I complessi di Dino Risi,Franco Rossi,Luigi Filippo D'Amico - DVD

I complessi

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Paese: Italia
Anno: 1965
Supporto: DVD
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Tre episodi sul tema dei complessi nell'Italia del Boom economico ed ipocrita degli anni Sessanta: il primo sull'eccessiva timidezza, il secondo sul pudore ed il terzo riguardo un difetto fisico.
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    fabrizio

    29/04/2019 10:08:22

    film ad episodi in cui a mio parere primeggiano in ordine MANFREDI, TOGNAZZI e SORDI che anche se viene messo in copertina non da lo spunto per appropriarsi della bellezza del film

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    Ugo

    13/11/2007 12:40:26

    Uno dei film che maggiormente apprezzo. Manfredi e Tognazzi sono superlativi, specialmente Tognazzi con quegli occhiali che gli fanno sembrare gli occhi come due fanali. Sordi mi appare più come una macchietta, anche se poi il film, come si può vedere anche dalla copertina del dvd, è ricordato più per l'episodio interpretato da Sordi che per quelli di Tognazzi e Manfredi. Mi ritrovo nell'impacciato Manfredi che, per eccesso di timidezza, anzi, forse, per paura di qualcosa di troppo bello per lui, l'amore della bellissima Gabriella, non si dichiara e finisce con una spaventosa racchia che vive con mammà. Sintomatica l'ultima battuta di Manfredi, quando si richiude dietro le sue spalle il portone d'ingresso del palazzo in cui vive la racchia: "e ora come faccio ad uscire di qua?". La paura dell'andare incontro alla felicità lo fa finire in una situazione a dir poco scomoda in cui sembra, addirittura, non esserci via d'uscita. Io credo che negli altri due episodi si tratti del peccato di superbia: Tognazzi, pensa di poter controllare tutto il mondo, ogni cosa, mentre Sordi è così cieco che non si rende conto delle sue zanne abnormi. Tognazzi è lo sconfitto, lui alla fine perde, mentre Sordi vince, anzi stravince perché va incontro alla vita senza freni inibitori. Un bellissimo film, lo consiglio a tutti coloro che ancora, per un qualsiasi motivo, non l'abbiano visto. Saluti.

  • Film in bianco e nero
  • Produzione: Medusa Home Entertainment, 2012
  • Distribuzione: Terminal Video
  • Durata: 101 min
  • Lingua audio: Italiano (Dolby Digital 5.1);Italiano (Dolby Digital 1.0 - mono)
  • Lingua sottotitoli: Italiano per non udenti
  • Formato Schermo: Widescreen
  • Area2
  • Contenuti: trailers
  • Nino Manfredi Cover

    "Propr. Saturnino M., attore e regista italiano. Dopo la laurea in giurisprudenza, frequenta l'Accademia di arte drammatica e esordisce già nel dopoguerra con un piccolissimo ruolo in Torna a Napoli (1949) di D. Gambino, trascinando poi per una decina d'anni e una ventina abbondante di pellicole una macchietta di popolano dalla buffa parlata romanesca che, se da un lato gli fa guadagnare le immediate simpatie del pubblico, dall'altro gli impedisce di mettere a frutto altre sue doti meno evidenti (per es. Guardia, ladro e cameriera, 1958, di Steno, e l'improbabile gondoliere veneziano in competizione amorosa con A. Sordi in Venezia, la luna e tu, 1958, di D. Risi). Col tempo, almeno a partire da L'impiegato (1959) di G. Puccini, gli riesce di arricchire di una vena di malinconica timidezza... Approfondisci
  • Alberto Sordi Cover

    "Attore e regista italiano. Comincia a recitare a metà degli anni ’30 dividendosi fra l’avanspettacolo, il teatro di rivista e piccole comparse al cinema (dà la voce a Ollio/O. Hardy). Il primo film da coprotagonista è I tre aquilotti (1942) di M. Mattòli, anche se negli anni ’40 i maggiori successi gli vengono dal teatro leggero e dalla radio, medium nel quale S. sperimenta e costruisce una galleria di personaggi che porterà infinite volte e con grande successo al cinema, ritraendo un uomo banalmente medio la cui apparente cattiveria nasconde una malcelata ingenuità, un cialtrone sostanzialmente vigliacco, uno sbruffone succube delle circostanze, un individuo in bilico fra la tragedia e la farsa. F. Fellini si accorge del suo immenso talento e lo chiama a interpretare il meschino divo dei... Approfondisci
  • Ugo Tognazzi Cover

    "Attore e regista italiano. Di umili origini, frequenta il teatro in maniera dilettantesca, prima di intraprendere una carriera di successo nella rivista, abilissimo nel cucirsi addosso i panni di macchiette occasionali e di caricature fulminanti. Il sodalizio con R. Vianello gli apre le porte della televisione di stato in Un, due, tre (1954-59), fortunato programma televisivo che raccoglie scenette e parodie incentrate esclusivamente sulla coppia di comici – perfetti nello scambio di battute e complementari nei tipi, azzimato e svagato Vianello, terrigno e fisico T. – destinato a una conclusione anticipata a causa dell'irriverenza di uno sketch sull'allora presidente della repubblica Gronchi. Chiusa all'improvviso l'esperienza televisiva, si può dedicare maggiormente al cinema, dove è attivo... Approfondisci
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