Editore: Einaudi
Anno edizione: 2015
In commercio dal: 17 marzo 2015
Pagine: 547 p., Brossura
  • EAN: 9788806224639
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Descrizione
Rino e Cristiano Zena sono padre e figlio. Rino ha trentasei anni ma ne dimostra cinquanta, è ostinato, violento e xenofobo, ma adora suo figlio. Cristiano ha tredici anni, è timido, alto e sottile, e sa che quel padre ubriacone e "buono a nulla" è la sola persona su cui può contare. Vivono in una periferia del nord-est, tra desolazione e centri commerciali. Soli contro il mondo, hanno per amici due tipi strani, Quattro Formaggi e Danilo. È con questi che Rino organizza la rapina che dovrà riscattare le loro vite. La notte del colpo, però, si scatena un furioso temporale, e una ragazzina bionda apparsa dalle tenebre e dal fango fa deviare i destini di tutti.

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Recensioni dei clienti

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    Francesco

    30/11/2018 11:11:22

    Il libro di Ammaniti che preferisco e ritengo il suo capolavoro personale. Una storia fantastica e magnificamente raccontata che pone in primo piano dei personaggi emarginati: Rino, padre scapolo alcolizzato e neonazista, e Cristiano, il suo figlio quattordicenne. I due sono uniti da un legame d'affetto indissolubile, e sarà proprio questo legame che porterà Cristiano a dover agire per proteggere il padre ed evitare che i due possano venire divisi dai servizi sociali o, peggio ancora, dalla polizia, intenta ad indagare l'omicidio di una ragazzina

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    serafini lino pasqualino

    10/11/2018 09:09:33

    gran bel libro.personaggi grotteschi da cui si eleva la figura del più piccolo e edl più saggio,scrittura scorrevole come in tutti i libri di ammaniti

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    Faustina

    23/09/2018 15:39:16

    Una storia forte, dura, reale. Perfetta l'atmosfera dell'ambiente di provincia. Consigliato.

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    Marta

    21/09/2018 16:42:59

    Se amate come me Ammaniti non rimarrete delusi da questo romanzo. Finale shock come è solito, personaggi tormentati che intrecciano per caso le loro avventure e disavventure..uomini e ragazzi che non sono riusciti i vivere o sopravvivere..

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    Allegra

    25/08/2018 08:14:42

    anche questo libro di Ammaniti merita di essere letto è: coinvolgente, divertente e scorrevole! consiglio vivamente.

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    Vito

    06/02/2018 22:58:18

    Ammaniti non si smentisce nel suo modo di intrecciare personaggi con le proprie storie e punti di vista in una grande storia che fa da protagonista. Il finale l'avrei desiderato differente, ma va bene uguale. Gran bravo autore.

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    Ivano

    10/07/2017 16:12:59

    Forte, crudo, realistico e contemporaneamente grottesco ed esagerato. 500 e passa pagine che si fanno leggere una dopo l'altra, grazie ad un ritmo impareggiabile che soffre di rarissimi cali sporadicamente. Un Ammaniti splendido, paragonabile come livello alla raccolta di racconti Fango. Da leggere.

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    GIOVANNI

    06/05/2016 15:11:11

    Come sempre in Ammaniti non è tanto la trama a coinvolgere bensì i personaggi con le loro luci ma sopratutto con le loro ombre. Uomini e donne che hanno già perso da tempo e che vivono sprofondando in un abisso che non lascia redenzione e neanche l'onore delle armi, però in questo abisso senza fine ogni tanto appare una nota comica che ci fa sorridere e allora il grottesco prende il posto dell'abbruttimento e della desolazione. Questo è quello che mi piace di Ammaniti, le parolacce e la violenza anche gratuite vengono da sole. La letteratura dei grandi sentimenti e della buona coscienza vivono da altre parti, Ammaniti ci sbatte in faccia la cruda realtà di tanti nessuno che galleggiano e cercano con tutte le loro forze di vincere almeno una battaglia in una guerra già persa in partenza.

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    Roberta

    11/01/2016 14:02:47

    Il mio preferito in assoluto rimane TI PRENDO E TI PORTO VIA letto e riletto e riletto ancora, però COME DIO COMANDA è un altro bel capolavoro di Ammaniti insieme a IO NON HO PAURA. Consigliato!

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    EUGENIO

    04/08/2015 13:49:29

    Trama per nulla coinvolgente e scritto male. Un coacervo di gratuite volgarità.

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    Pierxx84

    07/01/2014 12:22:16

    un libro pieno di suspance che sa incollare il lettore pagina dopo pagina con un linguaccio crudo e davvero incisivo....peccato per il finale, lo avrei preferito "chiuso" e ben definito, ma nel complesso è assolutamente un libro da leggere!!!

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    Simphosium

    19/12/2013 15:42:50

    Penso che questo libro possa essere collocato sulla "corona" di Ammaniti, assieme a "ti prendo e ti porto via", "io non ho paura", "che la festa cominci" e "branchie". Spettacolare, è l'unico aggettivo che mi può venire in mente e, nonostante tutta la storia sia ambientata in non più di una manciata di giorni è talmente pieno di particolari e dettagli che hanno reso impossibile anche la trasposizuione cinematografica -un personaggio e una delle tante storie intrecciate sono stati tagliati, credo dall'autore stesso che ha aiutato con la sceneggiatura-. Non è mai noioso, non snerva con una descrizione troppo minuziosa per "allungare" la narrazione, come purtroppo avviene per libri ambientati in un brevissimo lasso di tempo. Credo di averlo regalato ad almeno una decina di persone, per condividere con loro la gioia, la paura e l'orrore provati nella lettura di questo libro fantastico.

