paragrafi. Un'altra cosa poi che non mi è chiara è il criterio con cui l'autore ha scelto di affrontare il collasso di alcune società tralasciandone altre altrettanto se non più importanti dal punto di vista storico (micenei, etruschi, egiziani, aborigeni, maori, aztechi, ecc.). Soprattutto, avendo inserito già un lungo capitolo sull'America del Nord (caso Montana) sarebbe stato più interessante probabilmente inserire un capitolo su una delle tante civiltà scomparse cui ho accennato prima al posto del capitolo sul popolo degli Anasazi americani.... Una cosa da apprezzare molto invece è la ricchissima bibliografia riportata e divisa per i vari argomenti. Per concludere, nonostante i dubbi di cui sopra è un libro che sicuramente consiglio di leggere!

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    Marco Baldoni

    12/09/2009 11:37:34

    Il libro mi è piaciuto ed il voto che gli ho riservato lo dimostra, è sicuramente un gradino di sotto di "Armi, acciaio e malattie". Vi sono due possibili chiavi di lettura alla ripetività di Jared: una prima è quella che porta ad una critica di pedanteria, la seconda invecie porta a "studiare" il libro anche senza rileggerlo. Alla fine avrete assorbito bene tutti i concetti senza bisogno di una rilettura. Gli esempi presi da Jared sono ottimi, anche il criticato primo capitolo sul Montana, non fa altro che corroborare le tesi del libro con un esempio recente, non banale e ben conosciuto dall'autore . Le critiche che gli posso muovere sono: la troppa centarlità dell'uomo ( le civiltà non sono valide solo se riescono a far vivere a lungo tanti uomini, ma se mantengono un equlibrio ottimale con tutto l'ambiente); il fatto di aver basato tutte le sue tesi dando enorme importanza a soli alcuni elementi come il disboscamento (sicuramente valido per l'isola di Pasqua, ma meno per economie più complesse e globalizzate). Le coclusioni rimangono comunque valide, anzi, il prendere esempi seplici fa spesso capire meglio realtà più complesse.

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    Diego

    02/06/2009 09:45:39

    Non lasciatevi bloccare dal primo capitolo, troppo lungo e riferito ad una zona degli USA troppo specifica per essere di interesse generale. Anche se a volte si dilunga troppo comunque, gli altri capitoli sono interessanti e vedono la storia da una prospettiva diversa

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    AndreaM

    27/02/2009 21:28:28

    A parte il primo capitolo, incongruo, lungo e noioso, il libro è eccellente nel descrivere nel dettaglio (forse troppo..) la storia di alcune civiltà scomparse. I capitoli sulla Groenlandia sono appassionanti e si leggono come un libro giallo. Anche in questo caso Diamond dimostra una straodinaria capacità nel proporre un approccio multidisciplinare (botanico, zoologico, archeologico, geologico, climatologico, sociologico, ...) alla storia dell'umanità che non si studia a scuola.

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    bekri

    02/12/2008 09:36:27

    Premetto di aver letto questo libro un paio di anni fa e quindi di non essere fresco di lettura. Comunque sebbene il libro sia abbastanza massiccio, ci sono molti capitoli interesanti.Quello che Diamond vuole analizzare non è più "Perchè l'occidente è arrivato prima nella corsa tecnologica e di sviluppo rispetto alle altri parti del mondo?", che lo portò a scrivere "Armi, Acciaio e malattie" ;piuttosto Diamond incentra questo libro non più sul passato, bensì sul futuro, chiedendosi : "A cosa porterà l'inquinamento persistente dei giorni nostri?" . In queto libro Diamond profetizza cosa potrà accadere se non verrà cambiato il trend , attraverso esempi e casi dei giorni d'oggi , presi come emblematici del futuro globale. Ho letto alcuni commenti precedenti e non concordo con la critica alla lunghezza del libro.Che poi venga trovino noioso o meno dipende dai gusti personali, non va però tolto il merito a Diamond di aver trattato un argomento di così rilevanza attuale con una trattazione articolata e composta.

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    Gianni F

    13/10/2008 12:29:57

    Premetto che non sono una persona poco avvezza alla lettura, anzi. Ad ogni modo, una delle poche volte nella mia vita, mi arrendo e abbandono la lettura di questo libro. Credetemi ci ho provato e riprovato ma niente. Il primo capitolo comincia parlando del Montana, e mi chiedo provocatoriamente cosa ce ne frega a noi lettori europei! Il provincialismo degli americani è ben documentato, però Diamond non mi sembra uno supido, poteva curare una edizione europea leggermente diversa senza molti sforzi. Gli altri capitoli, almeno fino a quando ho detto basta, sono lunghi e brutti e incredibilmente non si parla dell'Impero romano. Forse perché l'argomento è molto impegnativo? Visto come è scritto il libro, il Nostro ha fatto bene a non cimentarsene. Diamond a mio parere scrive male, senza alcun interesse e non ha il senso della misura. Ma soprattutto è di una noia mortale. Ho preso una cantonata, tenuto conto che tra le due centinaia di libri che ho letto finora, questo è stato uno dei 4-5 che ho lasciato. E questo la dice lunga!

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    Alessandro Maiucchi

    15/07/2008 09:59:16

    Diamond è un grande studioso, "Armi, acciaio e malattie" è un ottimo libro ma è breve... questo "Collasso" è lungo 500 pagine. Forse era impossibile renderlo in 200, ma è davvero duro da finire... interessantissimo ma altrettanto pesante.

