Traduttore: Y. Mélaouah
Editore: Feltrinelli
Edizione: 22
Anno edizione: 2013
Formato: Tascabile
Pagine: Brossura
  • EAN: 9788807883156

37° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Classici, poesia, teatro e critica - Saggistica - Saggi letterari

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Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare”… il verbo “sognare”…

Quanto incide la società di oggi sulla lettura, o meglio, sulla non lettura?

Quanto sono responsabili i videogiochi, la televisione, il computer dell’astensionismo ai libri da parte dei ragazzi?

I genitori non sembrano volersi arrendere. Del resto avere un figlio che legge Céline è pur sempre un bel vanto da esibire con gli amici a cena.

Così, perché lasciare che la lettura sia una passione coltivata liberamente dal ragazzo? Una sua dolce e impenetrabile evasione? No, molto meglio cercare di imporgli i cosiddetti “classici”, quelli con cui riempirsi la bocca durante una conversazione.

Un libro che non è né un saggio né un romanzo, ma una riflessione senza tempo.

Pennac in queste pagine tenta di spiegare il nostro disamoramento per la lettura e lo fa criticando con ferocia i genitori, ma soprattutto gli insegnanti.

Essendo anche lui, però, un membro della categoria, restringe il campo a quei docenti che sanno solo assegnare infinite schede di lettura da stilare.

Sono proprio quei “mattoni” da terminare in tempo utile e da memorizzare per saper rispondere a veri e propri quiz i principali responsabili del nostro allontanamento dal libro che quando eravamo piccoli, invece, costituiva un’esperienza quasi mistica in grado di farci sognare e tenerci indissolubilmente avvinti alle parole di mamma e papà, le voci narranti scelte.

Una riflessione profonda su come la lettura possa, ma non debba, essere un valore anche e soprattutto per il nostro tempo. Il tutto condito con lo stile vivace e ironico di Pennac che per primo ci concede il diritto di non terminare il libro: Il libro ci cade dalle mani? Lasciamo che cada.

Recensione di Anna Boscaini

Recensioni dei clienti

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    Teresa (Fall in books blog)

    25/09/2017 10:36:40

    Se dovessi scegliere una parola per descrivere questo libro sarebbe questa: illuminante. Si perché questo saggio è un elogio alla lettura ma è anche un modo per dire: io ti dico che la lettura è questo, io ti leggo direttamente l’opera per farti appassionare all’autore e al suo genere letterario, non ti faccio due palle così sulla sua vita e sul suo pensiero, non ti chiedo di fare l’analisi di quella poesia o di quel testo, semplicemente te lo leggo per il piacere di farlo; se ti colpirà e ti piacerà…beh tanto di guadagnato! Ed è più o meno quello che penso anch’io. L’amore per la lettura ti nasce dentro, c’è chi prova questo sentimento più forte rispetto agli altri, c’è chi proprio non riesce a stare lì fermo con il naso in un libro ma va bene, è un amore che non si può imporre, la lettura è un qualcosa di intimo e se non la amiamo non vuol dire che siamo persone poco profonde, poco intelligenti o poco serie.

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