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Crepuscolo. Trilogia della pianura. Vol. 2

Kent Haruf

Traduttore: F. Cremonesi
Editore: NN Editore
Anno edizione: 2016
Pagine: 315 p., Brossura
  • EAN: 9788899253295

15° nella classifica Bestseller di IBS Libri - Narrativa straniera - Moderna e contemporanea (dopo il 1945)

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Recensioni dei clienti

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    Renzo Montagnoli

    26/07/2017 14.47.09

    Ancora una volta Kent Haruf dimostra le sue straordinarie qualità di narratore, capace di rendere avvincenti fatti che sono per lo più del tutto ordinari. Lo stile asciutto, ma non povero fa sì che il romanzo avvinca il lettore dalla prima all’ultima pagina, grazie a un’ambientazione che si potrebbe definire quasi perfetta e a personaggi, che pur nella loro normalità sono portatori di storie e situazioni di straordinaria umanità. Non c’è un preciso filo conduttore, ma ci sono storie, all’apparenza del tutto autonome, che poi finiscono per l’incrociarsi, una serie di racconti accomunati solo dal luogo, immaginario, e dalla volontà dell’autore di farci conoscere personaggi che finiscono con il diventare protagonisti, come è il caso del ragazzino DJ Kephart che vive con l’anziano nonno, unico parente rimastogli, essendo orfano e che ha un disperato bisogno di comunicare con qualcuno della sua età, trovandolo in una coetanea vicina di casa, o i coniugi Luther e Betty Wallace, e i loro due giovani figli, che vivono ai margini della società a carico della pubblica assistenza, o ancora la vicenda dei fratelli anziani e scapoli Harold e Raymond McPheron che un giorno hanno accolto e assistito Victoria Roubideaux, una giovane con la sua bambina piccola. Sono figure che normalmente potrebbero apparire anonime, ma occorre considerare che ognuno di noi ha una sua storia, unica e irripetibile, che molto probabilmente non sarà mai conosciuta. Ecco, Haruf vuol far conoscere le storie per niente straordinarie di gente come noi e che tuttavia rivela qualità insospettabili, sovente non note agli stessi interessati. Una mia considerazione:non c’è nulla di più bello di accorgersi che la storia non è tanto quella scritta sui libri di scuola, non è quella dei personaggi famosi, perché la storia siamo noi.

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    Massimo

    17/06/2017 10.51.29

    Degno proseguo del primo, intenso, triste....si soffre e si sogna.....

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    valter57

    20/03/2017 16.22.03

    Terzo volume de LA TRILOGIA DI HOLT, che diventa una quadrilogia con l'uscita di LE NOSTRE ANIME DI NOTTE. Come hanno già scritto ed evidenziato altri lettori, chi si avvicina ad Haruf non può fare a meno di conoscere gli altri suoi lavori. E CREPUSCOLO è a livello dei due precedenti, anzi forse è il migliore (o forse è perché essendo l'ultimo ricordo meno bene gli altri?). Non c'è una pagina in Haruf che si possa dire sprecata, è talmente bello che viene da piangere.. pensare che non ci sia più. Potrei scrivere ancora molto, di Holt, e dei suoi abitanti, mi fermo solo su Raymond McPheron, in cui Haruf forse si riconosce.

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    Carol

    17/01/2017 19.05.51

    Intenso, commovente, a tratti anche divertente, scritto benissimo, con uno stile semplice e allo stesso tempo molto evocativo, chiaro, preciso, tutte le parole e le frasi sono dosate, calibrate, né una di più né una di meno. L'ho trovato più "drammatico" dei precedenti della trilogia, come se in questo libro l'autore si sia preso una pausa dalla sua fiducia verso gli uomini. In attesa trepidante di "Le nostre anime di notte" che uscirà a febbraio.

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    byAx

    11/01/2017 19.04.14

    Contea immaginaria di Holt, atto II. Personaggi nuovi e altri già conosciuti compaiono in scena, portano la loro vita davanti ai nostri occhi, ci mostrano i fardelli e le gioie che giorno dopo giorno affrontano. Assistiamo a chi rimane improvvisamente solo dopo una vita passata in compagnia, una vita esclusivamente fraterna, e cerca finalmente di aprirsi al mondo con commovente ingenuità, per trovare un nuovo modo di amare, nuovo sotto tutti i punti di vista. Un uomo semplice la cui umiltà e onestà e generosità lo elevano sopra molti altri suoi simili. Conosciamo due ragazzini, un maschio e una femmina, che per negligenze varie da parte dei genitori, persone comunque non cattive ma di certo disattente, subiscono violenze da parenti finendo così per essere affidati ai servizi sociali. Conosciamo chi è cattivo dentro, sempre, anche quando non necessario, forse per abitudine ad una vita solitaria, intellettualmente ed emotivamente castrato, capace solo di distruggere ogni cosa e nulla creare. Conosciamo un ragazzino orfano che deve prendersi cura del suo unico nonno; una donna sfiduciata perché abbandonata dal marito, madre di due figlie; e poi ancora conosciamo... Gente comune, insomma, modellata da Haruf, che grazie al suo stile sobrio ma non banale infonde loro il soffio della vita, per renderli unici, esattamente come lo è ognuno di noi. Unico.

