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Bruno Morchio

Editore: Garzanti Libri
Anno edizione: 2014
Pagine: 216 p. , Rilegato
  • EAN: 9788811687856

Recensioni dei clienti

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    ANGELO MONACELLI

    03/12/2014 17.55.19

    Inferiore alle attese, di poco sopra la sufficienza, direi che si percepisce una crescente crisi di idee, scarso cuore e l'anima latita, speriamo nel prossimo.

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    Paolo Enrico COLOMBO

    02/12/2014 13.45.39

    Dopo aver letto tutti i libri di Morchio, questo era doveroso, poiché il penultimo finiva con uno sparo contro Bacci Pagano e non diceva "come va a finire". Ti prende, l'ho letto in un A/R in aereo, anche se non è di quelli scritti meglio. E ti lascia nuovamente in sospeso.

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    valeria

    07/11/2014 17.57.53

    "Un conto aperto con la morte": intenso, ricco, vivo e meravigliosamente spiazzante. Chapeau, maestro, come sempre e più di sempre.

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    ispettore72

    06/11/2014 12.05.51

    Avevo letto altri libri di Morchio, questo francamente mi ha deluso. Eccessivamente lento, scontato nell'essenzialità della trama e a mio avviso confuso nello sviluppo della stessa, quasi come se l'autore avesse dovuto allungare un pò il brodo per giungere ad una certa foliazione del libro. La descrizione di Genova è ancora una volta affascinante, per il resto sinceramente mi aspettavo di più.

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    Daria

    05/11/2014 13.11.16

    Io sono una super fan di Bacci e Morchio, tuttavia questo libro non mi ha convinto come gli altri... se devo essere sincera mi è sembrato come una ripetizione del penultimo. Come se l'autore non avesse più idee ma dovesse per forza far uscire un nuovo libro. Ahimè, mi sento in colpa perchè non mi è piaciuto tanto... :-(

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    silvia scagliotti

    26/10/2014 19.46.59

    5 stelline: *una perchè anche se arrabbiato con Bacci docMorchio ci ha concesso ancora una storia * un'altra per il doppio che fa per due (buon uso del personaggio Vasco, doppio di Morchio come scrittore di gialli e doppio di Bacci che addirittura fa interrogatori al posto suo - bellissimo lì!) ***e tre per l'introspezione: finivo ogni storia con un po' di amaro in bocca - come molti lettori prendo personalmente le caratteristiche del personaggio, e l'analfabeta emotivo è molto diffuso fra gli uomini, e sono pur sempre una donna e un po' lo pativo... E poi c'era molta azione, molto pensiero, sentimento da inondazione e perciò trattenutissimo, citazioni e rimandi in abbondanza, però...a me mancava che si fermasse un attimo... E' un sollievo che Bacci faccia i conti coi sentimenti, con la vita. *****Così mi sento di considerarla una storia a cinque stelle ;) Unico dubbio: ora che il simpatico (viene presentato come ruvido, però è evidente dal seguito acccanito che a noi lettori è simpatico) Bacci ha messo ordine nei suoi sentimenti e nelle sue indagini riuscirà il suo autore a resistere la cupio dissolvi del personaggio? AH, un'altra stellina: *i cieli di Genova e i vicoli... sono i luoghi a me cari, ci ho abitato, e ora dalla mia finestra il cielo lo vedo tutto, e lo ritrovo fra le pagine di Morchio, e mi fa bene al cuore

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    Elena

    23/10/2014 22.49.16

    ...all'inizio ti disorienta, ti sfugge il confine tra Bacci, Vasco e Bruno. Poi entri nella storia e quel confine non ti importa più: sono in tre ma sono uno, che si interroga. Di tutti i romanzi di Morchio Un conto aperto con la morte è il più intimo e, pur ripercorrendo le principali indagini precedenti, il meno ripetitivo, anche nel linguaggio. Questo Bacci sofferente entra in empatia con il lettore "tutto quello che possiamo fare è condividere il dolore degli altri finché sono vivi, e finché lo siamo noi": oltre l'indagine, veri protagonisti del romanzo sono i legami.

