La condanna del sangue. La primavera del commissario Ricciardi

Maurizio De Giovanni

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Editore: Fandango Libri
Anno edizione: 2008
In commercio dal: 26 giugno 2008
Pagine: 374 p., Brossura
  • EAN: 9788860440532
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Maurizio De Giovanni

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Gaia la libraia

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La seconda avventura del commissario Ricciardi, l'uomo che possiede il dono (o la condanna) di sentire le ultime parole pronunciate da chi muore di morte violenta, quello che lui chiama "il Fatto". Napoli, aprile 1931. Il vento di primavera si annuncia nella notte di una giornata fredda e cupa e rimescola il sangue nelle vene di donne e uomini persi nei loro pensieri ma uniti dall'attesa del giorno che arriverà. Non è così per tutti: in un appartamento del popolare rione Sanità un'anziana donna, Carmela Calise, verrà trovata morta il giorno dopo, ridotta a un mucchio di ossa e sangue, barbaramente colpita a bastonate. Accorso sul luogo del delitto insieme al fedele brigadiere Maione, il commissario Ricciardi interroga la gente del palazzo e, nonostante il clima di omertà, scopre la doppia attività di Carmela, cartomante e usuraia. Al centro della vicenda è il decrepito appartamento dove la cartomante riceveva i suoi clienti, per predire in modo ingannevole il loro futuro o per garantirglielo, prestando denaro. Sono parecchi quelli che avrebbero avuto un motivo per ucciderla - strozzati dai debiti, succubi delle sue menzogne, delusi o disperati.
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    Lino

    05/10/2016 10:23:53

    "'O Padreterno non è mercante, ca pava 'o sabato": qualunque azione, buona o cattiva, è premiata o punita non a scadenza fissa, come i crediti o i debiti terreni, ma in base alla imperscrutabile volontà Divina. Un po' come la primavera che decide il momento di manifestarsi, con ritardo rispetto alla data fissata dall'uomo e che, quando arriva, volteggia sui tetti delle case di una Napoli in chiaroscuro. Si diletta a prendersi gioco di coloro che credono alle promesse, di cui lei dovrebbe essere foriera. Questo è il secondo capitolo delle "stagioni" del Commissario Ricciardi, il "bel tenebroso", marchiato a vita dalla maledizione del dolore altrui. Al di là della trama puramente noir, costituita da un solido intreccio, ciò che colpisce, ancora una volta, è la capacità dell'autore di scandagliare l'anima di ciascuno dei personaggi che popolano le pagine; di rimestare nel torbido di ogni coscienza e di mettere a nudo i sentimenti e le debolezze dell'essere umano. Incanta ed ammalia il fascino di una Napoli succube di un regime autoritario, che riduce in ginocchio anche i piani più alti della giustizia. Una Napoli che, nonostante una soffocante politica, mantiene la propria genuinità. Una Napoli in cui si scontrano diverse realtà, di cui la pluricitata Via Toledo costitusce il confine. Su questo palcoscenico si muovono i due attori principali, Ricciardi e Maione, chiamati a risolvere un altro caso di sangue, in cui, ancora una volta, la fame e l'amore la fanno da padrone, con tutti i sentimenti da esse scaturenti: rabbia, gelosia, follia, disperazione, ma anche tenerezza, pietà, compassione. E, alla fine, ci si ritrova a riflettere su come, nel sangue di ognuno, è scritta la propria storia, che, in certi casi, equivale ad una condanna.

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    rossano garibotti

    21/12/2014 10:19:12

    Dopo lo splendido 'il giorno dei morti - l'autunno del commissario Ricciardi' ho letto questo altro bel romanzo di De Giovanni, appena inferiore al primo per una leggera macchinosità all'atto della presentazione dei personaggi e un pathos intenso ma non intensissimo. Ma c'è tutto il resto: ambientazione, trama, sentimenti, e soprattutto l'indubbio talento di chi scrive, di certo uno dei migliori scrittori italiani.

