È così che si uccide

Mirko Zilahy

Editore: TEA
Collana: Super TEA
Anno edizione: 2018
Formato: Tascabile
Pagine: 410 p., Brossura
  • EAN: 9788850250271
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Descrizione
La prima delle morti è compiuta. Tu non mi conosci. Nessuno mi conosce. Sono solo un'ombra. E uccido. La pioggia di fine estate è implacabile e lava via ogni traccia: ecco perché stavolta la scena del crimine è un enigma indecifrabile. Una sola cosa è chiara: chiunque abbia ucciso la donna, ancora non identificata, l'ha fatto con la cura meticolosa di un chirurgo, usando i propri affilati strumenti per mettere in scena una morte. Perché la morte è uno spettacolo. Lo sa bene, Enrico Mancini. Lui non è un commissario come gli altri. Lui sa nascondere perfettamente i suoi dolori, le sue fragilità. Si è specializzato a Quantico, lui, in crimini seriali. È un duro. Se non fosse per quella inconfessabile debolezza nel posare gli occhi sui poveri corpi vittime della cieca violenza altrui. È uno spettacolo a cui non riesce a riabituarsi. E quell'odore. L'odore dell'inferno, pensa ogni volta. Così, Mancini rifiuta il caso. Rifiuta l'idea stessa che a colpire sia un killer seriale. Anche se il suo istinto, dopo un solo omicidio, ne è certo. E l'istinto di Mancini non sbaglia: è con il secondo omicidio che la città piomba nell'incubo. Messo alle strette, il commissario è costretto ad accettare l'indagine... E accettare anche l'idea che forse non riuscirà a fermare l'omicida prima che il suo disegno si compia. Prima che il killer mostri a tutti - soprattutto a lui - che è così che si uccide.

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Recensioni dei clienti

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    Federico

    12/12/2018 11:03:17

    Grande thriller da leggere tutto d'un fiato. Personaggi molto accattivanti con la loro storia (e problemi) personali). L'indagine è condotta bene ed è molto realistica. Fantastiche le parti cruente, esaltano la trama. Lo stile è scorrevole. Continua così Mirko!

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    Alessia

    09/11/2018 07:53:35

    Scritto bene ma troppo truculento e morboso per i miei gusti.

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    Laura

    22/10/2018 07:33:48

    Un serial thriller spietato; una trama intrigante; una squadra investigativa con parecchi traumi da risolvere; una scrittura curata e ricercata, a volte addirittura fin troppo (quasi uno sfoggio di cultura); un’ambientazione inusuale… eppure questo romanzo non mi ha convinto fino in fondo. Il personaggio centrale, il commissario Enrico Mancini, così simile per il lutto che lo ha segnato, oltre che per il non essere inserito nel sistema, al vicequestore Rocco Schiavone di Manzini, non conquista. Tutta l’atmosfera, compresa la scelta di ambientarlo nei luoghi dell’archeologia industriale di Roma, muti testimoni di un’epoca in cui il progresso e l’industria erano considerati il passaporto per un futuro luminoso che non si è realizzato, è lugubre. La malattia è vista come una battaglia, con poche probabilità di vittoria, una sofferenza, fine a se stessa. La visione che rimane è quella di un mondo senza speranza, senza fede, senza futuro. Facendo parte di una trilogia, saranno i prossimi a dare una prova d’appello all’autore. Cupo, apocalittico

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    Claudio

    21/09/2018 14:29:33

    Primo libro di Zilahy, scritto molto bene e infatti si legge facilmente, anche se il protagonista è troppo tetro e inverosimile mentre risultano più riusciti gli altri personaggi. Lo stile richiama un po' Donato Carrisi, con le atmosfere cupe e i continui riferimenti al male. Leggerò sicuramente gli altri due libri della saga di Enrico Mancini per vedere come vengono sviluppate le storie dei personaggi.