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    LEOPOLDO ROMAN

    08/01/2017 09.41.40

    Ancora storie semplici di personaggi semplici al centro degli Stati Uniti, nell’immaginaria contea di Holt dove, pur non esistendo, lo scrittore Alessandro Piperno scrive che sarebbe pronto a trasferirsi. Dei precedenti personaggi di Benedizione e Canto della pianura ritroviamo i fratelli Harold e Raymond McPheron con la loro “quasi figlia” Victoria, che però, com’è giusto, in questo romanzo intraprende una sua vita autonoma, pur restando sempre molto legata a chi per lei è stato più di una mamma. L’immutabile e piatta pianura con i suoi rigori invernali, i suoi profumi primaverili, i suoi forti odori estivi e gli splendenti colori autunnali, resta sempre l’indiscussa protagonista della narrazione di Haruf che, magistralmente, ti fa sembrare di essere lì. E’ incredibile come nella semplicità della descrizione delle cose visibili ed invisibili, riesca sempre a renderle importanti e vive. DJ, il ragazzino che accudisce il nonno ed il malvagio e irrecuperabile Hoyt sono i due nuovi personaggi che più mi hanno colpito oltre ovviamente alla bella Rose Tyler, la cui storia ad un certo punto si intreccia con quella dei fratelli McPheron. Sto scrivendo questa recensione ascoltando la “Pastorale” di Beethoven, alla quale il traduttore Fabio Cremonesi, cui va il grande merito di averci fatto conoscere questo scrittore, virtualmente accosta, questa parte della trilogia.

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    ellegi

    02/12/2016 20.14.03

    Ho letto tutti e tre i volumi e devo dire che è stato un crescendo nell'apprezzamento dei volumi. Difficile dire che cosa appassioni tanto di quest'autore, forse la maestria del narrare ....

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    Alberto

    06/10/2016 09.41.02

    Consigliatissimo come i precedenti che con questo compongono la triologia. Non perdeteli. "Benedizione", "Canto della pianura" e "Crepuscolo" sono tre romanzi che avvincono il lettore, non certo per il ritmo, che non c'è, l' assenza non è penalizzante perchè la scrittura assomiglia allo scorrere lento delle stagioni in una terra che solo con il duro lavoro quotidiano potrà rendere i frutti agli uomini che la abitano. Come non innamorarsi dei piccoli DJ, Dane, Richie e la sorella Joy Rae seguiti da Rose Tyler stremata dalla sua professione? E che dire dei fratelli McPheron ? Personaggi dalla vita semplice, scandita quotidianamente dalle necessità degli animali che allevano e che determineranno il loro destino. Belle pagine di una prosa che a volte diventa poesia. Ci sono altri personaggi: ritorna Victoria con la piccola Katie, il nonno di DJ e i derelitti Luther e sua moglie Betty con il violento zio Hoyt, tutti centrati e complementari tra loro.

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    cantarstorie

    04/10/2016 10.19.34

    ...e ancora una volta mancano le parole per "dire". Ancora una volta, l'intensità e la commozione avvolgono dalla prima all'ultima parola.

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    Sofia

    03/10/2016 10.39.45

    Difficile trovare le parole per descrivere questa trilogia a dir poco incantevole. Ho amato tutti e tre i libri per i personaggi, le descrizioni dei paesaggi e per le diverse emozioni che mi hanno attraversato. Ritrovare Raymond, uno dei fratelli McPheron, è stato bellissimo, un uomo, come dice uno dei personaggi della storia, come pochi.

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    Walter

    07/09/2016 08.58.46

    Che dire, anche questo romanzo si equipara agli altri due per intensità dei personaggi ed i luoghi.

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    zia dalia

    26/07/2016 17.34.19

    Intenso e bellissimo romanzo, come quelli che compongono la trilogia. Nella cittadina di Holt si susseguono l'amore e la solitudine, la solidarietà e la violenza, l'affetto e l'emarginazione.Tutta la trilogia è uno splendido capolavoro. Consigliatissimo.

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