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    corinna

    23/10/2014 22.06.10

    Adoro questo autore e le sue meravigliose descrizioni di Genova.Bacci Pagano ormai e' come se fosse un caro amico di famiglia...Tuttavia, in questo romanzo, qualcosa non mi convince sino in fondo. Diciamo che, le due figure principali, Bacci e lo scrittore,perdono identità e sfumano una nell'altra creando un mix poco incisivo...ovviamente sono mie personalissime sensazioni... Corinna

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    Estella Galasso Calderara

    23/10/2014 19.50.31

    Un conto aperto con la morte è un libro bellissimo, con un Bacci Pagano crepuscolare che, a tratti, si riappropria della sua scorza sanguigna. L'azione si svolge in gran parte al chiuso toccando punte claustrofobiche, in cui tuttavia a tratti irrompe Genova con i suoi carrugi e gli squarci di una città che si dipana nei vicoli in geometrie di un'antica magia mai dispersa. E Bacci, rinchiuso in casa per quasi tutto lo svolgimento del romanzo, per una volta esce come il lupo dalla tana. Esce per "lavoro", ma non resiste al richiamo del mare e, con la morte che lo tallona, approda alla spiaggia a guardare e fiutare. Ho letto il libro appena uscito e quello che scrivo è il ricordo che ne ho. Bacci è in pericolo di vita: ci lascia alla soglia di un'operazione difficile che non ha molte probabilità di riuscita. E, ricordando Misery non deve morire di S.King, diciamo a Bruno Morchio: Bacci non deve morire. Noi lettori attendiamo il prossimo libro e contiamo che il detective più scomodo e intelligente, più amaro e libero d'Italia continui a condurci per mano nelle sue avventure che sono anche percorsi nel pensiero.

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    Roberto Scudeletti

    23/10/2014 11.42.05

    Dopo due forse tre capitoli "molli" e ridondanti, sulla falsariga del precedente, il romanzo decolla, seppure non per l'azione, ma per una profonda analisi psicologica che lo rende, al momento, un lungo momento di introspezione più che un giallo classico; ottimo il riferimento ai personaggi de I Fratelli Karamazov cuciti addosso ai protagonisti della vicenda attuale, intrigante la caratterizzazione dei personaggi, con un Bacci Pagano apparentemente dimesso e pessimista causa grave ferita e soprattutto sua figlia che, a piccoli passi, emerge nel romanzo sino ad esplodere come una eroina matura contrapposta ai cosiddetti bamboccioni: stupenda! Così è, se mi pare!

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    alfredo

    23/10/2014 09.31.57

    Che dire,mi toccherà stare con il fiato sospeso fino al prossimo libro....

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    stefano

    22/10/2014 16.39.33

    Posso solo dire che il percorso del nostro Bacci fortunatamente sta continuando(dopo i timori scaturiti nel precedente romanzo) e continua nella maniera migliore:Morchio riesce a donare sempre freschezza al personaggio e viene la voglia di leggere un (speriamo tra breve) seguito: consigliatissimo,essendo di Genova direi "tanta resa poca spesa".

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    maurizio

    22/10/2014 15.45.31

    E quando arrivi al capitolo di Lou e alla carezza che Vasco come ogni lettore vorrebbe farle capisci che anche stavolta Bruno Morchio ha scritto un grande libro. Se appare meno facile del solito l'approccio, l'espediente letterario dello scrittore "analista",consente al lettore di essere lì seduto davanti a Bacci per poterlo conoscere fino nel profondo dell'anima e amarlo ancora una volta. Grazie Bruno

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    lela casini

    22/10/2014 14.44.44

    un Bacci Pagano ferito ma non sconfitto, che anche chiuso in casa e ingabbiato non molla! Il tono è più sofferto e meditativo, Bacci si svela a noi e a chi è incaricato di scrivere la sua storia: un libro diverso dagli altri, bellissimo!

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    Maria Luigia Arecco

    22/10/2014 13.49.49

    Un po' triste ma bello. Man mano che lo leggi ti fa venire voglia di rileggere ancora gli altri.

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