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    archipic

    19/04/2014 10:20:20

    Seconda ottima uscita del Commissario Ricciardi; De Giovanni conferma tutto il buono fatto vedere, anzi leggere, nel primo caso. I personaggi iniziano a delinearsi meglio, così come le interrelazioni tra di loro. Sempre bellissima la Napoli sullo sfondo ma mai oppressiva ed oleografica.

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    PAOLO

    13/05/2013 08:38:01

    L'indagine procede con qualche rallentamento al suo epilogo sorprendente solo in parte perche' l'identita' del colpevole non e' difficile da scoprire x un lettore smaliziato di libri polizieschi.Stupiscono comunque i legami di parentela sottesi alla storia e la bellissima desscrizione degli stati d'animo dei vari protagonisti.

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    cesare

    07/05/2013 16:00:54

    il secondo romanzo di De Giovanni non delude. Il commissario Ricciardi ed il suo fedele brigadiere sono sempre pieni di sana umanità, instancabili lavoartori in mezzo ai burocrati del regime, pieni di boria e di pochezz mentale, i due fraterni poliziotti ognuno con il suo dramma personale continuano imperterriti per la loro strada di gente onesta e riservata per scoprire un delitto inestricabile tra molti personaggi pieni di segreti e di amori incoffessabili. Quello che si fa apprezzare idi questo scrittore è l' amara poesia della vita con le sue tragedie nascoste e la primavera improvvisa che dura un attimo.Un mito di Sisifo.

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    Massimo F.

    28/03/2013 08:36:42

    Non male questo "Vesuvio-thriller". Assimilabile alle storie del commissario Montalbano per la tipologia di indagine, di protagonisti (investigatori scapoli e solitari, assistenti scarpe grosse e cervello fino) e per la centralità dell'ambientazione (in questo caso Napoli e i suoi vicoli negli anni '30). Qualche tortuosità di troppo nello sviluppo della trama, ma nel complesso si legge bene: piacevole evasione.

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    Loredana

    17/02/2013 08:37:50

    Lo consiglio: la trama è scorrevole e intrigate, i protagonisti sono delineati con una sentimentale umanità, l'ambientazione è trattata con cura. Questo è il primo libro del commissario Ricciardi che leggo: non vedo l'ora di leggere il precedente ed i successivi!

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    Luciano Votta

    30/11/2012 16:25:16

    Ho apprezzato molto anche questo secondo libro di De Giovanni anche per la perfetta descrizione di Napoli anni '30. Sembra quasi che l'autore fosse vivente all'epoca. Anche l'intreccio è molto coinvolgente. Una sola incongruenza: Emma Serra, per riempire le sue giornate vuote, tra le altre occupazioni gioca a canasta. Il che è impossibile poichè questo gioco è originario del Sud America (canasta significa "cesto" in spagnolo) e si è diffuso in Occidente negli anni '40.

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    Adriana

    19/11/2012 10:51:31

    Rispetto a 'L'inverno(...)' è meno efficace per la frammentazione dei capitoli troppo brevi con troppi salti di personaggi e situazioni; rende la lettura poco fluida, a singhiozzo. Troppo calcata la mano sul 'Fatto' che, a parer mio, per mantenere il suo fascino, doveva restare appannaggio di Ricciardi. E ad Enrica, le vogliamo dare una smossa? A tirarla troppo per le lunghe rischia di diventare una macchietta. Qualcosa però mi continua a piacere quindi...Avanti!

