I conti con me stesso. I diari 1957-1978 - Indro Montanelli - copertina

I conti con me stesso. I diari 1957-1978

Indro Montanelli

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Curatore: Sergio Romano
Editore: Rizzoli
Collana: Saggi italiani
Anno edizione: 2009
Pagine: 284 p., Rilegato
  • EAN: 9788817028202
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I diari sono documenti segreti scritti per divenire pubblici. Nella maggior parte dei casi sono nelle intenzioni dell'autore la sua ultima opera, quella che gli permetterà di prendere ancora una volta la parola dopo la morte e di costringere gli altri ad ascoltare [...]. Credo che i diari di Montanelli non facciano eccezione alla regola e siano quindi, nelle intenzioni dell'autore, destinati alla pubblicazione. Per alcune ragioni. In primo luogo l'autore parla sempre e soprattutto di se stesso. Attenzione. Vi sono in queste pagine non meno di un centinaio di personaggi, da Leo Longanesi, a Giovanni Ansaldo, da Giuseppe Prezzolini a Eugenio Montale, da Ugo La Malfa a Leo Valiani, da Giovanni Agnelli a Bruno Visentini, da Mariano Rumor ad Amintore Fanfani, da Vittorio Cini a Guido Carli, da Wally Toscanini a Joséphine Baker, da Giovanni Spadolini a Silvio Berlusconi, da Henry Kissinger a Raymond Aron. Vi è la lunga galleria dei colleghi: Eugenio Scalfari, Piero Ottone, Giorgio Bocca, Gaetano Afeltra, Michele Mottola, Enzo Bet-tiza, Bino Buzzati, Alberto Ronchey, Giovanni Russo. Ma entrano in scena, dicono qualche parola, talvolta un breve monologo, e lasciano il palcoscenico. Sono caratteristi e comparse che ruotano intorno al sole del protagonista. Il loro scopo è quello di porgere la battuta a Montanelli o di sollecitare il suo talento di ritrattista. [...]. (Dalla prefazione di Sergio Romano)
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    Johnny

    29/05/2009 01:25:03

    In questi Diari, tenuti senza continuità, Montanelli si rivela. E ci disvela simpatie,antipatie,malinconie e il gusto infallibile che lo ha guidato nell'arco di una carriera grandiosa. Un individuo eterodosso, guidato, nel giudizio verso le persone e la vita, da quello che lo storico tedesco Joachim Fest ebbe modo di definire "acume senza illusioni" di Montanelli. Le sue note offrono spunti di riflessione sulla vita italiana di quegli anni(ma anche sui nostri). Ho scorto, poi, una grande somiglianza con i Diari di Longanesi(Parliamo dell'elefante). Lo stile è asciutto,disincantato e liscio come l'olio. Scritto,appunto, da un favoloso Maestro della lingua italiana.

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    F

    14/05/2009 11:07:40

    Mah. Premesso che ho letto molto di Montanelli (mio padre buonanima mi ha lasciato in eredita' l'opera omnia) anche se non tutto, e apprezzo sia lo stile tagliente eppure forbito ad un tempo, sia molte delle idee dell'uomo, questi diari mi lasciano combattuto tra emozioni diverse. Da un lato si apprezzano certe confessioni e opinioni senza peli sulla lingua, e certe intuizioni davvero fulminanti. D'altra parte pero' alcuni aspetti del carattere dell'autore (ad esempio il suo egocentrismo che sfora spesso in un narcisismo sfrenato) finiscono per dare fastidio. Inoltre, il punto debole di gran parte dei diari e' che la maggior parte dei fatti e delle persone citati sono irrimediabilmente datati, a tal punto che nemmeno le note spesso riescono a chiarire del tutto le cose, e in definitiva risultano spesso non molto interessanti fino a diventare a tratti noiosi (e si noti che, essendo nato negli anni 50, ho almeno una parziale conoscenza dei fatti descritti: per un giovane deve essere come parlare dell'antico Egitto).

  • Indro Montanelli Cover

    Indro Montanelli è stato il più grande giornalista italiano del Novecento: inviato speciale del «Corriere della Sera», fondatore del «Giornale nuovo» nel 1974 e della «Voce» nel 1994, è tornato nel 1995 al «Corriere» come editorialista. È stato anche saggista e commediografo. Ha scritto migliaia di articoli e una cinquantina di libri, tra cui numerosi libri di storia.Indro Montanelli nasce e vive i primi anni dell’infanzia a Fucecchio. Sue padre era professore di filosofia al liceo e la madre cattolica, apparteneva alla borghesia locale. Indro si diploma a Rieti al liceo classico e s’iscrive alla facoltà di giurisprudenza, a Firenze, dove aderisce al fascismo attraverso l’organizzazione... Approfondisci
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