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Questo libro compie sistematicamente cherry picking confrontando le teorie biologiche sulle differenze umane più antiche con le teorie sociologiche più recenti, facendo sempre "vincere" queste ultime. Nel capitolo sulla devianza come esempio di teoria biologica viene citato Lombroso e ignorato Caspi (2002) e tutto il filone delle teorie epigenetiche. Sulle differenze sessuali, invece, menziona teorie superate solo per far apparire quelle sociologiche più avanzate. Ignora gli studi sui neuromodulatori ossitocina e vasopressina e i nuovi studi sul rapporto GABA/glutammato che spiegano la vulnerabilità delle donne ai disturbi dell'umore, così come sono ignorati gli studi sulla distribuzione dei recettori D1 della dopamina i quali spiegano maggiore vulnerabilità degli uomini per le addiction. Ma il bello viene nel capitolo dedicato alle razze. Non solo viene ripetuta la fallacia di Lewontin, pur senza citarlo, ma vengono negati tutti gli studi sui gemelli che mostrano un'ereditarietà del QI di 0,8, si menzionano "studi" che dovrebbero dimostrare che il QI è determinato da fattori ambientali, salvo poi "dimenticare" i riferimenti bibliografici e si ha anche da ridire sul test del QI stesso che rappresenta il golden standard della psicologia per quanto riguarda l'attendibilità psicometrica. Per "dimostrare" che il QI è determinato dall'ambiente fanno un'analogia con le piante che non c'entra nulla e citano Dobzhansky 1973 per dimostrare che i bambini neri adottati da famiglie bianche hanno un qi di poco inferiore a quello dei bianchi. Peccato che ormai è noto l'effetto Wilson, secondo cui l'ereditarietà del QI tende ad aumentare con l'età e gli studi sui bambini non sono rappresentativi. Si omette ciò che va contro Le proprie tesi marxiste del determinismo ambientale e si bolla come "sessismo" "rassismoh" e "pseudoscienza" quello che gli scienziati sociali non riescono a capire perché nella loro preparazione non sono mai andati oltre un T test.
Un manuale completo (nei limiti del possibile) scritto da tre colonne italiane della sociologia. Gradevole da leggere anche per cultura personale.
Per un corso universitario. Un po’ complicato ma molto utile
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