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    cecilia

    19/09/2018 13:22:30

    Il protagonista di questo thriller è il commissario Enrico Mancini, unico nel suo genere. Mancini è un profiler: dagli anni degli studi si è sempre interessato alla psicologia criminale e per approfondire tale tematica ha ottenuto una specializzazione a Quantico. Conosce i pensieri dei criminali seriali. Conosce cosa realmente un essere umano sia in grado di fare. Questa consapevolezza è un tormento per il commissario, sempre più deciso ad abbandonare la propria avviata carriera, anche a seguito di un dolore privato che fatica ad accettare. Non vuole seguire il caso che sta sconvolgendo Roma: un assassino uccide senza pietà e come un'ombra scompare, senza lasciare alcuna traccia. Essendo un romanzo thriller, la morte è un tema centrale dell'opera. Nel complesso il romanzo si legge volentieri. L'italiano usato è davvero buono e il racconto scorre velocemente, spingendo il lettore a continuare la lettura. “E' così che si uccide” non dovrebbe essere presentato come il nuovo romanzo thriller ma come un romanzo che obbliga il lettore ad affrontare temi dolorosi, profondi, intimi, che non sono dolori di un singolo ma collettivi.

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    mara regonaschi

    04/09/2018 16:58:31

    Notevole thriller d'esordio di Mirko Zilahy, che indaga la psicologia del suo protagonista, il commissario Mancini specializzato in criminali seriali, e di tutta la sua variegata squadra, incaricata di scoprire chi vi sia dietro i delitti che si susseguono in una capitale uggiosa e lugubre.

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    BALDI ROSARIO

    21/08/2018 13:32:22

    Romanzo ibrido.Né bello, né brutto.Inutilmente lungo.Autore inesperto,ma con qualche ideuccia accattivante.Non mi è piaciuto,però merita un 'altra possibilità.Una stellina e mezza.Rosario Baldi

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    Charlie

    09/07/2018 08:38:46

    E' un recensione complicata quella di questo romanzo. Ha tanti lati positivi ma anche molti negativi. Non mi piace per esempio il protagonista Enrico Mancini e questo è grave. Leggerò il secondo libro di Zilahy ma non sono convinto che rientri tra i miei autori preferiti del genere thriller. Comunque promosso, anche se solo con un 6+

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    paolo

    05/06/2018 17:12:21

    Per essere un ‘opera prima nel genere, non male. In alcune parti non molto originale ed alcuni capitoli avrebbero necessitato di un approfondimento maggiore. Aspetto di leggere la “la forma del buio” per farmi un’idea ancora più precisa su Zilahy.

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    Manuela Fontenova

    02/05/2018 18:29:09

    E' così che si uccide è sicuramente uno dei romanzi che mi ha colpito di più negli ultimi anni. Sicuramente è diverso da quello che si può leggere ultimamente, perché il grande pregio di Mirko Zilahy è stato quello di non cadere nei cliché che purtroppo abbondano nei thriller italiani (e non solo). Il suo personaggio, Enrico Mancini, sfiora lo stereotipo per distaccarsene ben presto, quasi a sottolineare la sua individualità e la sua potenza "scenica". Le ambientazioni sono davvero belle, non riesco a trovare un'altra definizione che tenga: la Roma di cui ci parla l'autore non è solo la scena dei feroci crimini dell'Ombra. E' una città ricca di storia, di cultura e di bellezza, e Zilahy ce lo trasmette con la sua scrittura elegante e ricercata. Le sua parole accompagnano la narrazione, smussando gli angoli più crudi del genere che ha scelto di proporci. Io direi che " è così che si scrive!". 5 stelle per questo grande thriller.

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    Valerio

    30/07/2017 14:03:39

    Finalmente un thriller che, nonostante alcune scene forti, non scade nello splatter o nel "già visto". Enrico Mancini è un personaggio completo... Non solo il classico commissario, ma un profiler con un vissuto alle spalle che ce lo fa apprezzare e, di più, ci fa immedesimare. Una scrittura superba che non ci si aspetterebbe da un classico thriller. Non ho parole...una rivelazione! E che Roma magnifica e sconosciuta!!!

