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Luciano Trincia

Editore: Studium
Anno edizione: 2004
Pagine: 320 p.
  • EAN: 9788838239496

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    Gianpiero Goffi

    13/07/2004 22.43.46

    Che l'imperatore Francesco Giuseppe d'Austria avesse esercitato nel Conclave del 1903 il privilegio del veto, condizionando la libertà di elezione del successore di papa Leone XIII, era ampiamente noto. Lo studio di Luciano Trincia ha però il merito di gettare nuova luce sulle ragioni di quel veto contro il cardinale Rampolla, utilizzando un'eccezionale documentazione inedita tra cui il diario ufficiale del futuro cardinale Merry del Val, poi segretario di Stato di papa Pio X. L'iniziativa di Vienna appare così come la risultante di un lavorio diplomatico nel quale non furono secondari i timori dell'Italia post-risorgimentale e la mediazione della Germania protestante. In pratica, a non gradire l'avvento al pontificato del filo-francese Rampolla, erano, per varie ragioni, tutti e tre i Paesi della Triplice Alleanza. Ma soprattutto il Regno d'Italia era consapevole che con Rampolla papa avrebbe vinto l'intransigenza e si sarebbero allontanate le prospettive di conciliazione fra Chiesa e Stato dopo Porta Pia. Uno dei primi atti di Pio X, eletto da quel Conclave, sarà l'abolizione dell'antico diritto di veto riservato a quattro potenze europee (Austria, Francia, Spagna, Portogallo).

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