Cristo si è fermato a Eboli - Carlo Levi - ebook

Cristo si è fermato a Eboli

Carlo Levi

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Editore: Einaudi
Formato: EPUB con DRM
Testo in italiano
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Dimensioni: 1,06 MB
Pagine della versione a stampa: XIX-242 p.
  • EAN: 9788858414996
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"Eboli - dicono i lucani tra cui Levi fu mandato al confino dal fascismo - e l'ultimo paese di cristiani. Cristiano è uguale a uomo. Nei paesi successivi, i nostri, non si vive da cristiani, ma da animali". Dice Italo Calvino in uno dei due testi che introducono questo volume: "La peculiarità di Carlo Levi sta in questo: che egli è il testimone della presenza di un altro tempo all'interno del nostro tempo, è l'ambasciatore d'un altro mondo all'interno del nostro mondo. Possiamo definire questo mondo il mondo che vive fuori della nostra storia di fronte al mondo che vive nella storia. Naturalmente questa è una definizione esterna, è, diciamo, la situazione di partenza dell'opera di Carlo Levi: il protagonista di "Cristo si è fermato a Eboli" è un uomo impegnato nella storia che viene a trovarsi nel cuore di un Sud stregonesco, magico, e vede che quelle che erano per lui le ragioni in gioco qui non valgono più, sono in gioco altre ragioni, altre opposizioni nello stesso tempo più complesse e più elementari".
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    Giorgio Minucci

    23/04/2019 12:43:06

    Un'opera davvero notevole, in uno stile apparentemente semplice, in grado di mescolare i tratti paesaggistici, psicologici, interiori, esistenziali, di critica sociale e politica, il tutto mescolato in uno sguardo antropologico teso a un profondo amore verso l'umanità, in particolare quella contadina della Lucania, rappresentativa della questione meridionale, terra su cui Cristo non è giunto e Roma con la sua civiltà e il suo stato non è riuscita a irretire. Luogo senza tempo, senza storia, intessuto di disperazione, magia e rituali pagani, dove i rapporti tra i contadini sono dettati dal ritmo di una natura ascosa e abissale; la Lucania diventa così motivo di riflessione contro il Fascismo e lo Stato in generale, per il suo astrattismo, incapace di farsi Volto, di uscire dalle logiche impersonali. Un monito che se valeva per l'Italia di allora, uscita dalla guerra, ancor più lo è oggi a livello globale, in cui la sofferenza inferta ai migranti dalle guerre è inoltre contrattaccata dall'indifferenza altrettanto violenta di una civiltà occidentale parca dei suoi miti ipocriti di progresso e democrazia, chiusa in se stessa e nella sua opulenza per pochi e governando i molti con la paura dello straniero. Un'operazione poi quella di Levi capace di combattere l'irrazionalismo fascista non soltanto con una critica, solo a tratti, laica e illuminista, che comunque sarebbe rimasta in superficie; ma con una riflessione sul valore delle tradizioni rurali minoritarie, che hanno un linguaggio tutto proprio, tradizioni locali esili e soffocate, che bisogna comprendere nel loro interno, a costo di mettere in crisi e rinnovare le proprie certezze, se si vuole che siano salvate e riscattate dalla miseria e dai totalitarismi vecchi e nuovi. Opera dolce e struggente, da leggere e rileggere, vivamente consigliata, in una edizione insuperabile, introdotta da due preziosi saggi di Calvino e Sartre, con commenti finali di critici letterari.

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    AdrianaT.

    12/01/2019 08:40:10

    Un confino e la scoperta di un mondo parallelo ma alieno e indifferente al flusso della vita e della Storia che scorrono oltre l'arsura delle sue creste e burroni. Uno sguardo dall'alto, quello di Levi alla realtà contadina antica, scandita da riti, magie e superstizioni ataviche annidate sui poggi lucani da tempo immemore; uno sguardo a volte distaccato e infastidito, a volte simpatetico e amorevole verso quell'alterità da cui, pure lui, il dottor Levi, ha imparato qualcosa e attinto ombre e colori per i suoi quadri. «Ma in questa terra oscura, senza peccato e senza redenzione, dove sta il male non è morale, ma è un dolore terrestre, che sta per sempre nelle cose, Cristo non è disceso. Cristo si è fermato a Eboli.»

