Con la morte nel cuore

Gianni Biondillo

Editore: TEA
Collana: TEA mistery
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
In commercio dal: 26 aprile 2018
Pagine: 443 p., Brossura
  • EAN: 9788850249602
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Recensioni dei clienti

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    archipic

    31/08/2016 12:52:18

    Più che discreto questo secondo episodio delle indagini di Ferraro. Soffre un po nella parte centrale per un brusco rilassamento del ritmo narrativo, ma per il resto rimane una piacevole lettura. Migliora la caratterizzazione del protagonista che fa presupporre un suo miglio sviluppo nei romanzi successivi.

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    Daniele B.

    17/05/2015 14:10:14

    Secondo estratto dalla serie del Commissario Ferraro che è a mio avviso tra i più belli della serie se non il più bello, non per niente risulta anche premiato anche con il Premio letterario Franco Fedeli e altri riconoscimenti.

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    Chiara

    03/12/2013 11:49:44

    L'ispettore Michele Ferraro sembra, a prima vista, un "medioman": un quarantenne divorziato costretto a far i conti con il frigo vuoto, con una laurea nel cassetto, con la solitudine non certo da numero primo, ma da persona fin troppo comune, a metà fra due universi spesso in conflitto. Cresciuto a Quarto Oggiaro, quartiere popolare alla periferia di Milano, fra contrabbandieri e svitati, si ritrova - per scelte d'emergenza - a dover spesso trasportare in caserma i suoi amici di infanzia. Lui, che si definisce inventore dell'happy hour per aver saccheggiato il buffet di uno dei locali del centro, è un poliziotto che si nutre di una propria, personalissima idea di giustizia e non si tira indietro quando si tratta di danneggiare irrimediabilmente la jeep di un figlio di papà responsabile di aver dato fuoco al giaciglio di un barbone. Nonostante una routine fatta di caffè alle macchinette con il collega Comaschi, di dentiere scippate e risse fra immigrati, si troverà ad indagare su una presunta faida di mafia destinata ad inaugurare una nuova stagione della malavita italiana. Grande attenzione all'ambiente, descritto in modo assolutamente realistico. Lo stereotipo universale si fonde con la particolarità dell'ambientazione. Biondillo è anche molto bravo a descrivere i sentimenti degli oggetti: si prova una sorta di empatia anche per la sveglia che decide di suicidarsi dopo anni e anni di scarpate sulla testa, e per la macchinetta del caffè che si impegna al massimo per elargire una buona bevanda al suo adorato ispettore Ferraro! Insomma: 500 pagine scorrono fra le dita senza nemmeno accorgersene, un romanzo che consiglio a tutti.

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    Emiliano

    02/11/2013 10:26:45

    Non entra in simbiosi con la propria città e con i personaggi di fatto non discostandosi dal genere 'poliziesco' e, dunque, senza avere la dignità di un noir. Vero che Milano non avrà mai il fascino di Marsiglia o di Genova (Izzo e Morchio lo testimoniano) e questo non lo aiuta,ma se penso a Scerbanenco e la 'sua' Milano si poteva certo fare di più. La trama non è avvincente e in alcuni passaggi molto forzata. Lo ritengo un romanzo da 2 stelle, aggiungo una stella perché è scritto veramente molto bene e questo lo rende quasi piacevole.

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    Lucia

    03/10/2013 09:11:18

    Non leggo molti autori italiani e devo dire che anche questo libro mi ha delusa davvero tanto. A cominciare dalla serie infinita di parolacce volgari e utili a cosa? Mah. La storia in sè potrebbe essere anche scorrevole, ma l'ho trovata grigia e con un finale stentato. Assolutante non consigliato

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    ROBIRO

    09/07/2012 14:17:05

    Romanzo leggero e di facile lettura in grado di suscitare una naturale simpatia verso il commissario Ferraro e la sua finta approsimazione nel fare le cose. Utile per rilassarsi!!!