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    Stenella

    08/06/2007 21:27:57

    08/06/2007 Ho trovato questo libro molto interessante, per il coraggio nello scrivere chiaramente di temi che andrebbero detti e ribattuti tutti i giorni, al contrario di quanto ci viene propinato al telegiornale... A cosa serve continuare a ripetere che il riscaldamento globale incombe, quando poi non si fa praticamente nulla di veramente concreto per rimediare... Illuminante, da leggere. Non vedo l'ora di procurarmi anche "Armi, acciaio, malattie".

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    alberto71

    19/02/2007 09:10:31

    concordo con Federico. Io ho "divorato" armi, acciaio e malattie" e ho ricavato da quel libro idee e nozioni che proprio non avevo. da "collasso" non saprei che trarre. ho trovato troppo lunga e noiosa la prima parte su chi non c'è piu'.....troppo veloce, senza idee o riflessioni degne di nota e non scontate la parte centrale su chi c'è ancora (si salva un po' la australia e un po la cina). L'ultima parte poi mi è sembrata un po' alla "vogliamoci bene, che ce la facciamo....forse". nelle ultime 100 pagine non ho trovato una sola idea notevole (...e pensare che il nostro Mario Capanna - quello di DP - non lo considerano....eppure leggete il suo ultimo libro...almeno li' c'è un entusiasmo notevole). 24 euro che si potrebbero spendere meglio. si riesce comunque a leggere, ma alla fine la domanda resta: "cui prodest?"

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    Alberto

    13/12/2006 12:43:17

    E' vero, non è bello e originale come Armi, acciaio e malattie, ma anche in Collapse Diamond conferma di sapere rendere una materia semisconosciuta al grande pubblico (eppure così importante) incredibilmente interessante e a tratti drammatica. In più, quello che adoro dei libri di Diamond è la loro informatività, il sapere portare il lettore attraverso luoghi, tempi e situazioni che lasciano traccia nella memoria. Anche divagare infondo è un'arte. Ovvio che anche l'importanza dell'argomento, il futuro dell'umanità, aiuta a rendere il libro appassionante. Una pecca: poco approfondito il tema del ruolo della politica e dei meccanismi democratici nella deriva dell'uomo verso l'esaurimento delle risorse.

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    Marilena

    21/11/2006 23:46:33

    Ho trovato questo molto interessante, ben scritto e didattico, affascinante e accattivante. Mi e' piaciuto e ho imparato molto. Lo consiglio vivamente.

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    zeb

    12/10/2006 17:50:07

    nulla a confronto di armi acciaio e malattie. Poteva ridurre le pagine di un bel 150/200 in meno. d'accordo con federico. Le sue tesi non sono nuove ed e' troppo lungo e ripetitivo. Leggeremo com'e' quello sul sesso.

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    Tommaso G.

    13/03/2006 20:20:49

    Libro bellissimo. Da consigliare. Da leggere. Cosa pensò l'uomo che tagliò l'ultimo albero dell'isola di Pasqua? Pensò che forse a breve avrebbero scoperto una nuovo foresta sull'isola? Che forse gli inventori avrebbero trovato un modo di fare a meno degli alberi? Cosa penserà l'uomo che userà l'ultimo litro di benzina? Le immagini vivide di avventimenti passati e recenti fanno vivere nella mente del lettore le storie di uomini e donne che furono loro malgrado attori di collassi di civiltà. E fanno capire che è un po' come guardarsi allo specchio. Due pregi: - la viva comprensione del concetto di sostenibilità ambientale, tramite appunto questo approccio storico, comparativo e orientato ai soggetti; - la forza della speranza nella razionalità umana, che però abbisogna di molto lavoro per realizzarsi compiutamente; e soprattutto di consapevolezza.

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    Gianni

    31/01/2006 16:48:35

    Libro bello e terribile. Peccato il prezzo alto, sarebbe da stamparlo in economicissimo e distribuirlo nelle scuole. Analisi di come attraverso un mix distruttivo l'uomo cerca l'autoannientamento.

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    Federico

    29/01/2006 16:08:13

    Ciò detto, devo dire che questo libro non mi è piaciuto molto: la prima parte è decisamente noiosa (a chi può importare di quello che accade in Montana?); la seconda può servire agli scettici che credono che si possa andare avanti a sfruttare il pianeta in questo modo, ma per chi è convinto del contrario risulta piuttosto tediosa; la terza è invece interessante perché spiega in modo convincente i problemi di quattro Paesi contemporanei; anche l'ultima può servire solo ai non ambientalisti e non offre alcuna visione particolarmente innovativa. Inoltre, l'intero libro avrebbe bisogno di un buon revisore: è molto ripetitivo sia all'interno dei capitoli che nel suo complesso, e molti aneddoti sono del tutto inutili; alcuni capoversi andrebbero del tutto eliminati, così come (forse) l'intero primo capitolo; nella seconda parte, a meno che si sia profondamente scettici sulle tesi dell'autore, di ciascun capitolo basta leggere il primo e l'ultimo capoverso, se non si è particolarmente interessati alle vicende dei popoli in questione. In definitiva, si tratta di un libro con poche tesi e nemmeno particolarmente innovative o illuminanti, anche se esposte in modo talmente stringente che nessuno dopo averlo letto potrà ignorare del tutto i problemi ecologici del nostro pianeta. Come se non bastasse, il formato del libro è piuttosto voluminoso, probabilmente solo per contenere le numerose foto centrali, del tutto inutili ai fini della comprensione del libro: il tutto solo per alzare il prezzo a 24€, tantissimo per un libro in brossura. Infine, la traduzione non è molto curata.

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