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    Emanuele

    15/04/2014 14:26:04

    Cristo si è fermato a Eboli, un libro che contiene schizzi empatici di realtà contadina e squarci di una storia dell'altro secolo, raccontati magistralmente dall'autore. Il romanzo esprime le difficoltà umane e sociali dei contadini nelle terre di Lucania, raccontando con un tecnica scandita e facendo assaporare a piccoli sorsi il ritratto di una desolata e quasi angosciante terra dove Cristo non è potuto arrivare. Esso, si è fermato prima,non è arrivato fin lì, come non sono arrivati i conquistatori romani, né i greci, né tantomeno lo stato Italiano, tranne, che per riscuotere le imposte. Ai contadini alienati e sconfitti , ormai, da questo mondo di diversi, non resta che piegarsi ed affrontare acquiescenti questo loro destino avverso, privo di diritti, di gioie, di libertà di scelta. I contadini a cui non resta soltanto che la terra da lavorare e a cui il male - come dice Levi- non è più una condizione morale ma una realtà terrestre con cui fare i conti tutti i giorni che gli restano da vivere. Cristo si è fermato a Eboli è una storia piena di sentimento e agonia che trova il suo compimento con parole ricercate e moderne, tratteggiando quello che in un passato molto lontano, ma non abbastanza per non essere dimenticato, la vita degli esiliati del fascismo e degli esiliati dal mondo, reietti di una società che non li considera e che vorrebbe inculcare a loro degli ideali che per loro non rappresentano assolutamente niente.

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    mjb

    27/03/2014 15:14:31

    mi aspettavo qualcosina in più,nel complesso è scritto bene, a tratti commovente, duro e realistico; ma è come se in alcuni punti mancasse qualcosa e si opta per descrizioni un pochino noiose...non saprei! è comunque un libro da leggere quanto meno per cominciare ad avere un'idea "sulla questione meridionale".

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    Vincenzo88

    13/12/2013 12:03:09

    Romanzo stupendo e a tratti commovente. La forza della scrittura di Levi risiede nella sua capacità di osservare persone e cose e di ricavarne i valori che in esse si celano. Il mondo contadino descritto nel romanzo infatti se da una parte rappresenta la crudezza della condizione umana dall'altra mostra l'immenso amore e ospitalità (Levi descrive la sua esperienza da confinato) che uomini umili, seppur "abbrutiti", possono provare. Un romanzo da consigliare soprattutto ai giovani del meridione che come me hanno bisogno di riscoprire la proprie radici per gioirne assieme.

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    LucaMilano

    11/11/2013 21:46:50

    Con quest'opera Poetica e godibile nonostante il suo drammatico realismo, l'autore, con la sua descrizione dei paesaggi, dei volti e delle scene di vita quotidiana, ci trasmette immagini quasi pittoriche del suo soggiorno in questa amena regione.Consigliata la lettura sopratutto a chi volesse comprendere appieno il significato di "questione meridionale".

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    Salvatore Palma

    08/07/2013 07:49:41

    Questo libro, pubblicato nel 1945, è meritatamente diventato un classico della letteratura italiana del Novecento ed è uno dei primi che segna una profonda discontinuità con il passato della dittatura e della guerra mondiale. E' la vicenda autobiografica di un oppositore del regime che, proprio per questa ragione, viene relegato al confino in un paesino della Lucania, Aviano, allora più di ora, abbandonato alla miseria ed al sottosviluppo, che non è solo economico ma anche culturale e sociale. Ben presto, dopo la naturale diffidenza iniziale, tra quelle popolazioni e l'Autore sfiorisce lentamente un rapporto fatto di amicizia, di stima e di empatia che, seppur nella profonda differenza di sensibilità e di modi di sentire, si va sempre di più consolidando. Un poco saggio, un poco diario e un poco memorie, si tratta di un'opera che si legge piacevolmente e che palpita di poesia e di umanità, soprattutto per la capacità di immedesimarsi e di vivere "dal di dentro" le difficoltà e le angustie delle genti meridionali.

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    Vivi

    06/11/2012 11:39:50

    Levi racconta la triste realtà in cui versa il Mezzogiorno durante il suo confino in Lucania. La narrazione, che in principio stenta a prendere piede, si dipana poi in maniera fluida e piacevole fra le vicissitudini quotidiane degli abitanti di Aliano. Nonostante i giorni del suo confino sembrino l'uno uguale all'altro, Levi ne coglie ogni sfumatura e ci trasporta in un mondo di miseria, di solitudine e di sopportazione. Fra arcani riti magici e filtri d'amore, la vita contadina procede nella perpetua accettazione di un destino avverso e lui, medico e pittore instancabile, si adopera per alleviare il dolore e trasmettere quel sapore di nuovo e di speranza a cui nessuno, abbandonato anche da Cristo, credeva più. Da leggere.

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  • Carlo Levi Cover

    Dopo la laurea in medicina fece parte del gruppo gobettiano di Rivoluzione liberale e di quello dei fratelli Rosselli, Giustizia e libertà. A causa della sua attività antifascista fu confinato in Lucania fra il '35 e il '36: Cristo si è fermato a Eboli (Prima edizione 1945) è il resoconto trasfigurato di quel soggiorno coatto. Parallela è la sua attività di pittore che culminerà nella mostra personale tenuta alla Biennale di Venezia del '54. Aderí al Partito d'azione: testimonianza della convulsa atmosfera italiana dell'immmediato dopoguerra è il libro-documento L'Orologio (1950). Nel '53 entrò al Senato come indipendente nelle liste del PCI. Altri suoi libri (tutti nel catalogo Einaudi) sono: Paura della libertà,... Approfondisci
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