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    Fabio De Rosa

    07/11/2012 14:53:03

    Non il miglior finale, per un libro altrimenti ottimo

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    Sydbar

    26/07/2012 06:15:53

    Una vera bomba di emozioni e sentimenti che si assorbono attraverso la lettura di questa seconda avventura del commissario Ricciardi e del suo fido collaboratore brigadiere Maione. Un'opera che seppur trattando un omicidio traculento impressiona più per la croce e delizia del protagonista Ricciardi, un uomo molto cupo ma dal cuore che pulsa di sentimenti, caratterizzato dal fatto di vedere i fantasmi dei morti che attraverso alcune indicazioni lo indirizzano, a volte non senza problemi, verso la strada da percorrere per le sue indagini. Il libro è ricchissimo di personaggi che vivono in una Napoli ai tempi del fascismo, fortemente permeata da una vitalità che ricomincia a pulsare grazie all'arrivo della primavera che riattiva il sangue ed il carattere dei partenopei. Un intrigo che si sviluppa dopo il ritrovamento di un'anziana cartomante che svolge anche un'attività parallela di strozzinaggio. I sospettati sono molti ed all'inizio Maione e Ricciardi brancolano nel buio. Le pagine sono anche tinteggiate dal colore rosa e rosso dell'amore e delle passioni che coinvolgono anche i due investigatori. L'opera si legge in breve tempo grazie ad uno stile caratterizzato da brevi capitoli che affascinano il lettore anche più restio all'approcciarsi al genere. L'autore sale di livello rispetto al precedente libro non tradendo le aspettative dei fans. La copertina è una vera opera d'arte, mi obbliga a porgere i compliemnti alla Fandango Libri che ha portato agli onori della cronaca Maurizio de Giovanni con i suoi protagonisti. Buona lettura a tutti. Syd

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    Francesca

    21/04/2012 23:03:52

    Secondo episodio delle indagini del Commissario Ricciardi, malinconico protagonista in una Napoli degli anni 30. Scritto in modo semplice, essenziale e scorrevole si legge d'un fiato. Davvero un bel libro.

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    Valerio

    26/01/2010 14:22:36

    si legge tutto in un fiato Fantastica la descrizione dei vicoli di Napoli

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    annalisa

    04/12/2009 18:34:16

    Ho letto tutti i suoi libri; questo è l'ultimo in ordine di tempo e, come gli altri, è stato "una magia".

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    Joe123

    14/06/2009 13:21:36

    Dilettantesco in maniera addirittura disarmante. La Fandango si è forse data alla vanity press?

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    vanessa

    07/02/2009 22:15:35

    Ottima la penna di De giovanni, autore ancora da me sconosciuto e rivelato con questa sua seconda fatica,(assolutamente curiosa di leggere anche il primo della saga di Ricciardi). La trama e' buona scorrevole e ben costruita ma quello che incanta ed emoziona e' la descrizione dei luoghi e dei personaggi. Sullo sfondo una Napoli anni 30 dolce e amara, sfaccettata e brillante come un diamante in superficie ma oscura e contorta nel profondo dei suoi vicoli. Così i suoi eclettici abitanti: grotteschi,tragici, ironici, onesti e ladri, ma soprattutto capaci di vivere e sopravvivere nonostante tutto.

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    Renzo Montagnoli

    29/08/2008 11:41:49

    Ancor più bello del primo! Dopo l’inverno del Senso del dolore arriva per il commissario Ricciardi la primavera de La condanna del sangue, una stagione di risvegli, di nuovi amori che sbocciano, ma anche di delitti, fra i quali quello, particolarmente efferato, che vede come vittima una cartomante e usuraia. Scritto in punta di piedi, con un lessico semplice, ma assai efficace, La condanna del sangue mi ha avvinto già dall’inizio e, quando alla fine Ricciardi scorge nuovamente attraverso i vetri della finestra la dirimpettaia che ricama pensando a lui, mi sono messo a piangere, perché quel ritrovato timido silenzioso amore è la conclusione logica di un romanzo stupendo, che è maturato dentro di me pagina dopo pagina, mettendo radici profonde. E poi mi vengono le lacrime solo quando arrivo all’ultima pagina di un capolavoro.

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    Paola

    27/07/2008 14:55:30

    Fantastico il primo e il secondo non si smentisce. Personaggio affascinante e dolente in un'Italia anni '30 così simile ad oggi. Un fiato dalla prima all'ultima pagina.

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    sergio

    15/07/2008 22:16:42

    Il secondo lavoro di De Giovanni, che vede come protagonista il commissario Ricciardi, vi appassionerà dalla prima all'ultima pagina.

Vedi tutte le 19 recensioni cliente
  • Maurizio De Giovanni Cover

    Nato nel 1958 a Napoli, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue (2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera (2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome (2016), Rondini d'inverno (2017) e Il purgatorio dell'angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle inagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni del commissario... Approfondisci
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