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    andreab

    14/12/2009 10:06:48

    Nel genere "giallo all'italiana" che negli ultimi anni ha fatto conoscere molti nuovi autori, questo libro di Biondillo, secondo romanzo con protagonista il buon Ferraro (dopo il debutto ne "per cosa si uccide") raggiunge il vertice del gradimento. Rispetto al già interessante debutto, qui Biondillo si perfeziona e si migliora, regalando una storia coerente, piena e anche sufficientemente intrigante. Un libro difficile da mollare. Rispetto al debutto l'autore conferma la bravura nello sviluppare una scrittura ricca di verve e ironia ma mai banale, così come sempre riuscito è lo sguardo con cui abbraccia Milano e i suoi tic; non mancano, da bravo architetto, brevi cenni sulla storia di una città che cambia così in fretta da scordare il proprio passato. Si aggiunge però una capacità di approfondire la dimensione umana dei personaggi e soprattutto l'abilità nell'articolare una trama finalmente complessa, che vede nel finale incastrarsi tra loro tutti i pezzi sparsi nel corso del libro. Rimane un romanzo giallo all'italiana (ovverosia un libro in cui il valore è dato sia dall'intreccio narrativo che dai personaggi e dallo sfondo metropolitano), ma qui più che in altri autori anche la parte propriamente "gialla" soddisfa appieno.

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    lalli

    28/10/2008 08:43:02

    TROVO BIONDILLO UNO SCRITTORE MOLTO INTERESSANTE E (NONOSTANTE SIA UN ARCHITETTO COME ME) ANCHE SIMPATICO...MAGARI NON E' UN GIALLISTA DI PRIMORDINE MA IL SUO MODO DI DESCRIVERE LA CITTA CHE SCORRE DIETRO IL ROMANZO E' ESEMPLARE

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    erika

    25/11/2006 18:10:28

    è un libro molto piacevole...lo consiglio a tutti..

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    Cinzia

    19/10/2006 17:52:44

    ... in un periodo della mia vita personale che sto vivendo "con la morte nel cuore", la lettura di questo libro mi ha permesso di ri-sorridere... e di evadere per qualche ora dai miei pensieri tristi, tristi, tristi! Ho trovato il libro bello, avvincente e pieno di scorci di vita comune. La voglia di arrivare all'ultima pagina era tanta, e purtroppo oggi l'ultima pagina é arrivata.... e adesso? Sigh!... Corro a comprare gli altri libri di Gianni Biondillo! Un grazie sincero a Gianni perché il suo modo di scrivere e il suo romanzo mi hanno tenuto una grande compagnia in questo momento "particolare" della mia vita.

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    Francesca

    29/08/2006 11:46:10

    Un libro molto molto piacevole, la trama complicata da molti intrecci e personaggi sa sbrogliarsi arricchita anche dal grande senso dell'umorismo che caratterizza l'autore. Forse qualche pagina in meno avrebbe reso il tutto ancora più scorrevole. Consigliato a tutti gli amanti del giallo e del mistero.

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    Benedetta

    23/05/2006 18:20:04

    Biondillo ha stile: sa divertire, analizzare, convincere. E' un abilissimo macchiettista, dotato di non comune verve comica. Eppure, il libro non mi ha soddisfatto a pieno: troppe storie che si intersecano senza fondersi, troppa superficialità nell'affrontare questioni scottanti come la criminalità internazione. Cento pagine di meno, come diceva Marsala Florio, e il risultato sarebbe stato migliore. Per me, abruzzese, poi, il dialetto strettissimo di Baffo è incomprensibile.

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    Luca

    03/02/2006 20:15:13

    Libro davvero divertente,oltre ad essere un buon giallo.La forza del racconto peroò sta nei personaggi,in particolare nel protagonista, l'ispettore Ferraro.Esilaranti i dialogi tra Ferraro e Lanza o le battute di Comaschi

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    maurizio codogno

    02/02/2006 14:19:19

    Seconda opera di Gianni Biondillo, giallista che invece del Bronx preferisce parlare di Quarto Oggiaro e dell'ispettore di polizia Michele Ferraro. Probabilmente come giallo non vale molto, ma non essendo un genere che frequento non saprei cosa dire. Sicuramente le descrizioni della periferia di Milano sono molto belle, e la prosa di Biondillo è scorrevole e divertente, con una serie di battute fulminanti, il che lo rende di piacevole lettura per un lettore casuale come me. L'unico appunto che mi sento di fare è che a volte tende a volere giocare troppo agli esercizi di stile, inserendo capitoli che scimmiottano vari modi di scrittura; in questo modo però la storia viene brutalmente spezzata.