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    Arturo de Masi

    08/05/2017 11:18:38

    Un romanzo che ha grossi punti di merito e grandi cadute. L'ambientazione è davvero particolare, la Roma "industrial" del libro è davvero particolare e godibile. La qualità della scrittura poi, ha un registro nettamente superiore ai suoi pari genere senza mai appesantire troppo. Le cadute sono nei personaggi, troppo già visti e la trama, un intreccio, a mio avviso, poco riuscito in grado di suggerire l'assassino dalle primissime pagine. In definitiva, sembra troppo un prodotto, ben scritto, ben ragionato, ma poco coinvolgente.

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    GioTacca

    26/04/2017 17:22:37

    Un thriller "all'americana" ma non troppo ambientato in una Roma non scontata. Protagonista un po' banalotto (ed è il motivo per cui non metto il massimo dei voti) ma scorrevole e di facile lettura. Consigliato!

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    cantarstorie

    04/10/2016 09:50:20

    Un esordio interessante. Il libro avvince, a tratti convince, per originalità e stile di scrittura. Di sicuro, per gli amanti del genere, un autore da seguire con grande attenzione nelle sue prossime opere.

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    Luca

    25/09/2016 15:08:03

    L'idea era buona e l'ambientazione poteva funzionare alla grande. La città di Roma si presta bene al genere thriller a patto di non esagerare. Com'è possibile che in due settimane, nel mese di settembre, non si scorga nemmeno un timido raggio di sole? Nel complesso il romanzo è troppo "americano", esasperatamente cupo, con un epilogo alquanto scontato. I personaggi non incidono (soprattutto il protagonista), non riescono a rendersi simpatici e le loro debolezze (fin troppo enfatizzate) non li avvicinano al lettore. Infine, le descrizioni: sono esagerate, superflue. Sembrano il fulcro di ogni capitolo anziché introduzione all'azione. Sono arrivato in fondo per inerzia, con molta fatica.

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    Ale T

    11/08/2016 12:45:08

    Arrivato fra le mie mani per caso, grazie a mia nipote che conoscendomi ha comprato questo libro... ricominciato a leggre due volte.. per poi mangiarlo letteralmente una pagina dietro l'altra... Grande scrittura, grande storia... a me ha convinto davvero tanto e spero di leggere presto altro di Zilahy, perchè ne sono davvero entusiasta. Rapito dalla storia, dalla crudeltà contenuta in queste pagine, per poi arrivare ad un finale... insomma.. wow! capisco perchè gli editori anche europei abbiano fatto a gara a pubblicarlo... un thriller davvero internazionale.. che non pecca di una certa provincialità come può essere un Montalbano... buona lettura

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    Massimo F.

    29/07/2016 21:41:08

    Ottimo thriller: trama interessante, ambientazione suggestiva. Anche i "sopra le righe" e le incongruenze sono quelle di una crime story d'autore. Ma ciò che mi ha colpito di più è la descrizione spietata, minuziosa e realistica della sofferenza. Una descrizione di chi certe cose le ha viste vivere per davvero e non se le dimentica più.

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    Giuly

    19/07/2016 00:03:21

    Complimenti a Mirko Zilahy, un esordio davvero promettente! Ottimo stile, ottima forma, una Roma crepuscolare, una trama che avvinghia ed elargisce suspense a piene mani. Unico piccolo appunto: la crudezza di alcune descrizioni può effettivamente disturbare, ma questo è un fattore soggettivo per cui....promosso senza riserve!

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    Umberto75

    06/07/2016 22:30:34

    Prendi tre bei film come "The Confession", "Saw, l'enigmista" e "Seven", mescolali insieme ed ottieni questo thriller purtroppo molto scontato e con pochissimi colpi di scena. Anche se si capisce quasi subito chi è l'assassino, l'aspettativa di vedere se l'epilogo giustifica l'acquisto, fa si che non si veda l'ora di finirlo ma niente. Finale tirato per i capelli.... Vedremo se il secondo ci rivelerà qualcosa di maggiormente accattivante

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    alfio

    02/06/2016 19:33:53

    Bel thriller scritto con un linguaggio raffinato, ma non noioso. Leggendolo, vivevo la storia con intensità ed è questo che voglio quando leggo un thriller. Mi è piaciuta anche l'ambientazione in una Roma cupa e desolata che ben si intona con la figura del commissario problematico. Bravo Zilahy!

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