Con il Buddha di Alessandro Magno. Dall'ellenismo sull'Indo ai misteri del Tibet

Mario Biondi

Anno edizione: 2008
In commercio dal: 9 ottobre 2008
Pagine: 316 p., Brossura
  • EAN: 9788879289863
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    MD

    03/04/2017 07:31:51

    Ardire pensare un itinerario di viaggio—da Islamabad a Pechino, da Xining a Lhasa, ma non è tutto qui—così vasto, articolato e fisicamente impegnativo, avvicina Mario B. ai grandi scrittori di viaggio inglesi, e con essi lo mette in fruttuosa competizione. Ma a suo modo egli ne esce a testa alta, sicuramente alla pari con la grande prosa di viaggio otto-novecentesca inglese o francese. Una scrittura sobria—tocchi rapidi e leggeri—e incisiva, sintetica… dà al lettore la possibilità di seguire il percorso passo dopo passo, luogo dopo luogo, di monastero in monastero, di incontro in incontro. Lo stile attico di Lisia, semplice ed elegante, gli è connaturale; gli dà modo di rendere realisticamente le splendide verdi valli cinesi della Manciuria e i paesaggi rocciosi, d’alta quota del Tibet occidentale e orientale, stranamente popolati di alberi, che man mano invadono lo sguardo dello scrittore, fino alla salita solenne all’Everest e a quell’arcipelago di monasteri tibetani che bene o male hanno attraversato i disordini della dominazione cinese e della “rivoluzione culturale”. Lo stupore legato alla scoperta di questi luoghi naturali, d’arte e di fede, intreccia i piani espressivi con il modo di essere del viaggiatore che si lascia condurre dall’ignoto, e, fine amante della fotografia, conosce dal vivo pittura e scultura del Gandhāra, ripercorrendo le tracce della dominazione di Alessandro Magno, e poi le colorate tangka tibetane; e con l’animus di farsi estasiare dello scrittore interessato al retroterra buddhista (interesse che le note esplicative ben delineano, con molti riferimenti a orientalisti italiani come il grande Giuseppe Tucci o Luciano Petech). Un Leitmotiv sotteso di incertezze e che risuona per buona parte della seconda metà del libro, è poi la controversia sull’XI Panchen Lama: fra le tante immagini del Panchen Lama che B. vede in Tibet affiancate alla fotografia del Dalai Lama, quale sarà il vero Panchen Lama e quale quello imposto dalle autorità cinesi?

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    Arcadio

    12/07/2016 23:15:25

    Il libro contiene molte informazioni interessanti e i viaggi compiuti dall'autore sono senz'altro di quelli che suscitano meraviglia e curiosità per i luoghi descritti, soprattutto in merito alla ricerca sull'iconografia buddhista, fil rouge delle sue peregrinazioni. Ho trovato però noiosi (fastidiosi) i riferimenti personali: ai suoi stati d'animo, al suo abbigliamento, a tutte le persone che ha fotografato, alle circostanze in cui si è fatto fotografare etc. Tutte notazioni che i grandi viaggiatori britannici, tanto criticati dall'autore, non hanno mai sentito il bisogno di raccontare. Viaggiatori con una solida tradizione, appunto, e non turisti - per quanto ben informati.

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    Linetti

    28/05/2009 07:33:57

    Credevo di non avere mai sentito parlare della Valle dello Swat (Pakistan), finché in queste ultime settimane non ne ho viste piene le cronache di giornali e tv. Estremismo islamico, talebani, guerra, fughe disperate di popolazioni, morte, sangue eccetera. Finché mi è affiorato una sorta di vago ricordo nella mente e sono andato a pescare fuori dalla biblioteca questo libro comperato e letto qualche mese fa. Letto con grande piacere e interesse, devo dire, ma non essendo un viaggiatore a largo raggio non mi ero preoccupato di collocare nella sua giusta posizione geografica la Valle dello Swat. Perché eccola lì, subito in apertura del libro, la Valle dello Swat, raccontata con grande precisione geografica, storica e socio-politica, e vista in anticipo in tutti i suoi possibili e sgradevoli sviluppi futuri. E tra l'altro è praticamente lì che è avvenuto il fatale incontro ellenismo-Buddha. Ho riletto con vera passione queste prime 20-30 pagine, tenendo spalancata davanti una carta geografica, e le ho trovate ancora più belle e interessanti. Un gran bel libro, ce in questa luce appare quasi profetico, da leggere e meditare