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    Chiara

    03/12/2013 12:07:38

    Un romanzo semplicemente unico per la sapienza dell'autore che, ormai padrone di sofisticate tecniche narrative, riesce ad incastrare perfettamente vicende differenti che si svolgono parallelamente, passando con estrema disinvoltura dal noir alla commedia. Al centro della vicenda c'è un rapporto simbiotico, a tratti quasi morboso, fra padre e figlio. Rino, abbandonato dalla moglie e rimasto solo con l'adolescente Cristiano, cerca di istillare in lui una mentalità orientata alla violenza ed alla prevaricazione. Ma il giovane riesce ad imitarlo solo in parte. Ci prova: vuole renderlo orgoglioso. Ma dentro di sé è profondamente fragile, sognatore, innamorato e timido. Si aggrappa al padre per "spirito di compensazione" perdendo il contatto con la parte più vera e più pura di un'anima costretta a crescere troppo in fretta, un'anima a tutti gli effetti sola. E anche Quattro Formaggi è solo. Lui, che cerca il rapporto con Dio ed attraverso di esso - vero o presunto che sia - dissimula la propria follia. Una mente ossessionata può commettere i danni più gravi. E, se all'interno di queste ossessioni, vengono trascinate persone innocenti, le vite di molte persone possono cambiare. Impossibile non commuoversi davanti all'immagine di un ragazzino che - convinto della responsabilità del padre in un omicidio - cerca di difenderlo con un'emozione che oscilla fra la tenacia e lo sconforto, braccato da un assistente sociale a sua volta troppo fragile, forse superficiale, per poter fornire un aiuto concreto. Attraverso questo trano ossimoro, il lettore cerca di barcamenarsi pervaso da un profondo senso di familiarità con un mondo troppo simile a quello in cui si trova a vivere, un mondo fatto di lande desolate, di strade periferiche, di luci artificiali, di centri commerciali, di motociclette e di temi sul nazismo. Un mondo buio, laddove i personaggi più duri ed emarginati cercano di ricomprare, per le proprie anime, una parvenza di purezza. E, soltanto a volte, ci riescono

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    Antonio

    08/09/2013 19:34:26

    Ammaniti scrive molto bene e riesce a mantenere una buona tensione per tutto il romanzo. I personaggi sono ben descritti (un tatuato filo-nazista come Rino lo conosco anch'io...) e anche l'ambiente in cui si muovono mi è familiare. Le storie dei vari protagonisti si intersecano e Ammaniti è bravo a variare continuamente la soggettiva del racconto, come se fosse un esperto regista. A proposito di regia, il film non è sicuramente all'altezza del romanzo.

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    Materlab

    29/08/2013 17:39:31

    Non ho mai avuto passione per Ammaniti, e questo romanzo l'ho letto in un momento di inattività in cui divoravo ogni cosa che mi capitasse a tiro. Diciamo che il pessimo film che ne hanno ricavato riabilita (ma solo un pò) il romanzo. Ammetto che i personaggi sono caratterizzati benino, e che i dialoghi sono serrati al punto giusto (si vede proprio che l'autore ha letto tanti americani contemporanei). Il ritmo non si discute, ma l'impressione è che la letteratura italiana non riesca mai a liberarsi da certi cliché che ormai hanno stufato. Trama tanto, troppo scontata.

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    lucia

    10/07/2013 11:27:57

    ho lasciato questo libro in libreria per tanti anni,perchè l'ho comprato ma non i ispirava. e poi ho finalmente deciso di leggerlo. non pensavo mi sarebbe piaciuto, è scritto invece molto bene, ti porta nella miseria di alcune vite umane, condotte ai margini di tutto, ti porta nella follia. forse l'epilogo non mi sembra in linea con il resto del romanzo. comunque, bello!

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    rougiu

    28/05/2013 15:57:47

    Finalmente un bel libro di un autore italiano! Personaggi perfetti, un modo di scrivere che assomiglia a quello del mio scrittore preferito: Irvine Welsh. Ho trovato questo libro in uno scafale "aggratis"... Come ha comandato Dio, grazie a Lui ho potuto leggerlo :)

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    Ramona

    10/04/2013 14:53:57

    puoi amarlo o odiarlo..ma non può lasciarti indifferente. DIO è il fulcro assurdo di un libro "senza peli sulla lingua", personaggi ben caratterizzati, paragrifi brevi che alternano le vicende e i punti di vista dei personaggi in un intreccio bizzarro della storia. Ammaniti sa in questo libro tenerli li..pagina dopo pagina fino al finale amaro. ma, d'altronde lo è tutta la storia. CONSIGLIATO.

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    Diana

    02/04/2013 15:00:55

    Libro che mi ha appassionato per il rapporto d'amore estremo tra padre e figlio. Davvero bello ed emozionante sopratutto per alcuni dialoghi tra i due. Non do 5 solo perchè in tutti i libri mi piace che il finale sia ben specificato...anche se a intuito lo si comprende. Consigliato per chi vuole qualcosa di forte e tenero insieme.

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    gianni

    20/03/2013 17:29:50

    Assolutamente improponibile per il premio "letterario" che invece gli è stato vergognosamente assegnato. Di fronte ad un libro triste come questo, volgare, scurrile,(non manca perfino la descrizione minuziosa di un evento diarroico!) si è portati a pensare male circa il livello delle giurie. Veramente bruttissimo

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