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Paolo Rumiz

Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Anno edizione: 2014
Pagine: 261 p. , ill. , Brossura
  • EAN: 9788807031045

Recensioni dei clienti

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    Paolo Cova

    29/09/2016 23.27.47

    Avevo grandi attese su questo libro, rimaste soddisfatte in parte. Originale e riparatore il pellegrinaggio (ma forse questo termine non piacerà all'autore) alla scoperta degli italiani caduti sotto la bandiera dell'Austria Ungheria. Giusta la definizione di Rumiz di un'Italia terra dell'amnesia, anche se talvolta i suoi giudizi nei confronti dell'Italia e dell'Europa mi sono sembrati ingenerosi e viceversa a volte troppo benevoli quelli nei confronti di Russia e Serbia. Ottima la parte sulla Galizia, un po' buttate là le parti su Ucraina e Serbia (forse "inquinate" dall'immanenza della cronaca della rivolta a Kiev e dell'alluvione in Serbia). A volte eccessivi i liricismi evocativi. Anche se non sempre mi trovo d'accordo con lui, trovo che comunque Rumiz offra angolazioni di veduta particolari sui temi, facendo riflettere. Ultima cosa: perché Alpini e Lager con la maiuscola mentre gulag, artiglieri e granatieri con la minuscola? Da leggere.

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    gabri73

    04/01/2016 20.21.40

    Concordo con la recensione del sig. Giacomo; il tema è bello ed interessante; è la storia degli italiani in divisa austriaca ed è stata volutamente dimenticata da tutti, sia da una parte che dall'altra. Per la maggior parte di noi è anche semisconosciuta (parlo da trentino, per cui ne ho avuto cognizione e ho risentito della retorica scolastica dei Fabio Filzi e dei Cesare Battisti). Ci sono poi alcune parti di un diario di un fante che sono bellissime, ma per l'appunto meriterebbero un'approfondimento sui temi trattati. Il libro infatti è il regno delle emozioni e delle evocazioni, apre una porta sconosciuta ma il tutto a mio avviso è incompleto, lascia il lettore a fantasticare di trincee e di fortezze austroungariche ma lascia anche tante domande senza risposte. Devo dire in ogni caso che il sig. Rumiz ha una bellissima cultura mitteleruopea che affascina per cui la lettura è sempre piacevole e fluida. Forse cercavo storie di guerra in Galizia e non le ho trovate.

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    gianni

    13/06/2015 16.41.17

    da leggere assolutamente, la storia raccontata senza la solita verità da regime.

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    alce67

    11/06/2015 10.40.40

    Il tema è interessante; ripercorrere le storie dei Giuliani e Trentini che hanno combatutto la prima guerra dall'altra parte, per l'impero Austro-ungarico. Vennero mandati in Galizia, diedere il loro contributo tra i sospetti dei loro commilitoni (sopratutto dopo l'entrata in guerra dell'Italia nel '15)e morirono, in molti, dimenticati. Stessa sorte per i Russi, morti per lo zar e presto dimenticati dalla retorica sovietica. Il racconto avviene tramite un diario di viaggio, a volte difficile da seguire a causa della mia poca dimestichezza con i luoghi. Provocazione sull'attuale situazione Ucraina, una miccia accesa in un'Europa che ne sottostima l'impatto, un pò come per le guerre balcaniche, un pò come per la prima guerra mondiale.

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    pippo

    09/03/2015 23.04.49

    Nonostante l'esasperata critica al "Regno d'Italia", scuote gli animi di chiunque abbia affrontato il tema della guerra. Meraviglioso.

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    siro

    03/03/2015 23.28.48

    Riemerge con costanza l'ipocrisia di una Italia che a voluto redimere chi proprio non voleva essere redento e che forse ancora oggi non gli interessa essere italiano. Anche se molto diverso da "I dimenticati della grande guerra" di Antonelli è purtroppo uno dei pochi scritti che ci fanno conoscere la sventura di una generazione che dopo tanti sacrifici si è trovata con una Patria "adottiva ?" ben diversa della Vaterland naturale e culturale. Voto 5/5 e se possibile con lode

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    giacomo

    02/02/2015 18.25.01

    Al solito i toni di scrittura sono sempre ossessivamente ed uniformemente alti; risultato: una texture stucchevolmente priva di contrasto. I supporti concreti alla narrazione sono veramente troppo pochi(probabilmente è difficile trovarne) e basare tutto sull'"evocativo" non lascia niente al lettore. Alla fine manca di sostanza il tentativo di volere dare risalto a una storia dimenticata.

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    anna lisa Veneziano

    01/02/2015 20.57.26

    Un libro interessante, originale, sorprendente.Alterna uno stile lirico ad uno stile sferzante che riporta con le parole di uno dei protagonisti,Mario Cermak,"alla meschinità dei tempi nuovi" E' un libro che commuove, che apre alla riflessione che fa venire voglia di partire per immergersi nella bellezza e nella sacralità dei luoghi descritti.Da leggere subito! Anna Lisa

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    claudio

    13/12/2014 21.51.45

    E' passato da qualche mese l'anniversario dell'inizio 100 anni fa della Grande Guerra che sconvolse il mondo. Rumiz, triestino, parte alla ricerca di quanti, triestini e trentini in particolare, combatterono tra le file austro-ungariche contro i russi. E il suo pellegrinaggio ci porta in terre dove non ci sono state solo le grandi battaglie di quegli anni, ma ancora sanguinosi periodi tra nazisti, sovietici, guerre civili. E' un resoconto appassionato quello di Rumiz, alla ricerca del tempo perduto, di cimiteri austro-ungarici in terre che in questi ultimi cent'anni sono passate di mano più volte.

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