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    Sergio

    07/01/2009 13:08:31

    Questo è il più bel libro di ricordi di viaggio che io abbia letto. Dal Pakistan al Tibet attraverso la Cina seguendo l’itinerario percorso dalla figura del Buddha dopo che la sua religione/cultura si era incontrata nel IV secolo avanti Cristo con quella ellenistica portata alle rive dell’Indo da Alessandro Magno e dalla sua corte. Fantastico. Uno scenario (anzi, un complesso di scenari) stupefacente per bellezza, varietà e anche difficoltà dei luoghi. Indo, Fiume Giallo, Brahmaputra, deserti, vette altissime, culminanti negli 8000 e passa dell’Everest ma con tanti altri 6/7/8000. Passi impervi, per andare dal Pakistan alla Cina e poi raggiungere il Tibet e percorrerlo. Templi, monasteri e luoghi di culto di cui non sospettavo nemmeno l’esistenza. Un vero e proprio polittico di storia, cultura, arte, vera e propria avventura. Nonostante l’argomento apparentemente complesso, io mi sono letteralmente appassionato e l’ho letto quasi d’un fiato. E che capacità di humour. E che qualità di scrittura. Un grazie di cuore all’autore. P.S E ha ragione lui: l'idea che soltanto gli inglesi sappiano scrivere di viaggio è puro e semplice provincialismo.

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    Paola Cipriani

    19/11/2008 16:33:45

    È il mio secondo “viaggio” con Mario Biondi e sicuramente non sarà l’ultimo. Non avendo la possibilità di effettuare viaggi in terre lontane, mi reco spesso in libreria a cercare resoconti di grandi esploratori, reporter e avventurieri. Sono attratta soprattutto da quei testi capaci di comunicare le stesse sensazioni sperimentate dai viaggiatori, soprattutto nei territori poco conosciuti a noi occidentali. Con i libri di Biondi la magia si rinnova ogni volta. Seduta sulla poltrona di casa, scorro le righe e vengo catapultata su strade dissestate, tra panorami di una bellezza impossibile e suoni del tutto estranei alla mia sensibilità linguistica: Karakoram, Kashgar, Tashilhunpo... vocaboli così musicali, evocativi, esotici, che sembrano appartenere a un altro universo. L’autore ci spiega però che non è affatto così, che i legami tra culture diverse sono strettissimi anche se difficili da cogliere a uno sguardo superficiale. Nell’incontro tra la cultura ellenistica e gli insegnamenti del Buddha si possono individuare i primi segnali di quello che oggi va di moda chiamare “multiculturalismo”. L’autore ci racconta la storia di una globalizzazione ante litteram, sviluppando svariati temi con competenza e senza saccenteria, rifuggendo dai pericoli del puro nozionismo. Un viaggio culturale piacevolissimo con una guida d’eccezione.

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    alfredo

    13/11/2008 10:22:31

    Sono stato attratto a questo libro dal magnifico Buddha in copertina, che avevo visto di persona a Luoyang durante uno dei miei molti viaggi di lavoro (design mobili) in Cina. Non avevo bisogno di scoprire Biondi come scrittore di romanzi e di libri di viaggio, ma questo bellissimo libro mi ha fatto scoprire una cosa che, nonostante le mie discrete nozioni di arte figurativa, ignoravo completamente: l'arte del Gandara, nata dal singolare connubio tra ellenismo e buddismo avvenuto nel 300 circa a. C. Non ne sapevo proprio niente e adesso invece, nel giro di pochi giorni, ho fatto in tempo a vedere una bella mostra di questa arte a Milano e soprattutto le bellissime cose gandariane che ci sono lì al Museo archeologico. Anche per questo ringrazio l'autore. Certi piccoli problemi mi impediscono ormai di fare viaggi lunghi (e soprattutto avventurosi come quelli raccontati nel libro), ma non importa: seguendo la smagliante scrittura e l'incantata capacità di vedere e raccontare di Biondi dal Pakistan nord-occidentale su per i monti Karakoram e poi attraverso il deserto Taklamakan e il Fiume giallo e tutta la Cina, fino a Pechino e Shanghai e poi al Tibet (in treno!) e all'Everest, ho viaggiato con lui. Diversi luoghi cinesi da lui raccontati li avevo visti di persona, e li ho rinfrescati nella memoria; tutti gli altri mi è sembrato di averli lì vivi davanti agli occhi. Una lettura davvero raccomandabile per chiunque ami non tanto viaggiare quanto conoscere il mondo in una maniera quanto più possibilmente obiettiva.

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