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Editore: Einaudi
Collana: Super ET
Anno edizione: 2010
Formato: Tascabile
Pagine: XIX-242 p., Brossura
  • EAN: 9788806204716
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Recensioni dei clienti

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    Emanuele

    15/04/2014 14.26.04

    Cristo si è fermato a Eboli, un libro che contiene schizzi empatici di realtà contadina e squarci di una storia dell'altro secolo, raccontati magistralmente dall'autore. Il romanzo esprime le difficoltà umane e sociali dei contadini nelle terre di Lucania, raccontando con un tecnica scandita e facendo assaporare a piccoli sorsi il ritratto di una desolata e quasi angosciante terra dove Cristo non è potuto arrivare. Esso, si è fermato prima,non è arrivato fin lì, come non sono arrivati i conquistatori romani, né i greci, né tantomeno lo stato Italiano, tranne, che per riscuotere le imposte. Ai contadini alienati e sconfitti , ormai, da questo mondo di diversi, non resta che piegarsi ed affrontare acquiescenti questo loro destino avverso, privo di diritti, di gioie, di libertà di scelta. I contadini a cui non resta soltanto che la terra da lavorare e a cui il male - come dice Levi- non è più una condizione morale ma una realtà terrestre con cui fare i conti tutti i giorni che gli restano da vivere. Cristo si è fermato a Eboli è una storia piena di sentimento e agonia che trova il suo compimento con parole ricercate e moderne, tratteggiando quello che in un passato molto lontano, ma non abbastanza per non essere dimenticato, la vita degli esiliati del fascismo e degli esiliati dal mondo, reietti di una società che non li considera e che vorrebbe inculcare a loro degli ideali che per loro non rappresentano assolutamente niente.

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    mjb

    27/03/2014 15.14.31

    mi aspettavo qualcosina in più,nel complesso è scritto bene, a tratti commovente, duro e realistico; ma è come se in alcuni punti mancasse qualcosa e si opta per descrizioni un pochino noiose...non saprei! è comunque un libro da leggere quanto meno per cominciare ad avere un'idea "sulla questione meridionale".

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    Vincenzo88

    13/12/2013 12.03.09

    Romanzo stupendo e a tratti commovente. La forza della scrittura di Levi risiede nella sua capacità di osservare persone e cose e di ricavarne i valori che in esse si celano. Il mondo contadino descritto nel romanzo infatti se da una parte rappresenta la crudezza della condizione umana dall'altra mostra l'immenso amore e ospitalità (Levi descrive la sua esperienza da confinato) che uomini umili, seppur "abbrutiti", possono provare. Un romanzo da consigliare soprattutto ai giovani del meridione che come me hanno bisogno di riscoprire la proprie radici per gioirne assieme.

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    LucaMilano

    11/11/2013 21.46.50

    Con quest'opera Poetica e godibile nonostante il suo drammatico realismo, l'autore, con la sua descrizione dei paesaggi, dei volti e delle scene di vita quotidiana, ci trasmette immagini quasi pittoriche del suo soggiorno in questa amena regione.Consigliata la lettura sopratutto a chi volesse comprendere appieno il significato di "questione meridionale".

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    Salvatore Palma

    08/07/2013 07.49.41

    Questo libro, pubblicato nel 1945, è meritatamente diventato un classico della letteratura italiana del Novecento ed è uno dei primi che segna una profonda discontinuità con il passato della dittatura e della guerra mondiale. E' la vicenda autobiografica di un oppositore del regime che, proprio per questa ragione, viene relegato al confino in un paesino della Lucania, Aviano, allora più di ora, abbandonato alla miseria ed al sottosviluppo, che non è solo economico ma anche culturale e sociale. Ben presto, dopo la naturale diffidenza iniziale, tra quelle popolazioni e l'Autore sfiorisce lentamente un rapporto fatto di amicizia, di stima e di empatia che, seppur nella profonda differenza di sensibilità e di modi di sentire, si va sempre di più consolidando. Un poco saggio, un poco diario e un poco memorie, si tratta di un'opera che si legge piacevolmente e che palpita di poesia e di umanità, soprattutto per la capacità di immedesimarsi e di vivere "dal di dentro" le difficoltà e le angustie delle genti meridionali.

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    Vivi

    06/11/2012 11.39.50

    Levi racconta la triste realtà in cui versa il Mezzogiorno durante il suo confino in Lucania. La narrazione, che in principio stenta a prendere piede, si dipana poi in maniera fluida e piacevole fra le vicissitudini quotidiane degli abitanti di Aliano. Nonostante i giorni del suo confino sembrino l'uno uguale all'altro, Levi ne coglie ogni sfumatura e ci trasporta in un mondo di miseria, di solitudine e di sopportazione. Fra arcani riti magici e filtri d'amore, la vita contadina procede nella perpetua accettazione di un destino avverso e lui, medico e pittore instancabile, si adopera per alleviare il dolore e trasmettere quel sapore di nuovo e di speranza a cui nessuno, abbandonato anche da Cristo, credeva più. Da leggere.

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    filippo nox

    19/06/2012 19.26.17

    bel libro. Struggente. Un dipinto fedele della popolazione lucana durante il periodo fascista. una popolazione senza stato, dimenticata dallo Stato. Un libro che non vul denunciare o criticare nè il fascismo, nè la gente del Sud ma semplicemente vuole mostrare ciò che ha visto e realmente vissuto. Secondo il mio parere, nel libro manca però un'analisi delle possibili cause che hanno portato alla "fermata di Cristo ad Eboli". Consigliato

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    Serena

    07/09/2011 21.05.11

    Il libro più bello che abbia mai letto in assoluto. e' rimasto in libreria x più di 10 anni: me lo aveva consegnato l'insegnante di lettere, l'avevo comprato ma mai letto: non so perchè non mi incuriosiva affatto. Poi, un giorno l'ho iniziato e l'ho letto d'un fiato. Attualissimo, applicabile alla realtà politica e sociale dei piccoli centri urbani di oggi, con le dovute "scremature".Da leggere e rileggere.

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    roberto72

    02/09/2008 17.23.22

    Un classico da leggere, vero e struggente a volte poetico riesce a suscitare nel lettore sensazioni stupende, per il tema trattato ho trovato molte analogie con fontamara di silone quest ultimo capolavoro della narrativa dell'ultimo secolo, da insegnare nelle scuole per riuscire a capire la storia della nostra Italia

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    annalisa

    04/02/2008 14.15.55

    Un libro appassionante, scorrevole, testimonianza e storica e sentimentale-personale del suo autore che lascia trasparire dalle pagine una dolcezza e una compassione enormi per quello che sembra un popolo altro, diverso dal resto di noi, ma che è Italia. Lo consiglio a tutti incondizionatamente..è una lettura piacevole e interessante x chi associa all'aspetto umano della vicenda di Carlo Levi, quello socio-antropologico del libro. Bello!! devo ancora finirlo ma mi mancherà già..quella terra, le persone, di una povertà e forza incredibili...

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    stefano

    03/05/2007 17.47.41

    Questo romanzo autobiografico è anche un documentario, un saggio che si fa leggere con piacere, merito della prosa dell'Autore: intensa, commovente, scorrevole, a tratti poetica...

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    Chiara

    30/06/2003 04.02.13

    Ho letto questo libro molti anni fa ed ancora ne conservo il ricordo. E` strano da dire, ma questo libro assomiglia ad un quadro, solo al posto dei colori ci sono le parole. Bellissimo.

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