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    claudio

    01/02/2006 15:17:40

    Molto gradevole; situazioni normali diventano strane grazie alla precisa descrizione dei particolari fatta dall'autore. Anche la trama non delude. Ecco un libro carino da regalare.

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    Alessandra

    10/01/2006 16:44:51

    E' un libro che si legge proprio volentieri dalla prima all'ultima pagina: divertente, avvincente, simpatico... Biondillo ha creato un nuovo personaggio: i'ispettore Ferraro, molto ben definito e molto umano con tutti i suoi limiti e le sue debolezze ma anche molto generoso, che si fa voler bene fin da subito, e ti sembra di conoscerlo da anni, che sia un amico di vecchia data! Attendo la prossima avventura di Ferraro, nel frattempo mi vado a comprare il romanzo precedente.

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    rob

    09/01/2006 11:23:07

    Lo sto leggendo, fa venire voglia di scrivere. Il che per me significa voto ottimo, ottimo. Sa intrattenere benissimo ma con un quid che scava più giù. Sa dosare i personaggi, sa farli muovere e parlare, sa raccontare una faccia senza descriverla. Gliene importa il giusto delle trame, com'è giusto. È toccato troppo spesso dall'ambizione di straripare, di dire tutto il dicibile: forse mancanza di controllo, forse caratteristica e basta, del resto di marca non scadente, piuttosto F&L se non Gadda -che anche l'Ingegnere, quando dice di straripare, ti fa cascare le braccia. Sicché, in fin dei conti, roba veniale rispetto alla generosità prepotente (qualche volta potente) del resto. Anvedi sto Biondillo.

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    Paola

    06/01/2006 10:59:55

    Bello, bello, bello!!!! Una scoperta .. Avvincente, surreale, non scontato. Personaggi palpabili, soprattutto nei dialoghi che ho trovato fra i migliori che abbia mai letto! Non condivido proprio l'opinione dei detrattori, che sembrano voler cercare il classico pelo nell'uovo pur di avere qualcosa da ridire. Da semplice lettrice (e non da addetta ai lavori), posso dire che questo libro mi ha affascinato in tutti i suoi aspetti. Per cui, Gianni Biondillo, avanti tutta! Siamo in molti ad aspettare il prossimo libro.

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    Nicola

    19/12/2005 16:58:38

    Dopo aver letto su IBS ila mio commento a Per cosa si uccide(non negativo ma neppure prodigo di elogi)è stato proprio Biondillo a consigliarmi di leggere Con la morte nel cuore...un consiglio che ho fatto bene a seguire!Per prima cosa stavolta siamo di fronte a un romanzo poliziesco vero e proprio(anche abbastanza intricato e con tanto di colpo di scena finale)e in generale Biondillo mostra una maggior maturità e compattezza che emerge soprattutto nella caratterizzazione di Lanza e Comaschi,non più due semplici macchiette ma personaggi profondi e con un ruolo ben preciso.Apprezzabile,secondo me,anche il mancato ricorso all'espediente fin troppo sfruttato della storia d'amore tra il protagonista e la bonazza di turno(qui la collega Anna Fusco). La comicità poi(e questa è una conferma)raggiunge momenti sublimi:la conversazione tra Ferraro e il docente universitario e il collegamento TV sulla scena della strage valgono quasi da soli il prezzo del libro.Abbiamo un nuovo Faletti,allora? Direi piuttosto un nuovo Macchiavelli...A quando il prossimo libro?

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    marcello

    03/12/2005 18:46:17

    In un tipo di storia un pò abusata - il poliziotto sfigato ed ironico è un dejà vu assoluto- Biondillo si padroneggia nella narrazione con abilità e maestria. In questa opera seconda il risultato è migliore che nella prima prova e adesso aspetto il seguito con grande curiosità per decidere se può essere immesso nel ristretto novero dei giallisti d'autore (da Camilleri in giù).

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